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AACS: taglio dei costi fino al 75%

di Emidio Frattaroli, pubblicata il 02 Luglio 2009, all 14:42 nel canale SOFTWARE

“Buone notizie per i piccoli editori che si affacciano al formato Blu-ray Disc: il costo delle licenze è sceso nettamente e in alcuni casi il ribasso arriva fino al 75% ”

Il formato Blu-ray Disc è ancora nettamente più costoso rispetto al DVD e al compianto (almeno per alcuni) HD DVD, soprattutto per i piccoli editori che hanno in programma piccole tirature, quantificabili in poche migliaia di unità. Buona parte degli alti costi del Blu-ray Disc sono imputabili alle licenze per l'AACC che devono essere incluse in ogni caso. La buona notizia riguarda i costi per l'AACS.

Da oggi, il costo per le licenze AACS è stato fortemente ridimensionato. Il risparmio per i piccoli editori arriva in alcuni casi fino al 75%. In particolare, il costo della licenza AACS del "primo titolo" in Blu-ray Disc, che prima era di 4.300 US$, ora è di soli 1.000 US$. Il costo per le successive edizioni prima era di 1.300 US$ ma ora è sceso a 500 US$. Le cifre si riferiscono ad una tiratura di 2.000 pezzi.

Un'altra buona notizia riguarda il costo per la sottoscrizione del contratto per l'utilizzo dell'AACS: fino a ieri bisognava pagare 3.000 una tantum. Con le nuove regole si pagheranno 500 US$ all'anno e si potrà chiudere il contratto in qualsiasi momento. Quello che non cambia è il costo per ogni copia replicata, che rimane di 0,04 US$ per disco (sono appena 40 US$ per 2.000 disci.

Il costo per la protezione AACS (che è completamente inutile visto che oggi è possibile aggirarla con Any DVD HD et similia) è stato fino ad oggi lo scoglio principale per i piccoli editori tra cui ci siamo anche noi di AV Magazine. L'idea di stampare un Blu-ray Disc da distribuire gratuitamente ai nostri lettori si è sempre scontrata con gli alti costi di replicazione e quelli dell'AACS. Con il ridimensionamento dei costi per l'AACS e la fisiologica diminuzione dei costi di replicazione...

Fonte: roxio.com



Commenti (10)

Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - Info
Commento # 1 di: Highlander pubblicato il 02 Luglio 2009, 15:38
Io quello che non trovo equo e produttivo è l'obbligo addotto dal Consorsio Blu-Ray alla sottoscrizione di licenza AACS !!
Insomma ... l'AACS è una protezione ( bucata o meno .... ) se il detentore della proprietà intellettuale dei diritti di un contenuto X, rinuncia espressamente a proteggere questo contenuto e lo dichiara sollevando il Consorsio da qualunque tipo di eventuale resposabilità, questo detentore dovrebbe poter essere esonerato dall'adozione forzosa e forzata dell'AACS !!
Altrimenti ... CHE SIANO PIU' TRASPARENTI !!
E' UN BALZELLO FINE A SE' STESSO DA SPARTIRE TRA GLI INTERESSATI !!! PUNTO !!!
Commento # 2 di: Ryusei pubblicato il 02 Luglio 2009, 15:47
direi che potrebbe essere l'unica buona notizia per cui ringraziare la crisi, speriamo in ulteriori diminuzioni dei prezzi per il mondo blu!
Commento # 3 di: gattapuffina pubblicato il 02 Luglio 2009, 16:16
Mah, non mi pare un gran risparmio:

- il costo per singola copia duplicata rimane uguale.

- il costo di affiliazione è passato da 3000$ una tantum, a 500$ all'anno per cui, se si pensa di produrre Bluray per più di 6 anni, conviene scegliere comunque i 3000$ una tantum.

- l'unico risparmio reale sono 800$ per ogni master, dubito che fossero quelli a fare la differenza. Forse per le piccole duplicazioni, ma per le major sono nulla.

In realtà, il problema è un altro: ho provato a leggere UNO dei 3 documenti di licenza disponibili sul sito AACS, quello principale sono 150 pagine di cui una buona parte in un inglese legale strettissimo, con tante di quelle clausole, penali elevatissime da pagare in caso di violazioni, e file di termini avvocateschi, che i supposti 800$ risparmiati, verrano molto probabilmente fagocitati dalla parcella di un esperto di diritto internazionale che dovrà leggerlo e spiegarlo al piccolo editore, prima che questo possa firmarlo con cognizione di causa...

