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LAB: JVC DLA-X55

di Emidio Frattaroli , pubblicato il 19 Febbraio 2013 nel canale PROIETTORI

“Il nuovo proiettore JVC DLA-X55 con tecnologia D-ILA, ottica motorizzata, riproduzione stereo 3D, color management system e tecnologia e-shift2 4K, è uno dei prodotti più interessanti e promettenti sul mercato, in una fascia di prezzo che - al momento - non ha praticamente concorrenti.”

Qualità video con materiale 1080i e 1080p

Il mio giudizio che potete leggere in questo paragrafo è il risultato non solo del test di questa macchina ma anche di altri proiettori che ho incontrato nei due shoot-out a cui ho partecipato a Bologna e a Perugia.

Setup

Per la mia installazione personale ho usato uno schermo Screenline a cornice fissa in formato 16:9 con base di tre metri e superficie "Home Vision" a guadagno unitario con retro nero, proprio la stessa usata anche al Top Audio nelle due salette Sony e JVC. Ho sistemato l'ottica del proiettore a circa 4,8 metri di distanza, con il proiettore agganciato ad un'ottima staffa Domolift con controllo micrometrico su tre punti, copiando la più classica delle installazioni home theater. Abitualmente, sono seduto esattamente a 4,5 metri di distanza dallo schermo, quindi con un rapporto di visione pari a 1,5:1. Questa volta ho preferito avvicinarmi un po' di più, a soli 3 metri di distanza, in modo da analizzare con più facilità alcuni aspetti legati alla risoluzione e alla percezione del dettaglio, anche per le immagini in movimento.

De-interlaccio

Ho effettuato un po' di rodaggio visualizzando immagini televisive del canale RAI HD 501 su digitale terrestre (finalmente anche qui a Teramo), anche di tipo sportivo, in modo da analizzare anche la qualità del de-interlaccio e il dettaglio delle immagini in movimento. Il DSP video dei JVC è dignitoso ma la qualità del de-interlaccio possibile anche con un  processore esterno vetusto come il DVDO con DSP video Faroudja è ancora superiore, sopratutto nei movimenti dell'inquadratura in senso verticale e diagonale e con immagini in rapido movimento. Con segnali 1080i, già quindi con 50 semiquadri al secondo, non ho gradito nessuna delle opzioni del frame interpolation. La fluidità "nativa" delle immagini sportive a 50 Hz è già perfetta e la presenza di qualche artefatto di interpolazione fanno il resto. Ho detto "qualche": la prestazione non è poi così malvagia.

Colori e sfumature

Con il proiettore ben calibrato secondo le raccomandazioni BT.709, ho collegato il JVC X55 ad un Oppo BD105, prestato dal distributore Labtek e che in questi giorni mi sta facendo pensare che forse è giuntiìo il momento di fare un upgrade dei miei lettori Sony e Panasonic. Le immagini del JVC riescono ogni volta a sorprendermi per la gran quantità di dinamica, contrasto e tridimensionalità, soprattutto con immagini scure. Il nuovo X55 prosegue la tradizione; stavolta però con qualcosa in più. L'uniformità è pressoché perfetta, sia per intensità che per coerenza cromatica. La riproduzione dei colori e delle sfumature è dannatamente vicina al riferimento, più di quanto abbia mai potuto osservare, senza che mi impegnassi in una calibrazione estenuante - come succedeva con le generazioni precedenti - e senza effetti collaterali. In altre parole, niente solarizzazioni o altri artefatti da "calibrazione troppo pesante". Contrasto e dinamica sono ottimi, prestazioni di cui è capace il modello entry-level. Il vantaggio del modello X55 è sicuramente nel CMS che consente di sfiorare il riferimento, a patto di avere colorimetro, software e un po' di pratica nella calibrazione.

Risoluzione e dettaglio

Veniamo ora al dettaglio e alla risoluzione. Partiamo senza l'e-shift2, quindi con il proiettore in full HD. In queste condizioni il modello X55 diventa praticamente un X35, con qualche lumen in meno. Più o meno si tratta del 5% in meno, forse a causa dell'e-shift che, benché disattivato, rimane comunque all'interno del percorso luminoso. Come anticipato nei paragrafi precedenti, l'ottica di questa macchina è particolarmente fortunata. La convergenza è perfetta e anche la messa a fuoco convince, senza aloni evidenti, anche a distanza ravvicinata. Davanti al mio schermo, con base di tre metri e medesima distanza di visione, il coinvolgimento è straordinario ma i pixel sono ben visibili. Con l'Oppo 105 sempre collegato attivo il dispositivo e-shift2 e inizia la magia. I pixel scompaiono ma risoluzione e dettaglio rimangono e, con le impostazioni giuste, la sensazione di dettaglio aumenta sensibilmente, senza rinunciare alla risoluzione. È questo il più grande vantaggio dell'e-shift di JVC: potersi avvicinare tantissimo allo schermo senza percepire la struttura dei pixel, con un risultato complessivo estremamente naturale. Ho provato vari Blu-ray Disc, sempre di qualità elevata, con alto contenuto di informazioni (How The West Was Won, Ben Hur) e anche in bianco e nero (Lolita), sempre con ottimi risultati. Per l'analisi del dettaglio ho utilizzato anche file nativi a risoluzione 4K, scalati a risoluzione full HD e riprodotti dalla mia workstation in formato non compresso (DPX 10 bit) prelevando l'uscita HDMI 4:2:2 a 10 bit direttamente da una scheda video Blackmagicdesign. Il 4K possibile con display e proiettori a risoluzione nativa Ultra HD è inarrivabile. Ma non è questo che dovete aspettarvi dall'e-shift2. Il risultato è un ottimo mix tra risoluzione e "compattezza", dettaglio e naturalezza, tutti elementi che vengono esaltati dal proverbiale rapporto di contrasto di cui sono capaci i proiettori JVC.