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Shoot-out Epson, Sony, JVC
Shoot-out Epson, Sony, JVC
Emidio Frattaroli - 20 Ottobre 2017
“Epson EH-TW9300, JVC DLA-X5500 e Sony VPL-VW260ES: tre videoproiettori con caratteristiche e tecnologie diverse - 3LCD, D-ILA ed SXRD - si sfidano in un confronto "senza rete" a Roma, all'interno del punto vendita Garman nella giornata di sabato 21 ottobre 2017”
Pagina 1 - Introduzione e caratteristiche


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L'incubo di negozianti, costruttori e distributori, il sogno di molti appassionati di videoproiezione, torna grazie alla volontà e alla spregiudicatezza di un rivenditore romano che ha accettato la sfida. Dopo un lungo periodo di assenza, anche per la cronica mancanza di novità e prodotti realmente interessanti, torno di nuovo a cimentarmi con il "Projection Shoot-out" o - se preferite - il duello tra videoproiettori. L'idea in realtà è semplicissima: convincere un rivenditore ad investire tempo e denaro per organizzare un evento in cui gli appassionati possano confrontare le caratteristiche e le prestazioni reali sul campo di alcuni videoproiettori, scelti e calibrati al meglio dal sottoscritto. Le difficoltà invece sono tante. I confronti non piacciono a rivenditori e distributori poiché ci sono tanti rischi, ad iniziare da quello maggiore: creare confusione nel consumatore che alla fine non sa più cosa scegliere. Poi c'è il rischio "sconfitta" del prodotto peggiore che sicuramente riceverà una pubblicità negativa, con una immaginabile cassa di risonanza per colpa dei forum di discussione. Ci sono anche i rischi di avere tra le mani prodotti difettosi, non all'altezza oppure difficili e complessi da calibrare.


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Stavolta, per il grande ritorno, ho deciso di fare le cose in grande e non ho perso tempo. Insieme a Fulvio Cecconi, CEO di Garman, ho selezionato tre videoproiettori con prezzo compreso tra 3.000 e 5.000 Euro IVA inclusa e con caratteristiche molto diverse. C'è l'Epson EH-TW9300, sulla breccia già dallo scorso anno ma che ha ancora molto da dire, dalla compatibilità con i contenuti 4K e HDR al suo prezzo - pari a circa 3.000 Euro - che è il più basso dei tre. C'è poi il JVC DLA-X5500 che è l'entry level della Japan Victor Company introdotto lo scorso anno, è ancora il prodotto da battere per rapporto di contrasto e flusso luminoso, ha un prezzo di circa 4.000 Euro e sarà presto "avvicendato" dal DLA-X5900 presentato all'IFA lo scorso settembre. C'è infine il nuovo Sony VPL-VW260ES, anche questo presentato ad IFA meno di due mesi fa ma già disponibile da qualche settimana: è un proiettore a risoluzione nativa 4K ad un prezzo - 5.000 Euro - impensabile fino a pochi mesi fa. Si tratta di tre videoproiettori che conosco molto bene: con l'Epson ho ormai una "storia" di lunga data e ne ho calibrati parecchi: in questo articolo trovate misure e parecchie informazioni. Il nuovo Sony l'ho conosciuto solo recentemente ma ne ho apprezzato subito la relativa semplicità di calibrazione e le prestazioni: anche per il Sony, in questo articolo trovate misure e altre informazioni.  Con il JVC ho meno confidenza ed è quello che mi spaventava di più a causa di una difficoltà di calibrazione nettamente superiore agli altri due messi insieme.


