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Risultati da 1 a 14 di 14

Discussione: Melancholia

  1. #1
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    Melancholia




    "Justine arriva con il neomarito alla festa delle nozze che il cognato e la sorella Claire le hanno organizzato con un ritmato protocollo. Justine sorride molto ma dentro di sé prova un disagio profondo che la spingerà ad allontanarsi in più occasioni dai festeggiamenti provocando lo sconcerto di molti, marito compreso. Non si tratta però solo di un malessere esistenziale privato. Una grave minaccia incombe sulla Terra: il pianeta Melancholia si sta avvicinando e, benché il mondo scientifico inviti all'ottimismo, il rischio di collisione e di distruzione totale del globo terrestre è più che mai realistico. Tempo dopo, con Melancholia sempre più vicino, sarà Claire a invitare a casa sua la sorella.
    Dopo il harakiri a tutto schermo di Antichrist Lars Von Trier decide di rinunciare ai colpi bassi nei confronti dello spettatore offrendogli, in versione apocalittica, la sua visione delle sorti dell'umanità su questa Terra. Lo fa con un prologo wagneriano (“Tristano e Isotta”) di alta e simbolica qualità estetica a cui fa seguire una bipartizione che vede protagoniste le due sorelle (prima Justine e poi Claire). Due sorelle, due donne che il ‘misogino' per definizione del cinema europeo prende questa volta, in particolare Justine, come rappresentanti di se stesso. Di Justine condivide la sensazione viscontiana di fine di un mondo che merita di dissolversi e, al contempo, il dissacrante e sofferente distacco da tutte le convenzioni. In Claire vede il bisogno (registico) di ‘mettere ordine', di trovare un senso, di controllare anche l'ineluttabile. Le circonda di una folla vinterberghiana (Festen) ritrovando parte degli stilemi del Dogma, nella prima parte, per poi, progressivamente, lasciarle sole con il figlio bambino della seconda e con la Natura. Una Natura che in Von Trier è sempre ‘avanti' rispetto all'essere umano sia che avverta i segni di una catastrofe sia che ne anticipi la dissoluzione. Sulla complessità di un mondo che vorrebbe poter amare non riuscendoci, il regista danese fa intervenire il suo amore per l'Arte che si è data il compito di ‘leggere' per noi la realtà nel profondo. Nel farlo getta un ponte (più o meno conscio non sappiamo) con un Maestro del Cinema come Andrej Tarkovskij. Come non pensare a Lo specchio dinanzi alla doppia proposizione de “Il ritorno dei cacciatori” di Pieter Brueghel il Vecchio? Ma, soprattutto, come non ricordare Sacrificio, l'ultimo film del regista russo che affrontava una tematica analoga partendo da premesse differenti ma con la stessa volontà di messa in gioco di uno sguardo e una ricerca ‘alti'? Uno sguardo e una ricerca che Von Trier vuole condividere con lo spettatore, convinto com'è che “può darsi che non ci sia nessuna verità per cui provare un ardente desiderio ma che il desiderio di per sé stesso è già vero”.

    Trama tratta da mymovies.it

    E' chiaro fin da subito anche per chi si dovesse imbattere per caso in questo film, che per l'assoluta insussitenza di ogni parametro scientifico plausibile riguardo un impatto fra il pianeta Terra e un altro pianeta (l'umanita' sarebbe spazzata via molto prima con ben altri effetti, anche senza impatto) siamo di fronte ad un tema estremamente realistico ed umano che verte sul dilemma che accompagna la vita di ognuno di noi.
    Cosa c'e' dopo di questa?
    Come affrontare il passaggio terreno sapendo che nonostante tutti i nostri sforzi e i tentativi di esorcizzarlo, arrivera' il momento della fine di tutto?
    Per Lars Von Trier la risposta e' fin troppo chiara: non c'e' nulla, "siamo soli".
    Melancholia e' quindi un evento finale, definitivo: dopo c'e' solo il nulla eterno rappresentato dagli improvvisi e infiniti secondi di buio e silenzio totale, che giungono dopo un finale assordante e tragico.
    Quei secondi di nulla sono parte integrante del film e la risposta a tutto.
    A volte Melancholia appare piu' piccola all'interno di quel cerchio di filo di ferro che usiamo ogni qualvolta pensiamo a lei, a volte piu' grande e ci spaventa.
    Melancholia quindi e', secondo me, la metafora della morte, che ci affascina e che ci inquieta, che si avvicina e si allontana.
    Ma Melancholia e' dentro di noi, e' nella nostra stessa natura di esseri mortali.
    Spetta a noi scegliere se vivere ricercando una qualsiasi felicita' credendo in un futuro possibile dopo Melancholia come fa Claire.
    Oppure trascinandosi in una estenuante consapevolezza come fa Justine.

