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Pioneer Kuro PDP-LX5090

di Emidio Frattaroli , pubblicato il 17 Settembre 2008 nel canale DISPLAY

“Il Pioneer Kuro di nona generazione è al momento la massima espressione della tecnologia al plasma per la riproduzione delle immagini. Caratterizzato da un rapporto di contrasto che viene definito "estremo" dal costruttore, si candida a vero riferimento tra i display di fascia più elevata”

Caratteristiche e dotazioni

  

La livrea del nuovo Kuro sembra molto simile a quella del suo diretto predecessore. Lo schermo è circondato da una cornice di spessore importante con finitura laccata nera di elevata qualità e che sembra molto resistente. Lo spessore è abbastanza ridotto ma non così tanto come negli ultimi esercizi di stile che sono stati annunciati recentemente. Sul pannello posteriore c'è tutto quello che serve: oltre a tre prese SCART (due per segnali RGB e due per quelli S-video), segnaliamo ben tre ingressi HDMI 1.3, l'ingresso HD-sub per segnali RGBHV fino a risoluzione SXGA e un ingresso component. Sul lato sinistro c'è un ulteriore ingresso AV (video composito) e una presa USB per la riproduzione di immagini jpg o jpeg con risoluzione compresa tra 161x121 e  3263x2447.

Tra le connessioni c'è molta attenzione per i collegamenti audio. Il Kuro è dotato di un amplificatore interno stereo di elevata qualità (probabilmente in classe D) capace di ben 18 watt per canale che può pilotare diffusori che possono essere agganciati ai lati del pannello, almeno nel modello che ci è stato inviato. Esistono anche altri diffusori da agganciare alla base. Sul pannnello posteriore, oltre ai collegamenti per il cavo spellato per i diffusori c'è anche un'uscita preamplificata per il subwoofer oltre che un'uscita audiodigitale ottica, molto utile per collegare un ampli multicanale e per decodificare gli stream dei canali in digitale terrestre, anche in alta definizione.

Il menu ricalca esattamente quello della precedente generazione di display. È molto intuitivo e pieno di strumenti di calibrazione, soprattutto per la gestione del colore e del bilanciamento del bianco e un po' meno per la taratura del gamma. Tra le impostazioni avanzate segnaliamo la funzione "orbiter" per il movimento del quadro nelle quattro direzioni per distribuire il più uniformemente possibile i danni da "stampaggio" di particolari ad alta luminosità di tipo statico (es. loghi di emittenti TV). Non manca neanche una routine per lo "spazzolamento" del quadro per ridurre proprio gli effetti della "stampa" dei fosfori, da attivare solo in caso di necessità.