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Alessio Tambone - 19 Gennaio 2010
“Ecco la particolare e approfondita recensione tecnico-artistica di Avatar, film evento pensato, scritto e diretto da James Cameron attualmente in programmazione praticamente in tutto il mondo. Il film è distribuito in Italia da 20th Century Fox. Buona lettura”
Pagina 1 - Introduzione

E' arrivato finalmente anche in Italia Avatar, nuova fatica cinematografica del genio James Cameron che dal 15 Gennaio è in programmazione nei nostri cinema su distribuzione 20th Century Fox, anche in 3D per le sale attrezzate alla visione stereoscopica. Di Avatar si è detto ormai di tutto, vero evento cinematografico come non se ne vedevano da tempo, ha sbancato i botteghini di mezzo mondo arrivando alle spalle di Titanic - sempre di Cameron - nella classifica dei film con il maggiore incasso nel mondo. E ci sono possibilità che il film riesca a raggiungere quello che fino a qualche mese fa sembrava un limite insuperabile.

Avatar è arrivato in Italia in colpevole ritardo rispetto al resto del mondo. Siamo infatti gli ultimi del calendario, superati anche dalla Corea del Sud, dal Kuwait, da Taiwan e dal Pakistan, paesi che - con tutto il rispetto dovuto naturalmente - hanno potuto gustare il film già da metà Dicembre dello scorso anno. Magie del marketing e scelte probabilmente dovute alla classica imperdibile invasione nazionale dei cine-panettoni.

Pazienza. L'importante è che Avatar è ora in sala. Nelle prossime pagine cerchermo di analizzare il film soprattutto per quello che c'è dietro le quinte, descrivendo come di consueto le tecniche utilizzate e le tecnologie create. Per l'occasione AV Magazine ha visionato il film nelle diverse modalità offerte. Troverete quindi nelle prossime pagine impressioni sulla qualità video a partire dalla proiezione 2D in pellicola fino ad arrivare a quella d'oltreoceano IMAX 3D, passando naturalmente per le varie soluzioni 3D offerte nei cinema italiani. Buona lettura!

Pagina 2 - La sceneggiatura

La storia di Avatar è ambientata su Pandora, una luna con ambiente simile a quello della Terra che orbita attorno a Polyphemus, un pianeta gassoso gigante nel sistema stellare Alpha Centauri-A. Siamo nel 2154, trent'anni dopo la fondazione della prima colonia mineraria su Pandora. L'uomo ha scoperto che quel territorio è ricco di Unobtainium, un minerale molto raro sulla Terra e probabile soluzione della scrisi energetica che ha colpito il nostro pianeta nel XXII secolo. I problemi per i nostri arrivano quando lo sconfinamento delle attività estrattive nel territorio degli indigeni Na'vi mette a rischio la convivenza tra i nativi di Pandora e gli stessi umani.

L'intera sceneggiatura di Avatar è stata scritta dallo stesso James Cameron, che così inventa e realizza totalmente la sua opera. Quella di Avatar è una storia che Cameron aveva già scritto quindici anni fa, prima di metterla in un cassetto dopo aver constatato che le tecnologie per realizzare la sua visione non esistevano ancora. Oggi, dopo quattro lunghi e difficili anni di produzione, Avatar è un film live action con una forte componente di effetti in Computer Grafica.

Lo script di Avatar è forse la parte più debole del film. La storia dell'uomo invasore che decide di schierarsi con la popolazione più debole è stata già vista in mille modi e Cameron non fa niente per nasconderlo. Poche idee davvero innovative per una sceneggiatura che semplicemente accompagna i 160 minuti di spettacolo visivo. Balla coi lupi, Stargate, Pocahontas, Miyazaki e tanti altri: dopo 5 minuti saprete già come andrà a finire il film. E in particolare dal cartoon della Disney comincerete a fare associazioni: Jack Sully - John Smith, Neytiri - Pocahontas, Na’vi - indiani, marines - conquistadores. A questo proposito vi suggeriamo due link a filmati caricati su You Tube che si divertono con crossover tra i due film, montando le immagini del cartone sull'audio di Avatar nel primo caso e divertendosi con la configurazione inversa nel secondo.

Pagina 3 - Il nuovo Performance Capture

Entriamo subito nel vivo della tecnologia di Avatar e parliamo del Performance Capture. O meglio del nuovo sistema che Cameron è riuscito a creare facendo fare alla tecnologia quel salto di qualità che purtroppo Robert Zemeckis non è riuscito a dare con La leggenda di Beowulf e A Christam Carol dopo l'iniziale esperimento di Polar Express. Il nuovo sistema ha fornito movimenti fluidi e assolutamente realistici, eliminando quella staticità totale del corpo tipica del vecchio sistema. In tutto il film abbiamo notato soltanto un piccolo difetto durante un'acrobazia da parte del protagonista, che si scompone in maniera poco reale tra un salto e l'altro con un baricentro evidentemente errato.