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Per evitare sorprese sono andato a Roma a preparare tutte e tre le macchine mercoledì scorso, da mattina a sera. Il Sony VPL-VW260ES in realtà lo avevo già calibrato per l'evento di presentazione dello scorso 30 settembre. Alla fine ho dovuto soltanto registrare il bilanciamento del bianco che si era giustamente modificato a causa di una trenitina di ore in più rispetto a quelle inziali. L'Epson EH-TW9300, in funzione in quel punto vendita da circa 200 ore, non lo avevo ancora calibrato ma la sfida non mi preoccupava neanche un po'. Come già anticipato, le uniche preoccupazioni erano generate dal JVC DLA-X5500, una macchina in grado di dare enormi soddisfazioni ma che, se viene sottovalutata oppure se si è particolarmente sfortunati, è in grado di portare alla disperazione. Nelle prossime pagine analizzerò le caratteristiche principali dei tre prodotti e pubblicherò le misure rilevate nelle condizioni in cui saranno in funzione, acquisite con gli strumenti puntati verso lo schermo e iniziando proprio dal JVC. A conclusione dell'evento di sabato prossimo aggiungerò le mie considerazioni finali, un breve report della giornata e anche qualche commento da parte di alcuni appassionati. Se la fortuna ci assisterà, proveremo anche a trasmettere una diretta web sul canale Youtube di AV Magazine di una delle sessioni. L'obiettivo è quella delle 13:00, poco prima di una sana carbonara ristoratrice.

Caratteristiche dichiarate a confronto

 
produttore JVC EPSON SONY
modello DLA-X5500 EH-TW9300 VPL-VW260ES
prezzo € 3.990,00 € 3.000,00 € 4.990,00
tecnologia D-ILA (LCoS) 3LCD (HTPS) SXRD (LCoS)
risoluzione nativa 1920x1080 1920x1080 4096x2160
diagonale MD 0,7" 0,74" 0,74"
flusso luminoso 1.800 lumen 2.500 lumen 1.500 lumen
contrasto nativo 40.000:1 n.d. n.d.
lampada NHS 265W 250W 225W
durata (eco) n.d. (4.500 ore) 3.500 (5.000) n.d. (6.000)
rumorosità (eco) n.d. (21 dB) 24 dB (20 dB) n.d. (26 dB)
rapporto di tiro 1,4:1 - 2,8:1 1,35:1 - 2,84:1 1,36:1 - 2,79:1
lens shift ±80% / ±34% ±96% / ±47% +85%-80% / ±31%
rapporto d'apertura 3,2:1 - 4,0:1 2,0:1 - 3,0:1 n.d.
HDMI (HDCP 2.2) 2 (18 Gbps) 2 (10,2 Gbps) 2 (10,2 Gbps)
diaframma si (anche auto) 2 (fisso + auto) no
frame interpolation si (UHD 4K) si (full HD) si (full HD)
autocalibrazione si (EODIS/i1Pro2) no no
trigger si si
dimensioni 455 x 179 x 472 mm 520‎ x 450 x 193 mm 496 x 196 x 464 mm
peso 15,4 kg 11 kg 14 kg
consumo 380W (0,4W) 355W (0,35W) 350W (0,3W)

Tra le caratteristiche devo sottolineare alcune differenze importanti. Il proiettore con ottica più versatile è sicuramente l'Epson che ha non solo il rapporto di tiro più corto ma anche quello con il lens-shift più esteso e non di poco. Attenzione al rapporto di tiro dichiarato da Sony (1,36:1 - 2,79:1) che si riferisce alla risoluzione di 4096 punti in orizzontale: se con i contenuti nativi UHD 4K si vuole sfruttare più intelligentemente la risoluzione nativa orizzontale di 3840 punti, il rapporto di tiro reale sarà compreso tra 1,46:1 e 2,98:1. Tutti e tre i proiettori hanno ottiche motorizzate ma il Sony non ha banchi di memoria; al Sony manca anche un diaframma, presente invece nel JVC. Nell'Epson ce ne sono addirittura due e indipendenti tra loro (uno con apertura fissa e l'altro variabile in automatico). Altra differenza importante a carico della porta HDMI: solo JVC accetta segnali a 18 Gbps, quindi anche 4K 60p 4:2:2 a 12 bit, gli altri due, sempre in 4K 50p/60p, solo 8 bit 4:2:0. Tutti e tre hanno sistemi di interpolazione dei fotogrammi ma solo il JVC li applica anche su segnali a risoluzione 4K. L'autocalibrazione (in realtà è una operazione semi-automatica) è presente solo nel JVC e prevede un software con OS windows e due strumenti compatibili: l'EODIS3 e l'i1Pro2. Le lampade di ricambio hanno prezzi molto diversi tra loro; la più economica è quella di Epson, garantita 3 anni oppure 3.000 ore, che ha un costo di listino di 134 Euro IVA inclusa (online costa anche meno).