    Non ho anticipato nulla e non credo siano necessari spoiler perche' il film inizia con un prologo molto bello e coinvolgente dove in un certo senso viene anticipato il finale: l'impatto fra i due pianeti avviene e quindi anche per questo il regista, fin da subito, non intende illudere lo spettatore sulla possibilita' di un lieto fine.
    Che non ci sara'.
    Decibel
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  2. #2
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    Molto molto incuriosito da questo film, che ho "perso" al cinema quindi attendo le varie prossime uscite noleggio etc...
    Sono stato sempre "attratto" dai NON lieto fine e dal regista in questione.
    In definitiva Epimember: il tuo parere sul film qual'è?
    By
    Vpr: Panasonic PtAE4000e Screen: Schermo Motorizzato Vision Aluminio (203x87cm) 16:9
    TV: Philips 42pfl5603 BD Player: Cambridge Audio Azur 751BD Pvr: MySkyHD BSkyB DRX890i
    Amplificatore: Audio Analogue Puccini SE CDPlayer: Rega Planet Diffusori: B&W CDM1 SUB: B&W ASW608 EQ: Anti-Mode 8033s
    Console Player: Playstation 3 80G & XBoX 360 Elite TLC: Logitech Harmony One ... iMac and more...
    Il Fronte di Estinto

  3. #3
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    Guarda che il film dovrebbe essere ancora nelle sale

    Il mio parere e' quello che ho espresso nel primo post, se avessi scritto di piu' sarebbero davvero serviti un po' di spoiler.

    A me e' piaciuto ma non e' un film "semplice": bisogna predisporsi alla visione di un racconto molto ricco di eventi o oggetti simbolici ai quali ciascuno di noi puo' dare interpretazioni anche molto diverse.

    Questa ricchezza di simboli rende il film stilisticamente molto ricercato.

    La qual cosa puo' soddisfare il palato di molti ma rendere il film insopportabile per altri

    Infatti a leggere i commenti in giro per la rete alcuni lo definiscono un autentico capolavoro, viceversa altri lo stroncano decisamente.

    ... proprio per questo consiglio di andarlo a vedere
    Decibel
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  4. #4
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    Mar 2006
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    Mi pare fosse uscito in 89 copie la prima settimana, che sono calata a 55 o 45 la seconda settimana, ora siamo ad una ventina di sale che lo proiettano, quindi è oggettivamente meno semplice andarlo a vedere in Sala

  5. #5
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    .. gia' .. probabilmente la gente preferisce passare il tempo a vedere "i soliti idioti" piuttosto che interrogarsi sui misteri della vita.
    Anche questo e' un simbolo
    Decibel
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  6. #6
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    ovvio, il pubblico italiano sta arrivando a livelli infimi.

    cmq, complimenti per la recensione epimember.

    assolutamente si, nessuna velleità di dinamiche attaccate alla realtà, se si conosce Von trier i suoi film sono tutto più o meno degli apologi, si procede per metafore, simbolismi, temi complessi. qua abbiamo la depressione, la speranza ridicolizzata dal nichilismo che lo contraddistingue. io non lo amo come regista ma questo è senza dubbio un grandissimo film, uno dei migliori della stagione e uno dei suoi film migliori assieme a Le onde del destino e Dancer in the dark
    Cosa vorrei in BD? Millennium mambo Vpr: Epson EH-TW3200 Telo: Sopar platinum a molla 210x118 TV: Panasonic G20ES 50" Console: Ps4 Lettori blu-ray: Sony BDP-S760 / Panasonic DMP BD-60 region free - UPS: - Sintoamplificatore: Onkyo TX-SR507 Diffusori: FRONT: Indiana line Arbour 5.02 CENTRO : Indiana line Arbour C4 SURROUND : Canton 150QX SUB: Canton 150QX Media player: Fantec MM-FHDL 1080p 1TB Satellite: MySkyHD Cuffie: Sennheiser HD 595 Processore video: HD Cinescaler Cavi: G&bl,Soundreference,Lindy,Goldkable

  7. #7
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    Citazione Originariamente scritto da Epimember
    .. gia' .. probabilmente la gente preferisce passare il tempo a vedere "i soliti idioti" piuttosto che interrogarsi sui misteri della vita.
    Anche questo e' un simbolo

    come non essere d'accordo..