Il Performance Capture esistente prima di Avatar prevedeva l'inserimento di marker anche sul volto degli attori, per catturare i movimenti delle labbra, delle ciglia e dei muscoli del viso. Cameron ha deciso invece di catturare le espressioni utilizzando una specie di casco che gli attori hanno indossato, nel quale era inserita una telecamera rivolta verso il viso degli attori. Questo ha permesso di registrare le espressioni e i movimenti dei muscoli con un livello di dettaglio mai ottenuto ma - soprattutto - ha registrato il movimento degli occhi, cosa che non era possibile con i sistemi utilizzati in precedenza. Quindi in post-produzione i tecnici, sulla base dei video, hanno replicato le espressioni degli attori.

Inoltre i marker avanzanti del volto sono stati riutilizzati alla maniera classica sul corpo di altri attori, consentendo di fatto di aumentare il "Volume", ossia quello spazio fittizio tridimensionale all'interno del quale tutti i movimenti dei marker vengono registrati. Questo perché all'interno del Volume non ci possono essere infiniti marker ma solamente un numero ben definito, dipendente dalla quantità di dati che i macchinari utilizzati riescono a registrare senza errori. Un Volume più ampio ha significato anche maggiore spazio per gli attori e possibilità di registrare contemporaneamente più personaggi sul set. Il nuovo sistema ha infatti permesso la registrazione dei movimenti di cavalli al galoppo, sequenze acrobatiche complesse e con molti personaggi e perfino combattimenti tra veivoli e creature volanti. Tutto questo ha portato ad uno snellimento delle fasi di ripresa, ad una minore lavorazione in post-produzione, a ciak più simili a classiche sessioni di recitazione in teatro per gli attori (inesistenti infatti tutti i problemi legati alla fotografia) e - per gli spettatori - a sequenze animate molto veritiere.

Pagina 4 - La regia e la Virtual Camera

La regia di James Cameron è attenta e guida lo spettatore all'interno delle ambientazioni ricreate per il film. Con un montaggio serrato ma mai troppo rapido, le riprese raccontano il mondo di Pandora con precisione dando la possibilità di gustare ogni singolo pixel creato per il film. Spesso per focalizzare l'attenzione in sala Cameron utilizza dei rapidi zoom-in che simulano riprese rubate e mostrate in tutta fretta.

Guardando dietro la macchina da presa dobbiamo sicuramente parlare della Virtual Camera, una nuova - ennesima - invenzione del regista. Le camere utilizzate durante il film non sono in realtà delle vere macchine da presa, infatti non hanno alcuna lente. Sono "semplicemente" dei convogliatori di segnale che raccolgono le varie informazioni dei marker registrate dai computer che circondano il Volume e visualizzano in un piccolo schermo collegato l'immagine complessiva.

Prima di Avatar il Volume veniva riproposto come un enorme spazio grigio, mentre gli attori erano soltanti puntini (i marker) uniti da piccole linee. Cameron si è spinto oltre con la Virtual Camera, riuscendo ad integrare in tempo reale i personaggi e gli ambienti in Computer Grafica con le sequenze live action. Questo significa che il regista riusciva a vedere durante il ciak il personaggio di Neytiri al posto di Zoë Saldana, invece di Sam Worthington e Sigourney Weaver vedeva i rispettivi enormi avatar blu, al posto del grigio del volume vedeva la lussureggiante foresta pluviale di Pandora, le montagne fluttuanti Hallelujah o la colonia umana a Hell’s Gate.

E' evidente che questo ha permesso una lavorazione efficace dato che sia il regista che gli attori potevano vedere rapidamente le sequenze registrate con una buona approssimazione finale, evitando di dover aspettare settimane per una prima elaborazione. Naturalmente una migliore percezione dell'ambiente e dei personaggi ha aiutato tutto il cast nell'immaginare il mondo creato nella testa di James Cameron.

Questa velocità e la possibilità di avere già sequenze "definitive" ha portato innovazioni anche nel montaggio. I responsabili e i tecnici AVID sono stati infatti presenti direttamente sul set, cominciando a tagliare e montare le sequenze già in una primissima fase invece che attendere come consuetudine la fase di post-produzione, quando i dati di Performance Capture vengono catturati e trasformati in animazione. La società di effetti speciali WETA ha così potuto ricevere sequenze con cadenza mensile, accorciando notevolmente i tempi di produzione. Al termine delle riprese in Performance Capture e prima di cominciare le riprese live action la WETA aveva già a disposizione circa settanta minuti di sequenze già montate pronte per essere sistemate con gli effetti speciali!

Pagina 5 - Gli attori e i personaggi

Iniziamo la pagina dedicata agli attori con una dichiarazione rilasciata dallo stesso Cameron sul rapporto tra la recitazione e il Performance Capture. “Gli attori mi domandano se stiamo cercando di rimpiazzarli. Niente affatto, stiamo anzi cercando di dare loro maggiori opportunità, offrendo nuove modalità per esprimersi e creare personaggi, senza limitazioni. Non voglio sostituire gli attori, mi piace lavorare con loro. Come regista, è questo che faccio. Quello che stiamo cercando di eliminare sono le cinque ore di trucco, che è il modo in cui venivano creati personaggi quali gli alieni, i lupi mannari, le streghe, i demoni e così via. Ora è possibile essere chiunque o qualunque cosa si voglia, a qualunque età, si può perfino cambiare sesso, senza le lungaggini e il fastidio di un trucco complicato”.

