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JUMBO
18-01-2002, 10:20
L'ultimo Editoriale (http://www.tnt-audio.com/editoriali/febbraio02.html) di Cadeddu offre alcuni spunti interessanti che si prestano ad ulteriori considerazioni.

Sintetizzando, il suo messaggio è:
- L'Euro;
- La Rete
saranno fattori decisivi destinati a stimolare fortemente:
- Il mercato dell'usato HiFi nazionale ed internazionale;
- L'acquisto via Internet.

Principali conseguenze "estreme":
- sfoltimento di distributori locali e negozi;
- impossibilità per gli acquirenti di verificare i prodotti.

Tra le varie riflessioni a cui questo ragionamento porta, mi interesserebbe la vostra opinione su questa in particolare:

Secondo voi le Riviste specializzate sapranno cogliere questa opportunità votandosi maggiormente alla conquista della "fiducia" dei loro clienti facendo corrispondere alla registrazione di ciascun incremento della tiratura una minore dipendenza dalle risorse provenienti dalle inserzioni pubblicitarie?
Oppure accetteranno di buon grado il secondo piccione senza mollare neanche una fava?

La prospettiva di dover selezionare i vostri acquisti, e quindi di prendere decisioni anche importanti, basandovi sempre più sulle sole recensioni vi inquieta?

Come pensate potrete meglio organizzarvi per i vostri acquisti futuri?

Ciao.

Emidio Frattaroli
18-01-2002, 14:32
Provo a dira la mia, prima di tutto da lettore ma anche da redattore di alcune delle riviste di settore.

Sono d'accordo con Cadeddu ma anche, prima di lui, con il direttore di Audioreview e Digital Video Roberto Lucchesi che, proprio su un editoriale di Digital Video apparso qualche mese fa, affrontava le stesse problematiche.

Le riviste specializzate, i siti internet e qualsiasi altra forma possano assumere i contenuti comuni, secondo me sono uno strumento estremamente utile, ancor di più quando siano in grado di produrre esami di laboratorio, approfondimenti tecnici e tecnologici.
D'altra parte una recensione, un'ottima recensione, per quanto approfondita e super partes possa essere, non sostituirà mai il contatto diretto con le apparecchiature. Forse la visione sarà meno soggettiva rispetto all'ascolto ma anche qui le variabili in gioco sono numerose e, per quanto possa sforzarsi un redattore, lo spazio è quello che è.

Per quanto mi riguarda, a proposito dell'opinabile sudditanza psicologica da parte dei grossi gruppi (produzione e distribuzione), io mi sento con la coscienza a posto. Quando c'è stata la possibilità, non mai lesinato nel descrivere ed argomentare i difetti di un apparecchio.

Poi ècchiaro! Non siamo macchine ma persone e le cantonate sono sempre in agguato. D'altra parte, con l'ausilio delle misure di laboratorio e lo scambio di opinioni tra diversi redattori è sempre più difficile potersi sbagliare ;)

Tornando all'argomento del thread, vorrei concludere dicendo che un rivenditore in grado di offrire numerosi servizi pre e post vendita avrà vita lunga e prospera. D'altra è impossibile pretendere che gli acquirenti evitino di cercare il prezzo migliore, soptrattutto per la fascia di prezzo medio-bassa. Allora cosa succederà: i rivenditori estremizzeranno la loro offerta verso il segmento medio-alto ghettizzando tutti gli appassionati che saranno costretti a rivolgersi ai grossi gruppi cash'n carry?
Spero sinceramente che quello che è accaduto con il segmanto IT serva da lezione.
L'esperienza sul forum di Hardware Upgrade (http://forum.hwupgrade.it/index.php) è stata molto preziosa ed illuminante: prima si sceglievano casse per PC e schede audio soltanto in base alle caratteristiche dichiarate (Watt PMPO per esempio :p ) ed al prezzo più basso possibile, ora la situazione sta lentamente ma inesorabilmente cambiando. Tutti hanno capito che la qualità si paga. Un sistemino 5.1 con sub amplificato con risposta in frequenza da 20 Hz a 20 kHz e 1000 (mille) watt NON può costare soltanto 150 euro! ;)

Inoltre, sempre su quel forum, stanno aumentando le domande del tipo:
"ma come si sente?"

Ma soprattutto domande del tipo:
"Ma in quel negozio le fanno ascoltare quelle casse?"...

Emidio