Se fossi un piccolo editore, preferirei pubblicare una bella ISO, magari spedita a casa su 4-5 normali DVD (e in futuro, ovviamente, scaricata da internet), dicendo agli utenti: masterizzatevela da soli sul Bluray, così il problema dell'AACS l'ha risolto il produttore del masterizzatore...
Commento # 4 di: AV Magazine pubblicato il 02 Luglio 2009, 16:33
Lo scorso anno ho cercato uno sponsor per produrre un Blu-ray in 2.000 copie per regalarlo al Top Audio & Video e in occasione di altri eventi organizzati da noi. Il costo era troppo alto, anche per colpa dell'AACS.

Fino a ieri per produrre un Blu-ray, avrei speso solo di AACS più di 4.300 US$. Oggi spenderei solo 1.000 US$ per il primo disco e 500 US$ per il secondo, nello stesso anno. Dal mio punto di vista il risparmio è molto elevato. E non c'è modo per aggirare l'ostacolo.

Se mettessi una ISO in download senza pagare l'AACS, gli avvocati dell'AACS LA non mi lascerebbero neanche le mutande... Sono uno dei primi ad aver sollevato forti perplessità sull'AACS, simile per certi aspetti alle spese per la SIAE. Ma tant'è
Commento # 5 di: Ryusei pubblicato il 02 Luglio 2009, 16:57
non conosco la struttura di un BD, ma mi domando se, nel caso in cui mettessi i file singolarmente anzichè mettere una ISO (che è in pratica un BD effettivamente), questi sarebbero riconducibili al dover pagare l AACS...
per intendersi come se mettessi gli ifo, i vob etc di un dvd creato da te anzichè mettere la iso del disco..
Commento # 6 di: gattapuffina pubblicato il 02 Luglio 2009, 17:52
Originariamente inviato da: AV Magazine' Staff
Fino a ieri per produrre un Blu-ray, avrei speso solo di AACS più di 4.300 US$. Oggi spenderei solo 1.000 US$ per il primo disco e 500 US$ per il secondo, nello stesso anno. Dal mio punto di vista il risparmio è molto elevato. E non c'è modo per aggirare l'ostacolo.


Il risparmio è reale in questi casi: cioè una duplicazione estemporanea, magari fatta una volta e non ripetuta nel tempo.

Ma già un qualsiasi editore cinematografico tradizionale, anche piccolo, se ha in mente un progetto a medio/lungo termine, cioè duplicare pochi titoli, ma per alcuni anni, non cambia nulla, e forse alla lunga gli conviene pagare 3000$ e poi basta, piuttosto che 500$ all'anno.


Se mettessi una ISO in download senza pagare l'AACS, gli avvocati dell'AACS LA non mi lascerebbero neanche le mutande...


Non sono sicuro di questo, e in ogni caso, se metti a disposizione i singoli files encodati in AVC, magari usando un encoder Open source per stare tranquilli, più il progetto in un formato di software molto diffuso, nessuno ti può dire nulla, se la gente se lo masterizza a casa con il proprio masterizzatore Bluray del quale, ricordo, la licenza AACS è stata GIA' pagata dal fabbricante.
Commento # 7 di: Picander pubblicato il 02 Luglio 2009, 23:38
Emidio, che licenza violi distribuendo immagini iso?
C'è un brevetto sulla struttura del blu-ray?

E allora vai di mkv, viva i formati aperti! (e come al solito incompatibili con gran parte dei dispositivi)
Commento # 8 di: atarix pubblicato il 04 Luglio 2009, 08:02
ovviamente dovevano metterla come balzello obbligatorio una protezione che non serve a nulla (come tutte le protezioni)...
Commento # 9 di: MelvinUdall pubblicato il 06 Luglio 2009, 15:41
A mio avviso è una questione senza fondamento: la protezione NON protegge ergo il chiederne il pagamento è senza senso....protegge solo dai cerebrolesi che non sanno installare una semplice applicazione...
Commento # 10 di: civale pubblicato il 16 Luglio 2009, 00:50
A loro non interessa la protezione, a loro interessa solo fare soldi, e hanno trovato il modo di farne, e farne a palate con le loro protezioni del cavolo che oltretutto provocano noie su noie nella riproduzione.
qualcuno ha detto mafia?