Tralasciamo per un attimo le implicazioni filosofiche di questo spunto di riflessione e guardiamo semplicemente al film: gli avatar sono strepitosi. La recitazione, i movimenti e le espressioni sono un vero godimento tecnologico e spesso ci si dimentica che quello mostrato sullo schermo è stato realizzato in Computer Grafica. Tutti gli attori interpretano con coerenza i loro personaggi e restituiscono caratterizzazioni forti sia sul fronte umano che su quello Na'vi. Bella la crescita del protagonista Sam Worthington, intramontabile Sigourney 'Ripley' Weaver alias dott.ssa Grace Augustine, meravigliosa Michelle Rodriguez nei panni del pilota Trudy Chacon e dannatamente bastardo Stephen Lang nei panni del palestrato Colonnello Quaritch. Chiudiamo la carrellata con Zoe Saldana, stupenda Neytiri che però qualche volta gesticola e si muove un po' troppo da umana.

Da raccontare l'allenamento pre-produzione che gli attori hanno dovuto affrontare che prevedeva equitazione, arti marziali, tiro con l'arco, studio e pratica di movimenti. Tutti i membri principali del cast si sono recati con Cameron alle Hawaii, isole con ambiente simile a Pandora, e hanno vissuto senza tecnologie e senza confort, rimanendo quasi completamente nudi all'interno della vegetazione, coperti di fango durante esercizi di scalata o di sopravvivenza negli ambienti naturali offerti dal celebre arcipelago.

Per dare maggiore spessore alla tribù dei Na'vi Cameron ha collaborato con il linguista Paul Frommer (ideazione linguaggio Na’vi), l’ex artista del Cirque du Soleil Terry Notary (movimenti della tribù) e la celebre coreografa Lula Washington (coreografia delle danze). Frommer ha ideato una vera struttura linguistica partendo dai suoni che Cameron aveva in mente, stabilendo un vocabolario con più di mille parole e una grammatica reale che gli attori hanno dovuto imparare per recitare la lingua dei Na'vi.

Le danze e le coreografie dei nativi di Pandora nascono invece dalle culture aborigene, popoli eleganti e orgogliosi che celebrano se stessi e la terra che amano attraverso la danza. I ballerini della coreografa Lula sono entrati nel cast per interpretare i Na'vi nelle scene di massa scandite dalla musica e dalla danza, sequenze importanti e suggestive all'interno del film che avvicinano lo spettatore al popolo di Pandora.

Pagina 6 - Creare Pandora

La progettazione di Pandora ha richiesto ben due anni di studi prima dell'inizio delle risprese. La produzione ha ingaggiato un nutrito team di artisti che ha inventato ogni personaggio, ogni creatura, ogni pianta, costume, arma, veicolo o ambiente sotto l'attenta supervisione di James Cameron. In particolare il look di Pandora è stato creato in modo da ricordare vagamente la flora e la fauna terrestre: gli artisti dovevano rappresentare un pianeta diverso ma in maniera plausibile. Sono stati progettati così alberi altissimi e montagne che fluttuano nell'aria, per ispirare attraverso forme note a tutti un senso di stupore e meraviglia.

Tra le invenzioni di Pandora spicca l'importante rete neurale che interconnette la vita della flora e della fauna del territorio. Il centro della rete, simile al sistema nervoso umano, è un antico - e naturalmente enorme - salice chiamato Albero delle Anime situato al centro del più potente campo magnetico di Pandora detto il Vortice dei Flussi. Altrettanto affascinante l'Albero Casa, un enorme albero alto più di 300 metri suddiviso internamente in più livelli che costituiscono il luogo di abitazione del Clan Omaticaya, tribù di Pandora protagonista del film.

Dal punto di vista scenografico la Weta Digital in Nuova Zelanda ha realizzato un lavoro fantastico! Alcune significative innovazioni nell'illuminazione e nel rendering dei loro software hanno permesso all'ormai famosa azienda di effetti speciali di realizzare un mondo straordinario ma soprattutto fotorealistico, che riesce a catturare totalmente l'attenzione dello spettatore grazie anche ad uno script che spesso poggia in maniera decisa sull'ambiente circostante.

Piccola curiosità da informatici, tanto per capire la complessità del lavoro della Weta Digital. L'intero film ha richiesto un petabyte (mille terabyte) di memoria per tutti gli asset realizzati in Computer Grafica: piante, animali, insetti, rocce, montagne, nuvole, ecc... Per fare un piccolo paragone possiamo dire che Titanic aveva richiesto soltanto due miseri terabyte, circa 1/500 della memoria utilizzata per Avatar. Un paragone spaventosamente schiacciante...

