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Everest: due nuove featurette

di Riccardo Riondino, pubblicata il 16 Settembre 2015, alle 10:37 nel canale CINEMA

“Universal Pictures e Walden Media, in associazione con Cross Creek Picture, presentano il nuovo film di Baltasar Kormákur adattato per lo schermo da William Nicholson (Il Gladiatore) e dal premio Oscar Simon Beaufoy (The Millionaire). nei cinema dal 24 settembre 2015 ”

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Ispirato agli incredibili eventi reali riguardanti il tentativo di raggiungere la vetta della montagna più alta al mondo, Everest documenta il formidabile viaggio di due diverse spedizioni spinte oltre i loro limiti da una delle tempeste di neve più feroci mai viste dal genere umano. Con la loro tempra e il proprio coraggio messi a dura prova dagli elementi più impietosi del pianeta, gli scalatori dovranno superare ostacoli quasi invalicabili e la loro eterna ossessione diventerà una lotta all’ultimo respiro per la sopravvivenza.

L’epica avventura vede nel cast Jason Clarke, Josh Brolin, John Hawkes, Robin Wright, Michael Kelly, Sam Worthington, Keira Knightley, Emily Watson e Jake Gyllenhaal.

Everest è diretto da Baltasar Kormákur (“2 Guns”, “Contraband”) e prodotto da Tim Bevan di Working Title Films, Eric Fellner, Brian Oliver di Cross Creek Pictures e Tyler Thompson, insieme a Nicky Kentish Barnes e Kormákur.

 

Il film è stato girato in Nepal nelle colline pedemontane dell’Everest, sulle Alpi italiane e presso gli Studios di Cinecittà a Roma e i Pinewood Studios nel Regno Unito. Everest è atteso nei cinema dal 24 settembre 2015.

Sito ufficiale

Fonte: SwService



Commenti (4)

Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - Info
Commento # 1 di: semola88 pubblicato il 16 Settembre 2015, 16:07
Onestamente a voi convince che un film del genere sia interpretato da attori e non da alpinisti?

Personalmente sono molto più attratto da MERU, il film di Jimmy Chin!
Commento # 2 di: Nex77 pubblicato il 16 Settembre 2015, 16:35
Gli attori fanno gli attori, gli alpinisti scalano le montagne, questo è un film e non un documentario, mi sfugge il senso della tua affermazione.
Commento # 3 di: semola88 pubblicato il 16 Settembre 2015, 17:28
Premetto che ancora non ho visto il film, ma mi aspetto la solita americanata hollywoodiana, poco attinente sia all'alpinismo, sia alla tragedia del 1996
Commento # 4 di: semola88 pubblicato il 16 Settembre 2015, 17:30
Riporto il post Fb di Simone Moro (noto alpinista) in merito:

Oggi esce alla Mostra del Cinema di Venezia il film Everest.
Non giudico mai qualcosa che non ho visto e onestamente spero che sia un bel film e che faccia un buon intrattenimento cinematografico. Non mi aspetto autenticità o la narrazione corretta, vera e scrupolosa di ciò che realmente accadde in quel terribile giorno del 1996. Penso che non sia nemmeno lo scopo e l'intento del regista. Peccato solo che la fonte di quel film sia il libro sbagliato o meglio la voce sbagliata. Io come molti altri non c'ero quel giorno sull'Everest. Ci sono però stato 4 volte su quella vetta e altre volte lungo i suoi versanti e sulle montagne vicine.
C'ero pure nell'ultimo anno e mezzo di vita di Anatoli Boukreev e nelle ultime sue spedizioni, fino all'ultimo secondo della sua vita. Ho ascoltato dentro una tendina e alla luce di una candela la sua ultima narrazione di alcuni fatti accaduti in quella spedizione. Era la vigilia di natale del 1997. Molte verità non sono mai state gridate e altre sono sotto gli occhi di tutti quelli che conoscono l'alpinismo e l'Everest. Mi spiace che Anatoli non abbia più voce oggi ed io non posso essere la sua anche se ho provato a raccontare di lui in Cometa sull'Annapurna. Il libro che lui ha scritto (Everest cronaca di un salvataggio impossibile" rimane letto da pochissimi e la sua storia personale quasi sconosciuta.
Sarebbe bastato il silenzioso sguardo proveniente dagli occhi azzurri di Anatoli per far capire chi era lui veramente... Gia solo in quello sguardo, molti spettatori usciti dalle sale cinematografiche, avrebbero trovato risposte e sarebbero tornati a casa con le idee più chiare e più loro. Ciao Anatoli, manchi a tutti noi, al mondo himalayano e oggi più che mai manchi anche all' Everest.