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Prima di iniziare devo aggiungere qualche indicazione sulle condizioni del test. La sfida avverrà nella saletta principale di Garman in via Boezio a Roma. La sala è completamente trattata con superfici nere e assorbenti ed è dotata di schermo "Screenline", con rapporto d'aspetto variabile e superficie con gain 1.2, base di 2,7 metri e diagonale in 16:9 di circa 120". Come sorgente utilizzeremo un lettore Oppo UDP-205EU che sarà collegato ad uno splitter HD Fury Integral. La parte audio è altrettanto interessante; l'ampli Anthem MRX-1120 pilota un sistema Dolby Atmos in configurazione 7.1.4 con diffusori surround, surround back e "atmos" (questi ultimi a soffitto) della Canton, mentre frontali e sub sono B&W. Ho ascoltato con attenzione il sistema e, dalla posizione giusta, le prestazioni sono a dir poco SPETTACOLARI!

 

Pagina 2 - JVC DLA-X5500

 

Il JVC DLA-X5500 è un proiettore molto stimolante; ha un rapporto di contrasto nativo molto elevato (circa 20.000:1) che può essere aumentato sensibilmente chiudendo il diaframma meccanico e rinunciando ad un po' del flusso luminoso. JVC è stata anche la prima ad inserire il pieno supporto all'HDR nei proiettori benché in una prima fase la calibrazione fosse molto complessa. Per il modello esposto da Garman la calibrazione è avvenuta in due fasi. Ho "approcciato" il proiettore il mese scorso, in occasione della preparazione del Sony VW260ES all'evento del Sabato. Il proiettore è molto luminoso e in rec BT.709 anche con lampada in eco e diaframma completamente chiuso sono comunque a circa 70 NIT. Dopo la calibrazione il risultato non mi convince perché ha un andamento a sella molto pronunciato che ho riscontrato anche in altri modelli e che è praticamente impossibile da controllare senza creare problemi al bilanciamento del bianco. I grafici che vedete qui in alto si riferiscono al risultato della taratura che mi suggeriscono di riprovarci dopo aver rimodulato la LUT interna con il software di autocalibrazione.

 
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Mercoledì è la prima cosa che faccio. Scarico l'ultima versione del software (la 1.2), monto il nuovo Spyder 5 sul cavalletto, sistemo la sonda alla giusta distanza e inizio la procedura ma soltanto dopo aver salvato il profilo colore che andrò a sostituire (custom 1) e dopo aver preparato io stesso un profilo colore seguendo pedissequamente le raccomandazioni BT.709. Sono costretto a ripetere la procedura per ben tre volte. La prima volta qualcosa va storto e il risultato è un'immagine virata completamente sul rosso. La seconda volta funziona tutto abbastanza bene, viene corretto il gamma "a sella" ma preferisco modificare leggermente il punto del bianco di "arrivo" per correggere una leggerissima dominante ciano. Dopo il terzo passaggio mi ritengo soddisfatt0, anche perché posso giocarmi ancora una calibrazione manuale, partendo però dalla LUT creata dal sistema di "auto-calibrazione".