Pagina 7 - La colonna sonora

Per la creazione della colonna sonora James Cameron ha richiamato il suo vecchio collaboratore James Horner, autore di soundtrack di successo come quella di Aliens - Scontro finale e Titanic. Le tracce mescolano i classici elementi sinfonici con sonorità affascinanti legate al mondo dei Na'vi, elementi composti di voci, canti tribali e insoliti strumenti acustici ed elettronici. Ottima la realizzazione del tema di Avatar e dei passaggi sonori legati a quel mondo, che riportano alla mente le immagini e i riti della tribù anche con l'ascolto del CD al termine del film. Meno convincenti le sequenze di azione, nelle quali il compositore americano sembra vestirsi degli abiti del commerciale - anche se valido - Hans Zimmer. Tra queste ultime tracce, che raccontano la piega violenta presa dal film nella seconda parte, spicca però "War", lungo brano di oltre 11 minuti che trasmette guerra, adrenalina e carica emotiva in maniera non indifferente.

Per Avatar Horner ha ripreso la collaborazione con Simon Franglen, co-autore del tema musicale di Titanic "My heart will go on", per scrivere la canzone che accompagna i titoli di coda. Il brano, sufficiente nella realizzazione, si intitola "I see you" ed è cantato da Leona Lewis, che esprime quello che i Na'vi intendono per vedere, ossia capire con il cuore e con lo spirito e non solo con la mente. Ecco l'elenco completo dalla soundtrack:

  1. "You Don't Dream In Cryo...." (06:09)
  2. Jake Enters His Avatar World (05:24)
  3. Pure Spirits Of The Forest (08:49)
  4. The Bioluminescence Of The Night (03:37)
  5. Becoming One Of "The People", Becoming One With Neytiri (07:43)
  6. Climbing Up "Iknimaya - The Path To Heaven" (03:18)
  7. Jake's First Flight (04:50)
  8. Scorched Earth (03:32)
  9. Quaritch (05:01)
  10. The Destruction Of "Hometree" (06:47)
  11. Shutting Down Grace's Lab (02:47)
  12. Gathering All The Na'vi Clans For Battle (05:14)
  13. War (11:21)
  14. I See You (Theme From "Avatar") (04:20) performed by Leona Lewis
Pagina 8 - La stereoscopia nel film

Siamo arrivati alla qualità video del film, ma prima di giudicare le varie modalità di proiezione non possiamo non fare una piccola parentesi sulla tecnologia utilizzata per le riprese stereoscopiche. E anche in questo caso tanto di cappello per James Cameron che ha inventato ancora una volta qualcosa. Oggi il suo Fusion Camera System è il sistema di ripresa 3D più avanzato del mondo.

Il nuovo sistema, messo a punto insieme al socio Vince Pace, nasce dall'elaborazione della tecnologia Sony HD e Fujinon HD attraverso gli anni che si sono susseguiti dopo il successo di Titanic. Cameron si era infatti dedicato allo sviluppo di questa tecnica attraverso la realizzazione di due documentari 3D ambientati nelle profondità dell'Oceano. Il primo raccontava l'ormai celebre esplorazione del Titanic, con filmati successivamente raccolti nel progetto IMAX 3D Ghosts of the Abyss, seguito due anni dopo dall'altrettanto emozionante Aliens of the Deep.


Al lavoro su Ghosts of the Abyss
© 2003 Buena Vista Pictures Distribution and Walden Media, LLC. All rights reserved

Il nuovo sistema permette di avere immagini più nitide che non disturbano la visione, presentando allo spettatore una tridimensionalità e una superiorità tecnica che non attira fastidiosamente l'attenzione ma si dissolve magicamente nella narrazione, con lo schermo che diventa una vera e propria finestra sull'azione, con una tridimensionalità che si esprime soprattutto in profondità e con qualche, rara, eccezione in senso opposto.. Ottimo quindi il risultato della tecnologia applicata sia a riprese live action che in Computer Grafica: la spazialità delle riprese all'interno del bosco è stupefacente mentre sorprendono e catturano le distanze tra gli oggetti all'interno del Bio-Lab e dell'Ops Center. Strepitose le visuali degli esterni mostrate attraverso i vetri di finestre o gli abitacoli dei veivoli. L'unico appunto negativo che potremmo fare è dovuto ai cambi di messa a fuoco durante la ripresa, che con una visione in 3D creano un certo fastidio specialmente quando finiscono fuori fuoco elementi in primissimo piano. In altre parole si tratta di un risultato eccellente, molto lontano dagli eccessi ed errori di "Viaggio al centro della terra 3D".

Partiamo adesso con le considerazioni sulle varie proiezioni del sottoscritto Alessio Tambone, del direttore Emidio Frattaroli e di Gian Luca Di Felice

Pagina 9 - Il giudizio tecnico di Gian Luca Di Felice: Dolby 3D

Insieme a Michele Addante, sono stato ospite di Panasonic Italia dell'anteprima nazionale "mondana" di Avatar che 20th Century Fox ha organizzato a Roma nell'inconsueta location dell'Auditorium di via della Conciliazione. Devo ammettere di essermi avvicinato a questo evento non senza un mare di perplessità (che non ho nascosto sin dal primo momento), legato proprio alla scelta del luogo di proiezione: come può una sala da concerti prestarsi alla proiezione di un film, per giunta in stereoscopia? E purtroppo il mio iniziale pregiudizio ha trovato pieno riscontro. Tanto per cominciare i posti a noi assegnati erano confinati in galleria, a una distanza "siderale" rispetto allo schermo, tra l'altro troppo piccolo rispetto al numero di persone presenti nella sala, con la platea riservata ai cosiddetti VIP - di cui mi onoro di non far parte - e il sistema di proiezione basato sulla "classica" accoppiata Barco-Cinemeccanica 2K e occhialini Dolby 3D.

