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Test Datacolor Spyder3 Elite su Fotocult

di Emidio Frattaroli, pubblicata il 07 Maggio 2008, all 11:59 nel canale 4K

“Sul numero di Fotocult di Maggio attualmente in edicola, accanto ad una pregevole comparativa di obiettivi Nikon e Canon e al test della Olympus E-3, c'è anche il test del nuovo colorimetro Spyder3 Elite”

Roma, Maggio 2008. Dopo aver digerito a fatica il devastante successo di pubblico registrato all'ultima edizione del Photoshow, che si è tenuto alla nuova Fiera di Roma, il nuovo numero della rivista di Tecnica e Cultura della Fotografia è in già da qualche giorno in edicola, con un numero particolarmente interessante.

Oltre alle interessanti anteprime, al test della nuova Olympus E-3 e alla comparativa di obiettivi entry-level Canon e Nicon 18-55 e 55-200, sul numero di Maggio c'è anche il test del nuovo colorimetro Datacolor Spyder3 Elite, analizzato soprattutto dal punto di vista della calibrazione per monitor.

All'interno del test sono stati analizzati anche alcuni aspetti molto interessanti come l'incertezza di misura rispetto a due strumenti di riferimento (Minolta CS100 e Minolta LS100). Per maggiori informazioni su Fotocult e sui contenuti del numero attualmente in edicola: www.fotocult.it



Commenti (2)

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Commento # 1 di: Diego72 pubblicato il 07 Maggio 2008, 14:25
Caro Emidio visto che la recensione l' hai fatta tu ergo te ne intendi anche di calibratori, ma per calibrare un monitor wide gamut occorre una revision apposta del software o semplicemente come alcuni dicono si fa la calibrazione in rRGB e poi lo si usa col profilo creato? Come sfruttare appieno il wide gamut?
Altra domanda ma secondo te se io ho delle strisce di colore che mi delimitano i gradient test (Test n° 21 del eizo monitor test) ossia la sfumatura non la vedo fluida ma con alcune strisce, e le strice cambiano numero a seconda del contrasto che impongo, questo è un inconveniente che si risolve con la calibrazione o è un difetto del monitor?
Commento # 2 di: Emidio Frattaroli pubblicato il 07 Maggio 2008, 15:05
Originariamente inviato da: Diego72
per calibrare un monitor wide gamut occorre una revision apposta del software o semplicemente come alcuni dicono si fa la calibrazione in rRGB e poi lo si usa col profilo creato?
Assolutamente no. Ammesso - e non concesso - che si riesca a calibrare le singole coordinate cromatiche manualmente, come in questo caso, allora la cosa è abbastanza semplice, nel senso che basta calibrare il gamut all'interno del monitor/proiettore e lasciare la scheda video in default.

In caso non sia possibile procedere in questo modo (nella quasi totalità dei monitor consumer in commercio), prima di tutto si dovrebbe procedere nella misura delle coordinate native del monitor, al massimo della loro estensione, ovvero acquistare un monitor con le coordinate che più si avvicinano al riferimento che uno ha in mente (es. sRGB oppure SMPTE C, AdobeRGB et cetera).

A questo punto, si procede con l'autocalibrazione del sistema OS-schedavideo-monitor con una soluzione come quella di datacolor che è un ottimo strumento in relazione al prezzo.

Originariamente inviato da: Diego72
se io ho delle strisce di colore che mi delimitano i gradient test (Test n° 21 del eizo monitor test) ossia la sfumatura non la vedo fluida ma con alcune strisce, e le strice cambiano numero a seconda del contrasto che impongo, questo è un inconveniente che si risolve con la calibrazione o è un difetto del monitor?
Si tratta di un limite della profondità in bit del DSP video del monitor (quello che ti permette di gestire i vari parametri di luminosità, contrasto e calibrazione colore) e del collo di bottiglia tra il DSP e il pannello vero e proprio, alcune volte inferiore anche ad 8 bit!

La calibrazione non può eliminare il problema. D'altra parte, con un po' di pazienza ed esperienza, è possibile trovare il miglior compromesso tra valori di luminosità, contrasto, livello del nero, bilanciamento del bianco e color bending (alias solarizzazione dei colori).

Emidio