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Birdman
Birdman
CineMan - 07 Agosto 2015
“Cesellato in un unico piano sequenza vero come la finzione, il capolavoro del regista messicano Alejandro González Iñárritu. Distribuzione del disco firmata 20th Century Fox HE”
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Un tempo famoso per avere interpretato 'Birdman', il supereroe alato, Riggan Thomson (Michael Keaton) non ha più risalito la china di un successo dagli echi ormai lontani, sofferente per un personaggio negli anni sempre più ingombrante che lo ha incasellato in un vuoto stereotipo da cinema usa e getta. Fuori forma fisica e incanutito tenta il disperato rilancio attraverso il teatro mettendo in scena a Broadway l'adattamento del testo di Raymond Carver “Di cosa parliamo quando parliamo d'amore”, chiamando a raccolta attori, amici e parenti sperando d'incontrare il minor numero possibile di ostacoli ma la realtà si rivelerà l'esatto opposto. Incalzato dall'alter ego di Birdman che nonostante il tempo è ancora potente e non smette di risuonare nella sua testa spingendolo a spiccare nuovamente il volo Riggan si sente un fallito, incapace di comunicare davvero con la giovane figlia Sam (Emma Stone) appena uscita da un centro di disintossicazione, separato dalla moglie, affiancato dal fidato avvocato e produttore Jake (Zach Galifianakis) che non perde occasione per ricordargli quanto siano prossimi alla bancarotta, per giunta con un cast sull'orlo di una crisi di nervi a pochi giorni dal debutto.

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La (in)sostenibile decadenza del mestiere di attore contemporaneo che non può dirsi tale sino al momento in cui non si è messo davvero alla prova a teatro, tirando le fila sul palcoscenico della vita per ritrovare la forza della recitazione sulla ribalta o viceversa, quando l'arte diventa ricerca di se stessi e di un'esistenza smarrita tra locandine di piatti personaggi di una industria cinematografica mercificata fino al midollo.

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Il regista messicano Alejandro González Iñárritu (“21 grammi”, “Biutiful”, “Babel”) non manca di gridarlo quando già nel cast sono presenti attori 'falciati' dalla mietitrebbia hollywoodiana (Edward Norton – “Hulk” ed Emma Stone – “Spiderman” su tutti ma c'è lo stesso Michael Keaton - “Batman”) in un film che sferza debite stoccate ai critici citando Gustave Flaubert, che pulsa della geniale intuizione di raccontare di un attore antico perché aborrisce tecnologie da social network, rabbiosamente insoddisfatto in cerca di rivalsa artistica così come nella vita, attraverso un affascinante piano sequenza lungo quanto l'intera opera tra nevrotiche, irascibili giornate che precedono la sera della prima.

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Originali elementi surreali aprono all'intimità dell'uomo che sa recitare, contorto, cupo, irriverente, cinico, incapace di distinguere l'amore degli altri dalla più semplice approvazione, reale con le sue angosce, fragilità, terrore della condanna all'oblio mettendone a nudo la personalità in lotta con gli errori di un passato impossibile da dimenticare se non affogandolo in una economica bottiglia di whisky pronta a ricordargli quanto abbia davvero toccato il fondo. Forse è proprio da li, dal teatro, che potrebbe moralmente e artisticamente rinascere e ripartire, li dove uomo e attore si confondono, dove desidera sia sempre più labile il confine tra verità e finzione.

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Premio Oscar 2015 per miglior film, regia, sceneggiatura originale e cinematografia. Nomination miglior attore protagonista (Michael Keaton), miglior attore non protagonista (Edward Norton), miglior attrice non protagonista (Emma Stone), miglior sonoro (Jon Taylor, Frank A. Montaño e Thomas Varga), miglior montaggio sonoro (Martin Hernández e Aaron Glascock).

Qualità video

BD-50, aspect ratio originale 1.85:1, codifica AVC/MPEG-4 (1920x1080/23.97p), il film occupa 38 Gb. Girato interamente in digitale (Arri Alexa M e XT, ARRIRAW 2.8K, fonte IMDB, ndr) una lievissima grana rimane in secondo piano lasciando comunque la sensazione di essere legata alle scelte artistiche del cinematographer Emmanuel Lubezki (“I figli degli uomini”, “Gravity”, “To the wonder”). Per il resto frame soldi, precisione elementi anche in secondo piano e background con ampio risalto anche nelle numerose sequenze semibuie o notturne. Senso di profondità di campo, ampia palette cromatica e neri profondi per un risultato d'insieme che sfiora spesso il livello reference.

Analisi del bitrate
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Qualità audio

Traccia audio DTS lossless 5.1 canali in italiano (754 kbps assieme a russo, tedesco spagnolo e giapponese, quest'ultima non selezionabile da menù) per un ottimo ascolto dal fronte anteriore, timbrica dal centrale, alcuni elementi discreti. Subwoofer sempre pronto a dare rotondità alla batteria di Antonio Sanchez (Pat Metheney Group) qui chiamato alla composizione musicale, mentre i due rear enfatizzano echi dalla ribalta e della metropoli newyorchese. Prossima al riferimento l'originale DTS-HD Master Audio 5.1 canali inglese (core @1509 kbps) che favorisce ulteriormente la colonna sonora rendendola ancor più presente e coinvolgente per lo spettatore con ulteriore aumento di sonicità e dinamica, in particolare nella seconda parte. Presente ulteriore traccia AC-3 5.1 canali inglese descrittivo non vedenti (448 kbps).

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Extra (HD)

“Birdman: approfondimenti” è un interessante making-of (33') che esplora la produzione, i personaggi con interventi dei creativi e di parte del cast anche se solo sfiorando l'immenso lavoro del regista assieme al cinematographer e al cast per regalare l'illusione dell'infinita soluzione di continuità della storia senza montaggio. Conversazione tra il regista e Michael Keaton sul film (14'), galleria fotografica con scatti (41 in totale) bianco e nero/colore di Emmanuel Lubezki (visionabile in automatico o selezione manuale). Sottotitoli in italiano.

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La pagella secondo CineMan

Film  10 
Authoring  6,5 
Video  9,5 
Audio ITA  8 
Audio V.O.  9,5 
Extra  6,5