Parte il film e il mio primo sussulto arriva quando dopo pochi istanti mi accorgo che l'audio è in stereofonia! Il mio evidente nervosismo si placa dopo qualche minuto, quando finalmente qualcuno deve essersi accorto dell'orrore e la sonorizzazione arriva finalmente in multicanale. Ma cambia tutto sommato ben poco, visto che l'impatto sonoro è assolutamente deprecabile, con un riverbero continuo che rende i dialoghi spesso incomprensibili (o quasi) e una colonna sonora priva di dinamica e coinvolgimento. Preso atto della situazione tragica dell'audio, provo a concentrarmi sulle immagini. E proprio di concentrazione c'era bisogno, vista la bassissima luminosità della proiezione e la distanza alla quale siamo stati costretti. Per non parlare poi delle riflessioni generate dalle pareti (bianche) della sala e dei fuori fuoco ai lati dello schermo.

L'effetto 3D? Non lo so, lo percepivo appena in alcune scene e dopo un'ora circa di proiezione ho tolto gli occhialini perché mi bruciavano gli occhi (e non ero il solo). Insomma, di Avatar 3D ho percepito solo l'enorme potenziale e l'incredibile dettaglio della ricostruzione immaginaria del pianeta Pandora, ma devo assolutamente andare a rivederlo in una sala cinematografica degna di questo nome! In compenso, ci siamo rifatti gli occhi grazie all'immancabile presenza di un gran numero di belle fanciulle, per le quali non era necessario indossare gli occhialini Dolby, ma questa è un'altra storia e, soprattutto, l'epilogo è stato diverso rispetto a quanto raccontato in Avatar....sono tornato a casa!

Per maggiori info: www.auditoriumconciliazione.it

Pagina 10 - Il giudizio tecnico di Emidio Frattaroli: IMAX 3D

Poche ore dopo Gian Luca e Michele, mentre ero quasi dall'altra parte del globo terracqueo, anch'io ho avuto il mio primo contatto con Avatar, approfittando della trasferta al Consumer Electronic Show a Las Vegas, nelle adiacenze dell'hotel Palms e all'interno dei "Brenden Theatres": un complesso di ben 14 sale, di cui una con proiettori in pellicola IMAX 3D a polarizzazione e un'altra attrezzata con proiettore DLP e sistema 3D Dolby a separazione spettrale. Nello stesso complesso era possibile assistere anche alla proiezione in pellicola 2D.  Accompagnato dal collega Andrea Manuti (HT Projectors, Digital Video HT), sono riuscito ad accaparrarci due biglietti per lo spettacolo di mezza sera nella sala IMAX 3D, alla modica cifra di 10,25 US$, tasse eslcuse. La sala IMAX del Plams è una delle quattro nello stato del Nevada ed è stata insignita negli anni scorsi come una delle migliori sale dello stato.

Ricordo brevemente che per la proiezione in IMAX 3D vengono utilizzati due proiettori, ciascuno con la sua pellicola 70mm a scorrimento orizzontale e filtro polarizzatore. Lo schermo ha una base che, spannometricamente, misura circa 20 metri (purtroppo non ho trovato informazioni tecniche al riguardo) mentre come posizione ero a circa 12 metri, in quarta fila, coccolato da comode poltrone reclinabili. Nonostante le premesse la qualità della riproduzione delle immagini è stata piuttosto deludente. Dettaglio piuttosto basso e accettabile solo al centro, contrasto piuttosto basso e colori poco saturi (rispetto alle visioni successive con proiettori digitali). Inoltre l'effetto 3D - piuttosto piacevole e naturale, mai esagerato - era minato da un effetto ghosting piuttosto evidente. Tra le colpe, probabilmente occhiali un po' troppo "invecchiati", come anche lo schermo. Quest'ultimo era chiaramente un silver screen di vecchia generazione, con una "texture" piuttosto evidente e fastidiosa. Tutto da buttare quindi? Non proprio. La luminosità era davvero ottima (quasi sovrabbondante) e l'audio, fortunatamente, mi ha pienamente conquistato.

