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John Carter. Blu-ray + intervista
John Carter. Blu-ray + intervista
CineMan - 25 Giugno 2012
“L'incredibile avventura di uno spiantato cercatore d'oro della Virginia, eroe di due popoli su Marte. Recensione del Blu-ray e intervista al presidente e archivista della Edgar Rice Burroughs, Inc.”
Pagina 1 - Edizione Blu-ray

Veterano della Guerra di Secessione, il cercatore d'oro John Carter (T. Kitsch) fugge prima da giubbe blu che lo vorrebbero reclutare ritrovandosi subito dopo in mezzo a uno scontro a fuoco tra soldati e indiani ben poco socievoli. Il tentativo di salvare un ufficiale ferito lo porta a rifugiarsi in una caverna all'interno della quale, eliminato un misterioso individuo, si ritrova istantaneamente proiettato sul suolo di Marte. Il pianeta rosso è in piena decadenza per l'erosione di energie da parte di Zodanga, città in costante movimento e patria di una delle fazioni degli “uomini rossi”, che si contrappongono da tempo immemore a coloro che abitano arroccati all'interno di un'altra città, Helium.

La guerra per la supremazia del pianeta è invero pilotata da soggetti al di sopra delle parti, che servono il volere della “Dea”, detentori di una potente arma che potrebbe decidere le sorti della guerra. Presi tra due fuochi ci sono i Thark, alte e slanciate creature di colore verde che catturano John Carter, che in breve tempo passa da prigioniero a eroe. Alla stessa tribù si consegna la bella Dejah (L. Collins), ricercatrice e guerriera di Helium che assieme al terrestre, forte di poteri acquisiti grazie alla diversa gravità, metterà in moto una serie di eventi che nemmeno i servitori della Dea riusciranno a contrastare.

Nato dalla magnifica penna di Edgar Rice Burroghs ancor prima del mitico Tarzan, John Carter giunge su grande schermo con un racconto avvincente di fantascienza classica ed epica, forte di un imponente comparto produttivo che ha permesso la creazione di mondo alieno spesso affascinante. Potenza visiva e dinamismo dovuti in primis alla presenza di un regista anomalo come Andrew Stanton, artista che ha alle spalle regia e sceneggiatura di opere come “Wall-E” e “Alla ricerca di Nemo”, qui alla sua prima prova con un live action.

Qualità video

Il Blu-ray 2D offre una qualità d'immagine di resa superiore, con qualche momento in cui si desidera ancor più contrasto e maggiore senso di profondità di campo, specie nelle sequenze più buie. Formato 2.40:1, codifica video AVC/MPEG-4, sorprende la palette cromatica, con notevole intensità e saturazione.

Il risultato per il Blu-ray 3D, incompatibile con catene digitali solo 2D, alterna efficacia a una stereoscopia latitante, con passaggi, in particolare notturni, in cui si sente necessità di maggiore distanza tra primo piano ed elementi in background. La rielaborazione 3D in post-produzione non ha sicuramente aiutato. Minimo ghosting, codifica video MVC.

Qualità audio

Anche se le due tracce audio italiano e inglese sono offerte 'solo' in DTS-HD High Resolution 7.1 canali il risultato d'ascolto sorprende spesso per dinamica, spazialità e livello di coinvolgimento di ogni singolo canale, con il subwoofer che ha numerose entrate roboanti. Resa probabilmente superiore con l'edizione americana DTS-HD Master Audio, sempre 8 canali.

Contenuti extra (HD)

Tutti gli extra sono sottotitolati e comprendono il commento al film con regista e produttori, come nacque la saga narrativa di John Carter (10'), dieci scene eliminate con commento opzionale del regista, making of di 34' ed errori sul set.

La pagella secondo CineMan

Film 7
Authoring 7
Video 2D 9
Video 3D 7
Audio ITA 9
Audio V.O. 9
Extra 7
Pagina 2 - Incontro con la Edgar Rice Burroughs, Inc.

In occasione dell'uscita home video di “John Carter” abbiamo intervistato James J. Sullos, Jr. e Cathy Wilbanks, rispettivamente presidente e archivista della Edgar Rice Burroughs, Inc. che hanno collaborato alla realizzazione del documentario “100 anni di preparazione”, presente tra gli extra del blu-ray.

