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LAB: JVC DLA-X55

di Emidio Frattaroli , pubblicato il 19 Febbraio 2013 nel canale PROIETTORI

“Il nuovo proiettore JVC DLA-X55 con tecnologia D-ILA, ottica motorizzata, riproduzione stereo 3D, color management system e tecnologia e-shift2 4K, è uno dei prodotti più interessanti e promettenti sul mercato, in una fascia di prezzo che - al momento - non ha praticamente concorrenti.”

Menu e calibrazione

Dopo i numerosi contatti con i nuovi prodotti a Perugia e a Bologna in occasione dei due grandi shoot-out che abbiamo condotto tra novembre e dicembre 2012, e dopo alcuni test condotti qui in laboratorio (ho in prova anche il modello JVC Pro RS48, equivalente al modello X75), ho potuto apprezzare quali siano le principali differenze tra i quattro modelli. In particolare, come vedremo nelle misure di laboratorio, i modelli X35 e X55 condividono gli stessi filtri colore. In altre parole, i colori primari  RGB sono identici come coordinate cromatiche di partenza. L'unica differenza "meccanica" tra i due modelli sembra essere la presenza dell'e-shift 2.0 nel modello X55 che riduce appena il flusso luminoso, in cambio dell'upscaling a risoluzione 4K.

I modelli X35 e X55 differiscono anche nell'elettronica. In particolare, il modello X55 ha un menu più completo, con CMS (Color Management System) per la calibrazione di tinta, saturazione e livello di 7 tonalità principali: RGBCMY + "Orange". Sparisce invece il CMS "semplificato" anche dal menu di servizio nel modello più economico, che era presente invece nel modello X30. I modelli X75 e X95 hanno un filtro colore per un verde nettamente più saturo, hanno più banchi di selezione per la riproduzione dei colori, più banchi di memoria per la posizione dell'obiettivo (lens memory). Per un approfondimento sulla nuova gamma 2013 vi suggerisco di consultare l'articolo disponibile a questo indirizzo.

Rispetto al passato il menu è stato modificato solo leggermente. È organizzato sempre nello stesso modo, con le opzioni avanzate per la calibrazione del gamma in posizione poco naturale, cosa che costringe a saltare da una pagina all'altra del menu. Nella prima voce "Modalità Immagine" sono disponibili ben 6 impostazioni predefinite e 5 banchi "User" da personalizzare. Selezionando uno dei banchi "User", alla voce "Profilo Colore" possiamo selezionare ben sei impostazioni colore, che si distinguono non solo per le coordinate del gamut ma anche per la saturazione ai livelli intermedi.

La nota più interessante riguarda la calibrazione dei primissimi gradini della scala dei grigi: nella serie precedente era presente un controllo che agiva solo sulla luminanza (quindi contemporaneamente sulle tre componenti RGB). Ora il controllo è separato per le tre componenti RGB, è disponibile anche per le alte luci e funziona davvero molto bene.

Dopo il rodaggio, con la lampada a circa 44 ore, ho effettuato le prime misure e anche un paio di calibrazioni, la prima cercando il riferimento REC.709 e la seconda con colori appena più saturi, senza pregiudicare la qualità delle tinte meno sature e degli incarnati. Come ampiamente certificato dagli strumenti di misura nei paragrafi successivi, questa nuova serie di JVC riesce a convincere (FINALMENTE!) anche con il proiettore in condizioni di default. Per i più pignoli, dotati di colorimetro e software per la calibrazione, gli obiettivi saranno raggiunti più rapidamente e senza "tirare troppo la coperta". L'accesso al CMS rimane sempre consigliato ai più esperti, che sappiano muoversi tra le sinergie che si creano tra saturazione e luminanza dei vari colori.