Per maggiori info: www.brendentheatres.com - www.imax.com

Pagina 11 - Il giudizio tecnico di Emidio Frattaroli: RealD + Sony 4K

Per il secondo contatto con Avatar, ho avuto l'opportunità di visionare per la mia prima volta un'installazione davvero interessante e unica in tutta Italia. Si tratta della prima sala dotata di proiettore Sony CineAlta 4K con ottica speciale per la proiezione in formato stereoscopico a polarizzazione RealD, che si trova all'interno del Multiplex Nexus, nel centro commerciale "Le Torbiere" vicino al lago d'Iseo, in provincia di Brescia. Durante la lunga visita ho raccolto le informazioni necessarie per una piccola preview della sala che pubblicherò nelle prossime ore, in attesa di tornarci quanto prima per effettuare qualche misura. Lo schermo, che ha una base di 10,5 metri, è un "silver screen" di nuova generazione. Per la visione ho preferito la fila n.6 (delle 10 disponibili) che credo sia la migliore sia come rapporto di visione che come confort. Inizio con un ottimo giudizio dal punto di vista audio, per la naturalezza timbrica, assenza di fatica e la buona pressione sonora senza alcun tipo di distorsione.

La qualità della riproduzione video con il Sony 4K mi ha pienamente conquistato. La luminosità è davvero ottima, il rapporto di contrasto eccellente e i colori particolarmente "rigogliosi". Sotto questi ultimi due aspetti (colori e contrasto), la sala "3" del Nexus è quella che fino ad ora mi ha dato la migliore qualità visiva di Avatar . Ottimo anche il dettaglio, di una superiorità schiacciante rispetto a quello visto alla sala IMAX del Palms e superiore anche a quello dell'Adriano. Ricordo brevemente che, in configurazione stereoscopica, il Sony ha una risoluzione orizzontale di 2K poiché all'interno della matrice 4K proietta contemporaneamente le due immagini destra e sinistra, in senso verticale. L'effetto 3D che ho apprezzato al Nexus è decisamente convincente e naturale, assolutamente non affaticante, anche se è ancora visibile qualche leggero effetto ghosting (veramente leggero), specialmente nei "sottotitoli" e in particolari ad alto contrasto. Dovrò tornarci un'altra volta per approfondire l'argomento... Ebbene sì: ogni scusa è buona per tornare "ufficialmente" nella sala 3 del Nexus!

Per maggiori info: www.multiplexnexus.it

Pagina 12 - Il giudizio tecnico di Emidio Frattaroli: Dolby 3D + DLP 2K

Potevo forse fermarmi alla verifica di due soli sistemi di riproduzione 3D? In attesa di verificare le prestazioni con il sistema XpanD assieme ad Edoardo durante il prossimo week-end, ho approfittato di un breve soggiorno a Roma per acquistare un biglietto nella sala "4" al multisala Adriano, l'unica di tutta la struttura dotata di proiettore DLP a risoluzione 2K e sistema di riproduzione stereoscopico Dolby 3D. Ho osservato il film in sesta fila, in posizione centralissima, ad una distanza pari a circa 1,4 volte la base dello schermo. Quest'ultimo ha dimensioni piuttosto generose (forse 15 metri di base), un po' troppo considerata l'efficienza del sistema di riproduzione 3D. Infatti, appena iniziata la proiezione e indossati gli occhialini Dolby 3D (piuttosto distanti dagli occhi se si hanno già degli occhiali da vista)  la luminosità è chiaramente insufficiente. Così insufficiente che alcuni particolari sulle basse luci erano quasi impossibili da rilevare. Inoltre le luci rosse di emergenza degli scalini mi hanno dato veramente molto fastidio.

A parte i GRAVI problemi di luminosità, contrasto e colori sono davvero ottimi anche se i colori del Sony mi hanno convinto di più. Giudizio solo sufficiente per il dettaglio, minato da una messa a fuoco non uniforme, con evidenti limiti per la metà inferiore dell'immagine che suggerisce un posizionamento del proiettore fuori asse e inclinato verso il basso. Davvero ottima invece la separazione delle immagini stereoscopiche: l'effetto 3D è ben evidente e senza alcun effetto ghosting apprezzabile. Giudizio positivo anche per la riproduzione audio, con volume elevato ma senza distorsioni, dialoghi ben presenti e chiari e dinamica più che abbondante. Chiudo invece denunciando pubblicamente due cose che mi hanno fatto letteralmente INCAZZARE: prima di tutto il film è stato spezzato in due da un "intervallo" assolutamente arbitrario all'interno di un dialogo. E già qui... Inoltre l'intervallo è durato meno di 5 minuti, motivo per cui è continuata la vendita di prodotti alimentari anche a film abbondantemente riavviato. Roba da matti! Censurabile anche il comportamento nei titoli di coda: luci accese dopo appena pochi secondi. All'uscita ho tentato di chiedere spiegazioni al direttore di sala ma la ressa alle casse e il livello di adrenalina che avevo nel sangue mi hanno consigliato di riprovarci tra qualche giorno.

Per maggiori informazioni: http://adrianocecchigori.primissima.it

Nei prossimi giorni aggiungeremo due ulteriori pagine: una dedicata al sistema che abbiamo qui a Teramo (XpanD, occhiali LCD attivi) e un'altra anche alla sala Energia di Melzo.