  8. #8
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    Cominciavo a sperare che Lars fosse (artisticamente) morto...

    Grazie per la segnalazione (o meglio il promemoria, il film è premiato a Cannes) lo metto in whish list, ma sarà dura resistere alla tentazione di vederlo senza pagare nulla: i film di Von Trier li paghi guardandoli.

  9. #9
    Data registrazione
    Jul 2009
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    683

    ...

    Citazione Originariamente scritto da niko83
    come non essere d'accordo..

    Non sono d'accordo.

    Senza la commedia semplicemente il cinema non esisterebbe e francamente rimpiango i tempi d'oro del cinema italiano, quando con gli incassi di Franchi e Ingrassia si producevano pellicole di valore.

  10. #10
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    Jun 2006
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    1.737
    Ci tengo a precisare che il mio non voleva essere un commento "snob" riguardo al cinema piu' leggero ma, seguendo il pathos indotto dal film di cui parliamo nel topic, una riflessione sulle umane debolezze.

    L'ultimo film che ho visto e' stato quello di Ficarra e Picone ... ergo
    Decibel
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  11. #11
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    Jul 2009
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    Lo sto guardando ora...

    ...vi sembrerà strano ma interrompo un attimo per fare decompressione...

    Il nostro Lars sembra essersi ispirato ai classici degli anni '70 (penso soprattutto a Solaris, ma per certi versi anche a 2001 Odissea ecc) con un film del genere "bello e palloso": belle inquadrature, belle sequenze, pezzi magistrali di grande cinema ma azione zero. Anzi già che c'era ha messo in piedi un primo tempo da "Scene da un matrimonio". Col tema del film il matrimonio c'entra poco ma così l'autore ha fatto secco anche Altman. Insomma, più che una storia, una situazione (anzi due, vista la struttura bipolare del film).

    La verità è che quando i grandi maestri si abbassano a fare della fantascienza (genere pulp per eccellenza) si sforzano ad esplorare lo spazio interno dell'animo umano piuttosto che lo spazio cosmico e (forse per reazione al sovraccarico di azione dei film commerciali dello stesso genere) sostituiscono l'azione con la meditazione. Meditazione nel senso orientale del termine: smettere di pensare e lasciare che le immagini fluiscano dentro di te, sperando che la bellezza formale del film ti basti ad emozionarti.

    Per i forumisti maschi segnalo (con gratitudine verso l'autore) che Lars ha scelto almeno una delle due protagoniste nel genere "super-topona-galattica" e che la spoglia in un paio di scene decisamente risollevanti.

    [aggiornamento]

    A fine visione, concludo: la partecipazione di un paio di attrici internazionali (Charlotte Gainsburg e C. Rampling) oscura la pur buona recitazione degli altri; il film nel suo complesso è da vedere (ovviamente piacerà ai più riflessivi), meglio se in una sala con un buon impianto, meglio ancora nella propria saletta home theater, per godersi a pieno le musiche di Wagner e per fare una vera pausa tra primo e secondo tempo: ce n' é bisogno.
    Ultima modifica di fortyseveninches; 09-12-2011 alle 07:15

  12. #12
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    Mar 2008
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    Finalmente ho visto il film.
    Film diviso di netto in due tempi, gran bel prologo compresa la musica e un ottima Kirsten Dunst in ottima forma in tutti i sensi.
    In alcuni tratti mi è sembrato troppo lento, ma mi è piaciuta la scelta di narrare tutta la vicenda dagl'occhi di una famiglia nel suo guscio, senza intravedere minimamente autorità , media etc... per un avvenimento tanto spettacolare quanto catastrofico.
    Per gli amanti del regista da vedere assolutamente, per alcuni invece sarà una perdita di tempo.
    A me ha incuriosito sin da subito ed infin dei conti mi piaciuto....anche se di fantascienza vi è ben poco.
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    Il Fronte di Estinto

  13. #13
    Data registrazione
    Sep 2006
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    Visto stasera e mi è decisamente piaciuto.
    Molto belle le musiche ed alcune "fotografie" ma naturalmente c'era da aspettarselo da Von Trier.
    Film particolare ed originale diviso in due parti che quasi potrebbero fare un film da sole. Bellissimo anche il prologo.

  14. #14
    Data registrazione
    Dec 2009
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    Meda
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    film stupendo: mi han colpito in particolar modo i piano sequenza del regista.

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