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Panasonic PT-AE3000

di Gian Luca Di Felice , Emidio Frattaroli , pubblicato il 24 Agosto 2009 nel canale PROIETTORI

“Il PT-AE3000 di Panasonic, uno dei blockbuster della stagione, viene finalmente analizzato nel laboratorio di AV Magazine con un set di misure particolarmente approfondito per verificarne prestazioni e qualità della riproduzione e per controllare l'efficacia delle soluzioni per la riduzione del motion blur”

Visione con materiale SD e HD

Già alla prima accensione e in condizioni di fabbrica, il PT-AE3000 colpisce per il sensibile miglioramento in termini di contrasto rispetto ai modelli precedenti. Il livello del nero non raggiunge ancora le vette dei migliori D-ILA però ci si avvicina davvero moltissimo e assicura prestazioni complessivamente molto appaganti grazie all'uso della matrice LCD Epson D7 e al diaframma dinamico automatico ancora più veloce (notare il suo intervento durante la normale visione è praticamente impossibile). Come sempre, anche il "3000" si dimostra un mostro di versatilità che consente installazioni anche in ambienti apparentemente inimmaginabili per la videoproiezione e inevitabilmente una tale libertà nelle regolazioni dell'ottica (zoom 2x e ampio shift sia verticale che orizzontale) si paga in termini di qualità d'immagine assoluta. Mi riferisco in particolare all'uniformità dell'immagine che - specie nella porzione in alto a destra - perde di luminosità e al dettaglio. Non che la definizione non ci sia, ma chi ambisce all'analiticità assoluta delle immagini dovrà in questo caso accettare un minimo compromesso.

Compromesso che è comunque assolutamente più che soddisfacente, soprattutto se dovete proiettare immagini con base entro i 2,5m. Oltre, i limiti in termini di luminosità e dettaglio assoluto, si fanno un po' sentire. In compenso le prestazioni cromatiche prediligono sempre la naturalezza con una leggera prevalenza delle tinte più calde (rosso) che abbiamo avuto però modo di correggere senza problemi in fase di taratura. Esaltante è invece il comportamento alla basse luci in cui ci siamo spinti fino ad aumentare notevolmente il gamma ottenendo incredibile dettaglio senza compromettere le prestazioni alle medie e alte luci (vedi ad esempio le sequenze buie girate in IMAX del Blu-ray di "Batman - Il cavaliere oscuro"). Complessivamente durante la visione in alta definizione da Blu-ray via HDMI si ha l'impressione di una visione molto naturale, "morbida" (passatemi il termine), mai stancante e molto cinematografica.

Inoltre, la modalità 24p viene gestita egregiamente e se proprio non sopportate l'apparizione di qualche micro-scatto durante i panning più veloci (specie quelli verticali) potete attivare la modalità 1 del "Frame Creation", molto efficace e assolutamente ininfluente alla qualità delle immagini. Per quanto concerne la visione del materiale in standard definition, l'elettronica di bordo manifesta ancora qualche limite, sopratutto in termini di deinterlaccio: non sono rari infatti artefatti di scalettature e anche l'upscaling non raggiunge la qualità ottenibile da un buon lettore DVD o Blu-ray dotato di upscaling (il confronto con l'upscaling non attivato e attivato della PS3 è - giusto per fare un esempio - alquanto evidente e in favore della console di Sony).

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