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Apple e EMI: addio ai DRM

di Gian Luca Di Felice, pubblicata il 03 Aprile 2007, all 10:48 nel canale CINEMA

“Ieri mattina, a Londra, è stato siglato uno storico accordo tra l'etichetta discografica EMI e la Apple per la vendita di musica online senza alcun sistema di protezione e criptaggio”

Dopo aver segnato per anni l'era della musica protetta ed essere stata incalzata da diversi paesi Europei (in primis la Francia) sull'opportunità di utilizzare i sistemi anticopia DRM, Apple rivoluziona ancora una volta il mercato siglando uno storico accordo con l'etichetta discografica EMI, per la vendita di musica sul proprio negozio virtuale iTunes Music Store senza alcun sistema di protezione. La EMI proporrà quindi in esclusiva per alcuni mesi l'intero catalogo discografico (tranne i Beatles) sul negozio musicale digitale senza DRM  ad un prezzo maggiorato di 30 centesimi, rispetto agli attuali brani. Chi vorrà acquistare un brano senza protezioni, dovrà pagare 1,29 dollari (che diventeranno da noi 1,29 Euro) ma oltre a poter disporre liberamente del brano (riproducendolo per esempio su qualsiasi lettore portatile digitale e non solo in esclusiva sull'iPod), avrà anche una qualità di codifica superiore (AAC @ 256kbps). Per coloro che invece saranno interessati all'acquisto di un intero album, non ci sarà alcuna modifica di prezzo rispetto alla versione protetta.

"Vendere musica digitale senza DRM è un passo obbligato per l'industria musicale - ha dichiarato il CEO di Apple Steve Jobs - e la EMI guida ancora una volta l'industria con un'innovazione che lascerà il segno. Il catalogo reso disponibile da oggi non solo è senza DRM ma anche di una qualità superiore. Penso che gli utenti di iTunes saranno contenti di pagare appena 30 centesimi in più per le loro canzoni. Ovviamente, sarà sempre possibile acquistare le stesse canzoni, ma di qualità inferiore, con i DRM. Vogliamo dare alla gente possibilità di scegliere. Questa è la libertà digitale".

Steve Jobs, con questo accordo, spera invogliare anche le altre major a seguire l'iniziativa presa dalla EMI e si dice certo che entro la fine dell'anno la metà del catalogo musicale di iTunes sarà disponibile senza DRM.

Nel frattempo, la Commissione Europea continua a bacchettare il gioiello commerciale di Apple e proprio questa mattina ha espresso molti dubbi sulla correttezza di imporre piattaforme di vendita nazionali al proprio negozio musicale. Secondo quanto dichiarato in una nota della Commissione Europea, questa formula sarebbe anti-concorrenziale per il pubblico europeo, che si trova a pagare di più i singoli brani rispetto ai consumatori statunitensi, ma che presenta disparità anche all'interno dell'Unione Europea stessa. Con un francese o un italiano che pagano 0,99 Euro, a fronte di 0,79 Sterline richieste ad un inglese (che equivalgono a 1,17 Euro) per gli stessi contenuti. La Apple si è affrettata a rispondere che il loro intento è sempre stato quello di realizzare un unico negozio virtuale europeo, ma che le case discografiche si sono rifiutate a causa di limiti legali sulla diffusione dei diritti che avrebbero potuto causare problemi in alcuni paesi. 



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