Pagina 13 - Il giudizio tecnico di Alessio Tambone: RealD e Pellicola

Io invece ho scelto per le due visioni che avevo in mente un paragone tra una proiezione con sistema tridimensionale RealD nella catena The Space Cinema a Casamassima (BA) e una visione tradizionale con semplice pellicola presso il cinema Armenise a Bari. Nel primo caso con una posizione un po' troppo vicina allo schermo ho potuto godere di un'ottima luminosità sostenuta da colori abbastanza saturi. L'effetto 3D era sempre presente in maniera non fastidiosa tranne - in qualche sequenza - nelle zone laterali dello schermo. Nel mio caso, a differenza dell'esperienza di Emidio, ottimi e perfettamente leggibili i sottotitoli.

L'audio, pulito nei dialoghi e giusto nei volumi, non mi ha entusiasmato: sinceramente mi aspettavo di più. Panning presente ma mai sorprendente e bassi poco marcati hanno accompagnato tutta la visione del film. Alla fine è stata una proiezione comunque gradevole e soprattutto non pesante per gli occhi, fattore molto importante vista la durata del film e l'assenza di intervallo (scelta pienamente condivisa).

Mi sono quindi spostato al cinema Armenise per la mia visione del film in 2D. Tutto sommato buona la proiezione e la qualità della pellicola, con qualche indecisione sui dettagli nelle basse luci. Il film scorre con tranquillità e tecnicamente non risente della mancanza del 3D. La classica visione della pellicola è semplicemente più deficitaria dal punto di vista artistico - se mi passate il termine - con una spazialità quasi nulla rispetto alla proiezione 3D. Considerazione scontata mi direte, ma dato che apprezzo la stereoscopia molto più per la tridimensionalità oltre lo schermo e non per gli oggetti che ti vengono addosso... Allora 1 a 0 per il 3D!

Pagina 14 - Il giudizio tecnico di Edoardo Ercoli: XpanD + DLP 2K

Ho avuto l'opportunità di vedere Avatar in 3D presso la Multisala Smeraldo di Teramo, ovviamente il giudizio tecnico sul film è più che positivo, nel senso che rappresenta un evento talmente epocale che davvero nel mondo del cinema si potrà dire da adesso in poi che esista il prima ed il dopo Avatar. Dal punto di vista dell'immagine, accettato ormai il fatto che i sistemi 3D - al netto degli occhiali - abbattono la luminosità per più dell'80%, devo dire che sono rimasto molto contento. Il proiettore Christie CP2000-ZX, con lampada da 3000W nuova "di pacca", proiettava su uno schermo di 9.7 m di base con rapporto ovviamente 2.35:1. Il server utilizzato è il Quvis Cinema Player 4. La luminosità è molto alta e tale da non far rimpiangere la presenza dell'occhialino XpanD grazie appunto alle dimensioni ridotte della sala, appena 130 posti,  e dello schermo.

Ero seduto al centro in prima fila e da quella posizione lo spettacolo era davvero godibile. Il dettaglio era perfetto ed anche la messa a fuoco. Il film presenta una leggera dominante ciano, soprattutto nelle scene all'interno del laboratorio, chiaramente una scelta di regia, l'aggiunta dell'occhiale XpanD X101 aggiungeva una leggera dominante verde, resta a questo punto il dubbio se nella scelta della colorimetria Cameron abbia stato tenuto in conto questo aspetto, nel senso che bisognerebbe capire quella giusta intesa dal regista sia quella con o senza occhiale. In ogni caso nonostante la predominanza dei colori più freddi, i colori caldi risultavano comunque molto vivi, come per esempio quello della torcia che il protagonista accende di notte nella foresta, oppure il rosso-arancio del drago alato che Jack cavalca alla fine. Il risultato è stato quasi da proiezione ideale.

Unico piccolo difetto, un leggero ghosting percepibile soprattutto sui bordi estremi dello schermo, dovuto all'occhiale XpanD quando si utilizza la  zona periferica interna evidenziata dalle due frecce verdi (quindi con angolo di incidenza della luce molto elevato), non presente in tutte le scene e fortemente dipendente dall'angolazione con cui si guardava quella regioni del telo. Dal punto di vista acustico si capisce bene che la regia in tal senso è stata molto curata, purtroppo era a me ben noto che la sala in questione non rendesse il massimo sotto quel profilo, le basse frequenze erano fortemente penalizzate e l'unica cosa che davvero era equilibrata era la separazione dei canali e la direzionalità dei suoni. L'impianto dei diffusori è KCS.

Per maggiori informazioni: www.multisalasmeraldo.net

Pagina 15 - Il giudizio tecnico di Emidio Frattaroli: XpanD + 2 x DLP 2K

Ho avuto la fortuna di visionare Avatar anche nella "famigerata" sala Energia dell'Arcadia di Melzo: una delle più prestigiose sale cinematografiche di tutto il globo terracqueo che, per gli appassionati lettori di AV Magazine, non ha certo bisogno di presentazioni. Per gli amici dell'ultim'ora, riassumo brevemente qualche nota tecnica della sala. Partiamo prima di tutto dai videoproiettori. Ebbene sì: sono due poiché uno soltanto non avrebbe generato il flusso luminoso sufficiente in modalità "3D". Abbiamo quindi una coppia di videoproiettori Christie perfettamente sincronizzati tra loro. In pratica funzionano come un solo proiettore: entrambi proiettano nello stesso istante i fotogrammi per l'occhio sinistro e quelli per l'occhio destro.