 
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Qui in alto potete osservare il risultato, direi notevole per linearità del gamma e per precisione del bilanciamento del bianco. Il valore di massima luminanza misurato al centro dello schermo è di 63 NIT mentre il livello del nero è al di sotto dei limiti misurabili dalla sonda EODIS3 che ho utilizzato. In ogni modo, girando la sonda verso il proiettore in modalità "luxmetro" e alla distanza corretta, ho misurato un rapporto di contrasto di circa 23.000:1, che vale più di tre volte quello dell'Epson TW9300 e quasi il doppio rispetto al Sony VW260ES. Le piccole deviazioni verso il magenta sul primissimo step non destano preoccupazioni ma non sono riuscito a correggerle, pena un deciso viraggio verso il rosso tra l'1% e il 2% della scala dei grigi, molto fastidioso. 

 
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Ecco invece le coordinate cromatiche dei colori primari e secondari prima e dopo l'autocalibrazione. A sinistra potete osservare la situazione con la sola calibrazione manuale, senza scomodare troppo il CMS, con gamut appena più largo del riferimento ma con colori a saturazione intermedia sostanzialmente corretti. A destra invece c'è la situazione dopo l'autocalibrazione a cui è seguita la calibrazione manuale. Posso solo aggiungere che il lavoro è stato abbastanza compleso ed è durato quasi quattro ore. Il risultato però mi ha ampiamente ripagato.

 
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Ecco invece la situazione in HDR, di cui ho misurato soltanto gamma e curva di luminanza, con il bilanciamento sostanzialmente sovrapponibile a quello rilevato in rec BT.709. La lampada è sempre in eco mentre il diaframma è completamente aperto, in modo da raggiungere la luminanza di riferimento del Dolby Cinema di 106 NIT al centro dello schermo. Il rapporto di contrasto misurato è pari a circa 18.000:1 (circa il 50% in più rispetto a Sony e tre volte quello dell'Epson). Vorrei sottolineare un aspetto molto interessante: con i controlli presenti sul JVC è possibile comprimere a piacimento la gamma dinamica, rendendo sensibilmente più luminoso il livello di luminosità medio delle immagini. In particolare notate il livello che c'è al 50% del segnale in ingresso: siamo addirittura a più di 30 NIT mentre il Sony arriva a stento a 20 NIT con qualche piccola rinuncia. Mi sembra evidente che ho esagerato, comprimendo troppo e me ne rendo conto ora, dopo aver sviluppato i grafici. Venerdì sera cercherò di aumentare il gamma ed avvicinarmi di più al riferimento.

Ed ora passiamo al Sony.

 

 

 

Pagina 3 - Sony VPL-VW260ES

 
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Il Sony purtroppo non ha un diaframma, quindi l'unico modo per modulare il flusso luminoso è agire sull'alimentazione della lampada. In modalità "eco" e dopo la calibrazione del bianco, il Sony genera quasi 82 NIT al centro dello schermo che sono evidentemente troppi ma non c'è nulla da fare. Fortunatamente il rapporto di contrasto è cresciuto sensibilmente rispetto ai proiettori di precedente generazione e arriva a ben 10.500:1. Quindi, anche se ci sono 82 NIT, in fin dei conti il nero è ancora ad un livello abbastanza contenuto, pari a circa 0,008 NIT. In alto potete osservare i grafici che ho già pubblicato nel "first look" dedicato al nuovo Sony VPL-VW260ES e che trovate a questo indirizzo. Segnalo soltanto che dopo 30 ore il rapporto di contrasto dopo la calibrazione è migliorato, grazie ad alcuni ritocchi del bilanciamento del bianco, sfruttando i piccoli cambiamenti della lampada.


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Il gamut in REC BT.709 è uno spettacolo, con Delta E uv estremamente contenuto su tutti i valori. La prestazione viene ottenuta con molta semplicità e controllando soltanto pochissimi parametri poiché già con un bilanciamento del bianco corretto i colori sono praticamente perfetti. 

