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Test proiettore LCD GM60 da 65 Euro

di Emidio Frattaroli , pubblicato il 13 Aprile 2016 nel canale PROIETTORI

“Poco più di 60 Euro per un videoproiettore LCD con tecnologia LED, risoluzione 480p, ingressi VGA e HDMI, media player integrato e un flusso luminoso dichiarato di 1.000 lumen. Scopriamo tutta la verità con un test approfondito con misure...”

Dotazioni e interno

 

Il proiettore, arrivato in una confezione molto robusta e fatta per resistere agli urti, sembra interamente in plastica ed ha una finitura che ricorda esplicitamente la console NVidia Shield. Sul pannello superiore ci sono alcuni pulsanti per l'accensione e lo spegnimento, per la selezione degli ingressi e poco altro. Il telecomando è invece indispensabile per accedere a tutte le funzioni e per richiamarne direttamente alcune.

  
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Sulla parte frontale c'è solo un grande obiettivo, con lunghezza focale fissa e sul lato destro, oltre all'ingresso per l'alimentazione, ci sono due levette per la messa a fuoco e per una sorta di “keystone”. Dietro c'è il ricevitore IR e la presa per segnali video “VGA”, mentre nell'altro lato abbiamo l'ingresso HDMI, due prese USB, il lettore di schede SD e due porte minijack: la prima per l'uscita cuffia e la seconda per l'ingresso audio e video (stereo + CVBS). 


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Al di sotto ci sono due madreviti, la prima accoglie un piedino di sostegno che è nella confezione; la seconda invece ha la classica filettatura in pollici per il settore fotografico e può essere utile per agganciare il proiettore ad un sostegno nella forma di un piccolo cavalletto fotografico oppure ad una staffa per il soffitto. Purtroppo la madrevite fotografica si trova in posizione assolutamente non bilanciata. D'altra parte, visto il peso limitato del prodotto, non sarà un problema.

  
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Una volta tolte le viti dal pannello inferiore, accediamo all'interno che è molto semplice, in cui spicca l'unica scheda con un “main chip” utilizzato per schermi LCD economici e che include anche tutti i controller per le porte USB, gli ingressi analogici e digitali e anche la retroilluminazione. 


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Quest'ultima si compone di un LED bianco ad elevata potenza, montato a contatto di un generoso blocco di metallo con heat-pipe e dissipatore raffreddato da una piccola ventola che rende il proiettore un po' rumoroso. 

 
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Al di sotto del pannello di plastica nera, c'è il light-engine vero e proprio, che si compone di una specie di “sandwich” con una coppia di lenti di fresnel, in mezzo alle quali c'è un display LCD a colori con risoluzione di 800x480 pixel RGB. Poi c'è uno specchio dietro al quale ci sono i componenti dell'alimentazione. Infine c'è l'obiettivo in plastica, semplicissimo, con il controllo della messa a fuoco. L'altra leva invece comanda l'inclinazione della lente di fresnel subito dopo il display che dovrebbe permettere di contenere le distorsioni geometriche e l'uniformità della messa a fuoco.