Lo schermo, un perlux dalle dimensioni a dir poco generose, misura ben 30 metri di base ed è un pezzo unico, nel senso che non c'è alcuna "giuntura" che possa creare artefatti di sorta. La sala dispone di 630 posti su tre settori disposti su gradoni ben distanziati tra loro e di un sistema di riproduzione sonora che è il vero vanto dell'intera struttura. Ho verificato la qualità della riproduzione lo scorso gennaio, in posizione ideale: fila n.9 e posto centralissimo. Inizio col dire che la luminosità in modalità 3D è pienamente sufficiente e mi ha stupito positivamente. In altre parole è pienamente adeguata anche se inferiore a quanto osservato allo Smeraldo e al Nexus.

Ottime notizie anche per il dettaglio. Non ho apprezzato alcuna distorsione geometrica mentre messa a fuoco e dettaglio sembrano ottimi, a dispetto dei possibili problemi di convergenza tra i due proiettori. Anche i colori mi hanno stupito favorevolmente poiché la dominante "ciano-verde" era sì sempre visibile ma molto meno marcata, con tinte molto più naturali rispetto a molte altre strutture. Anche qui non posso sottrarmi ad un parallelo con il Sony del Nexus: se da un lato preferisco la naturalezza del bilanciamento cromatico dell'Arcadia, d'altra parte il Sony mi ha conquistato per ricchezza cromatica, sfumature e saturazione.

Sull'audio c'è veramente poco di cui parlare. Al netto delle recenti tarature fatte dai "signori THX" devo dire che è davvero impensabile riuscire a far meglio. Timbrica equilibrata, riverbero contenuto (a dispetto delle dimensioni della sala), zero affaticamento, basse frequenze estese all'inverosimile ma ben controllate. Dialoghi chiarissimi ed eccellente direzionalità degli effetti sonori. La dinamica poi è davvero straordinaria!

Per maggiori informazioni: www.multiplexarcadia.com

Pagina 16 - Conclusioni

Siamo arrivati alla conclusione di questo lungo vaggio nel mondo creato da James Cameron. Chiudiamo l'articolo partendo da un servizio della CNN che parlava della depressione post Avatar che ha colpito diversi spettatori americani dopo la visione del film. Riportiamo a questo proposito il messaggio che un utente ha postato sul forum ufficiale di Avatar qualche giorno fa: "Quando mi sono svegliato stamattina, dopo aver visto ieri per la prima volta Avatar, il mondo mi è sembrato… grigio. Era come se la mia intera vita, tutto ciò che ho fatto e per cui ho lavorato, avesse perso significato".

Non esprimiamo naturalmente commenti personali su questo messaggio ma sul senso del pensiero: Avatar attraverso l'utilizzo di una componente tecnica mai vista, trasporta lo spettatore in un mondo diverso e selvaggiamente attraente. James Cameron è riuscito attraverso i suoi esperimenti e la sua determinazione ad alzare di molto l'asticella del livello tecnico di Performance Capture, 3D, effetti speciali e tecniche di ripresa. Il film è uno spettacolo per gli occhi e consigliamo ai lettori di AV Magazine di vederlo comunque in 3D al cinema, per gustare appieno la spettacolarità delle immagini.

Per quanto riguarda le pecche di sceneggiatura rimandiamo invece il caro James e restiamo in attesa dei due sequel annunciati dallo stesso regista. La speranza è quella che Cameron con i nuovi episodi si dedichi attentamente anche allo script e non solo alla tecnica, esplorando in maniera intelligente il nuovo mondo creato. Polemiche, scetticismi e sopravvalutazioni: tutte idiozie. Avatar non sarà un film completo di tutto ma vi assicuriamo che Avatar è semplicemente Puro e Grande Cinema, un film che per i vari motivi elencati nelle pagine precedenti è entrato definitvamente nella Storia. Parola di AV Magazine!

Pagina 17 - La scheda del film


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Titolo: Avatar
Titolo originale: id.
Data di uscita: 15/01/2010
Durata: 160'
Paese: USA
Genere: Azione, fantascienza, thriller
Produzione: Twentieth Century-Fox Film Corporation, Giant Studios, Lightstorm Entertainment
Distribuzione: 20th Century Fox
Regia: James Cameron
Cast: Sam Worthington, Sigourney Weaver, Zoe Saldana, Michelle Rodriguez , Giovanni Ribisi, Joel Moore, Stephen Lang
Soggetto
: James Cameron
Sceneggiatura: James Cameron
Fotografia: Mauro Fiore
Musiche: James Horner
Montaggio: Stephen E. Rivkin, John Refoua
Scenografia: Robert Stromberg, Rick Carter
Costumi: Mayes C. Rubeo, Deborah L. Scott
Effetti: WETA Digital, IL&M, Framestore, Prime Focus, Hybride, Hydraulx
Sito internet ufficiale: www.avatarmovie.com
Sito internet italiano: www.avatarilfilm.it