 
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Questi invece sono i grafici della curva di luminanza e del gamma in HDR. Il picco di luminanza del Sony arriva a generare 118 NIT al centro dello schermo con rapporto di contrasto nativo che sfiora i 12.000:1 all'interno della stanza. La luminanza generale è buona anche se avrei preferito qualche strumento in più per modulare meglio i valori del gamma che invece sono praticamente intoccabili. Al contrario Epson e JVC permettono la modifica di parametri essenziali, come il valore del gamma, anche in HDR. Per il Sony questo è impossibile e non è possibile neanche toccare le curve del gamma con il software di controllo a corredo. Un vero peccato.

Pagina 4 - Epson EH-TW9300

 

 
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L'Epson EH-TW9300 è un prodotto molto versatile e non soltanto per l'obiettivo con lens shift e zoom più estesi e il rapporto di tiro più corto. La lampada può essere modulata con più libertà rispetto agli atri due proiettori perché sono tre i livelli di potenza, eco, medio e normale. Inoltre l'Epson è dotato di due diaframmi; il primo può essere modulato in 20 passi e quando è totalmente chiuso taglia il flusso luminoso del 30% circa; il secondo ha un funzionamento totalmente automatico e se viene attivato permette di aumentare il rapporto di contrasto sequenziale poiché limita il flusso luminoso con le immagini più scure e lo lascia inalterato con quelle più luminose. Con la calibrazione, lampada a bassa potenza e diaframma chiuso, l'Epson esprime sullo schermo circa 50 NIT, praticamente perfetti e con gamma abbastanza lineare.

 
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In modalità HDR il modello che ho trovato a Roma, con 200 ore all'attivo, raggiunge sullo schermo Screenline ben 120 NIT, superando di misura il Sony che invece di ore ne ha solo poco più di 30. Per la calibrazione in HDR ho scelto di raggiungere i 106 NIT esattamente come il JVC che, per la cronaca, senza limitazioni potrebbe sfiorare 145 NIT. La calibrazione è semplice, ho scelto come a Milano e a Padova la prima curva (Auto "Bright" ovvero HDR1) e ho controllato con la modulazione del contrasto il clipping in modo che avvenisse tra il 70% e il 75% ma in modo che il "bianco" al 50% del segnale in ingresso fosse il più vicino possibile a 25 NIT. Il risultato è ottimo ed è solo la limitazione sul rapporto di contrasto a rivelare qualche limite nella riproduzione HDR rispetto agli altri due proiettori, dal costo comunque superiore.

 
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Anche per Roma ho scelto il gamut "normale", senza attivare il filtro colore per raggiungere il gamut DCI. Anche perché in queste condizioni non ci sono sorprese mentre invece per avventurarmi nella calibrazione in DCI sono certo che avrei bisogno di molto più tempo. Spero soltato che Epson riesca a mandarmi un campione prima che questo bel proiettore esca di produzione: solo allora sarò in grado di verificarne tutte le possibilità, in laboratorio e con strumentazione più sofisticata.

A questo punto la palla passa allo shoot-out dove potrete osservare con i vostri occhi il modo in cui le misure pubblicate in questo articolo avranno effetti sulle immagini. Dal vivo riusciremo anche a capire quali saranno le differenze in termini di dettaglio e risoluzione, sia con materiale full HD che con UHD 4K, anche fino a 60p. Come anticipato in apertura, proveremo a realizzare una diretta sabato alle ore 13:00 ma se qualcosa andasse storto, prometto che pubblicheremo un video-riassunto prima possibile, assieme ai commenti degli appassionati più smaliziati. 

... continua

 

 

 

 

Pagina 5 - Il verdetto


Claudio Milana (Garman), abbarbicato, tenta di far "ripartire" il JVC...
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Ed eccoci al racconto dell'intensa giornata che ha visto protagonisti i tre videoproiettori. Per le numerose sessioni organizzate da Garman ho utilizzato sempre la stessa scaletta, partendo dall'Epson EH-TW9300, passando quindi al JVC DLA-X5500 e concludendo col Sony VPL-VW260ES. Solo un paio di eccezioni, col JVC primo, a causa dei tempi biblici di quest'ultimo ad agganciare il segnale in ingresso. Oltre alla descrizione di quello che è successo, aggiungerò anche le mie personali considerazioni, condivise fortunatamente anche dalla stragrande maggioranza degli spettatori.