AV Magazine: Come pensate avrebbe reagito Burroghs se avesse avuto la possibilità di assistere a questo film?

Jim Sullos: sarebbe rimasto compiaciuto per l'accuratezza nel descrivere quanto da lui scritto nel primo racconto “Una principessa di Marte”, oltre allo stupore per la capacità delle attuali tecnologie di rendere finalmente giustizia alla sua fervida immaginazione, impossibile prima dello sviluppo della computer grafica.

AV Magazine: Scegliendo un diverso scritto di Burroghs da adattare a un film quali le vostre preferenze?

Jim Sullos: Anzitutto vorrei sperare che i sequel previsti verranno prodotti, perché mostreranno il percorso di vita di John Carter come raccontato in “Warlord Of Mars”. Inoltre Mr. Burroghs scrisse molti altri racconti di fantascienza, particolarmente intriganti sono quelli dedicati a Venere, serie in cui si racconta dell'eroe Carson Napier, che progetta di volare con la sua nave spaziale su Marte, ma sbaglia i calcoli finendo su Venere dove scopre un mondo incredibile.

AV Magazine: Quale la maggiore difficoltà nel realizzare il documentario “100 anni di preparazione” in cui viene ripercorsa la carriera dello scrittore?

Cathy Wilbanks: quella di trovare un attore che potesse interpretare Edgar Rice Burroghs. Abbiamo avuto l'opportunità di parlare a scritturare John Burroghs, nipote dello scrittore. Quando ho visto le immagini per la prima volta sono rimasta colpita nell'osservare John interagire sullo sfondo, provando la sensazione che Edgar fosse di nuovo con noi.

AV Magazine: Che opinione aveva lo scrittore riguardo gli adattamenti cinematografici dei suoi racconti?

Jim Sullos: Mr. Burroghs trovava frustrante l'interpretazione che Hollywood dava alle sue creazioni letterarie. I film su Tarzan erano quelli più numerosi ma quasi mai in grado di seguire la linea di racconto presente all'interno dei 24 racconti. A un certo punto si rifiutò di vedere le nuove produzioni e contribuì lui stesso a un film su Tarzan, “Tarzan's New Adventures” del 1935, prima opera che ritraeva il personaggio in qualità di Lord inglese quale era.

AV Magazine: Una riflessione in merito all'eredità letteraria dell'intera saga fantascientifica di Burroghs.

Cathy Wilbanks: Edgar Rice Burroghs era uno visionario. Dopo avere tentato diverse professioni, divenne scrittore all'età di 35 anni. Cominciò con “Una principessa di Marte” per cui, nel 1912, guadagnò $400. A tal proposito c'è una citazione dello stesso Burroghs in cui si evidenzia quanto ricevere quei soldi rappresentò l'introito più appagante della sua vita. Da li in poi la sua carriera mise radici. Benché prendesse spunto dai giornali per dare maggiore spessore ai racconti, permise alla sua creatività di fluire libera. Concluse la sua carriera con oltre 70 racconti e 40 storie brevi. Mentre la fantascienza rappresenta solo una parte dei generi di cui scrisse, è conosciuto come il “Padrino della Fantascienza” e il “Maestro dell'Avventura”. É inoltre accreditato per l'idea dietro “Guerre Stellari” e “Avatar” per cui credo che la sua eredità sia più che straordinaria.

AV Magazine: Potete farci alcuni esempi dei tesori che avete scoperto lavorando con quanto appartenuto allo scrittore o legato ai suoi lavori?

Cathy Wilbanks: Gli archivi della Edgar Rice Burroghs, Inc. sono zeppi di tesori storici. Ho avuto il piacere di tenere per le mani molte prime edizioni, una notevole varietà di fumetti, giocattoli, merchandise da tutto il mondo, elementi di scena come uno Pterodattilo e, certamente, lavori originali tra cui le pagine con lo scritto a mano relativo a “Tarzan delle scrimmie”, “Una principessa di Marte” e numerose lettere firmate dallo scrittore.

Un particolare ringraziamento a Francesca Colombo di Sec Relazioni Pubbliche e Istituzionali srl