Dopo aver fatto accomodare le persone, ho sempre inviato tutti a consultare le prime quattro pagine dell'articolo che state leggendo, con tutte le specifiche dei proiettori a confronto e le misure nei tre approfondimenti. In questo modo mi è stato possibile risparmiare tempo prezioso che ho potuto dedicare al confronto e alla proiezione dei contenuti, riassumendo a parole soltanto le differenze principali tra i tre prodotti.

Nei minuti iniziali ho utilizzato Oblivion, un Blu-ray Disc ben "stagionato", in modo da mostrare le prestazioni con segnali full HD 24p. Con i "sottili" titoli di testa su fondo nero ho evidenziato il rapporto di contrasto nativo e livello del nero; con l'inizio del secondo capitolo invece la luminosità generale, il gamma, risoluzione e dettaglio, incarnati e bilanciamento del bianco, ricchezza di sfumature ed evidenza di artefatti con maschere di contrasto attivate. Infine, con qualche inquadratura del nono capitolo, ho analizzato di nuovo sfumature, risoluzione e dettaglio, incarnato e rumore sui primi piani e poi il famigerato "interrogatorio" con tutte le evidenze del rapporto di contrasto nativo.


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Prima di andare avanti c'è da ricordare che lo schermo Screenline ha una base di 2,6 metri e un gain di circa 1.2. in queste condizioni l'Epson genera 50 NIT con CR (rapporto di contrasto) di 6.000:1, il JVC ha un terzo del flusso luminoso in più (67 NIT) e un CR di 18.000:1 mentre il Sony genera ben 82 NIT, (due terzi in più rispetto all'Epson) e ha un CR di 10.500:1. Tutte le macchine sono con lampada in ECO, con Epson e JVC in modo che il diaframma sia completamente chiuso. Il Sony, purtroppo, è senza alcun diaframma.

Con Oblivion, il vantaggio del JVC in termini di dinamica e rapporto di contrasto sono evidenti. Il JVC è anche quello con i valori del gamma praticamente perfetti, e si vede. Eppure Epson e Sony non sono così lontani. Il Sony è sicuramente troppo luminoso per 2,6 metri di base ma è un problema che durerà solo qualche centinaio di ore. Il CR dell'Epson è più che sufficiente nella stragrande maggioranza delle situazioni. Risoluzione e dettaglio del Sony vincono senza appello, segno di un DSP che rispetto agli altri due è più sofisticato. C'è anche da dire che il Sony può contare su 8 megapixel reali su cui applicare i vari "filtri" mentre gli altri due devono accontentarsi della metà della risoluzione. 


Un "fuori programma" di Marco Cicogna (AudioREVIEW) con audio multicanale di qualità
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Dopo il full HD passo immediatamente alla risoluzione 4K e all'HDR con un paio di scene dallo spettacolare UHD Blu-ray 4K di "La La Land", quasi 90 GB di dati, con bitrate elevatissimo e qualità generale (anche audio) da riferimento assoluto per mettere in crisi TV e proiettori grazie a dinamica e colori a dir poco esagerati. Approfitto anche per ricordare che il film di Damien Chazelle è stato girato in pellicola 35mm e 16mm ad alta sensibilità (250 e 500 ASA) ed è quindi pieno di grana ed è probabilmente tra i titoli peggiori per risoluzione e dettaglio. Ma non sono certo risoluzione e dettaglio i particolari che voglio mettere in evidenza.

Nell'interminabile "piano-sequenza" della scena di apertura "Another Day Of Sun" (in realtà ci sono due tagli ben nascosti) c'è una dinamica esagerata, che va dai particolari sulle basse luci all'interno delle automobili fino ai potenti riflessi del sole su vetri e carrozzerie lucide delle autovetture, per non parlare dei bulbi di alcuni fari delle auto ancora accesi in cui si possono quasi contare i filamenti... Si tratta di una scena perfetta per verificare la inevitabile compressione della gamma dinamica effettuata dai proiettori che devono "riformattare" un segnale video pensato per un TV da 1.000 NIT a quello di un proiettore che potrà generare al massimo una luminanza compresa tra 80 a 100 NIT. 

Dopo aver ammirato, nella stessa scena di apertura, anche i colori primari e secondari a saturazioni elevate, passo al capitolo 5 e al balletto al crepuscolo, perfetto per mettere in evidenza il rapporto di contrasto nativo delle macchine, eventuali espansioni del nero oltre che derive del bilanciamento del bianco sulle basse luci. In più, il cielo ben oltre il tramonto ci offre un utile strumento per verificare molto rapidamente cosa succede con la grana della pellicola. In buona sostanza, il JVC sale in cattedra grazie all'elevata dinamica di cui è capace, specialmente nella scena al crepiscolo, con qualche tendenza ad affogare qualche particolare sulle basse luci. 


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L'Epson, dal basso del suo CR che vale solo un terzo rispetto a JVC, mostra qualche limite sempre nella scena al crepuscolo ma è quello che sembra totalmente immune a qualsiasi tipo di "schiacciamento" dei primissimi step di luminosità. Il Sony è forse il più equilibrato come cromia e anche come dinamica però la compressione dinamica scelta per i contenuti in HDR non è soddisfacente e, nonostante sia il più luminoso (quasi 120 NIT mentre gli altri due sono a 106 NIT) mostra la corda poiché le immagini sembrano generalmente troppo scure, segno di una compressione dinamica insufficiente, e senza che ci siano strumenti nel menu per modificare la cosa.

Sull'evidenza della grana il Sony sale in cattedra, con Epson a seguire e con il JVC che tende ad esasperarne la presenza e con qualche limite nel riuscire a trovare il miglior compromesso tra le voci del menu "MPC", in modo da ridurre il dettaglio senza perdere in risoluzione. E proprio per la risoluzione, dopo La La Land, è la volta di Passengers, girato in digitale con Arri Alexa 65 (6,5K) con una pulizia di quadro, risoluzione e dinamica da riferimento assoluto. In questo caso, oltre che confermare quanto visto con La La Land, la maggiore risoluzione a disposizione nel Blu-ray 4K permette di evidenziare il vantaggio del Sony che stacca sensibilmente i due "vobulati", con l'Epson nettamente davanti al JVC.

Chiudo infine con qualche scena da una partita di calcio in 4K 60p e alcuni fermo-immagine che hanno permesso di evidenziare non soltanto il vantaggio del Sony in termini di risoluzione ma anche quello dell'Epson rispetto a JVC. In ogni modo, al di là delle nette differenze tra, è stato molto chiaro che la qualità raggiunta oggi da queste macchine di fascia media è elevatissima sotto ogni punto di vista. L'Epson è probabilmente il proiettore più equilibrato ed economico - anche per la lampada di ricambio - facile da installare e da calibrare e con flusso luminoso ben modulabile. Il Sony va ancora meglio in HD per qualità "out-of-the-box" ma perde qualcosa in HDR a causa di scelte che non condivido sulla compressione dinamica e che saranno presto corrette con un aggiornamento firmare. Il JVC è certamente la macchina più complessa e difficile da calibrare ma è anche quella che riesce a rendere più delle altre due la dinamica esagerata di alcune scene. 

I proiettori saranno ancora a disposizione da Garman ancora altri giorni. Vi invito dunque a tornare con i vostri dischi per testarli ancora più a fondo e per scegliere quella che vi piace di più. Per maggiori informazioni: www.videoproiettoriroma.com