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Dunkirk
Dunkirk
CineMan, Emidio Frattaroli - 28 Agosto 2017
“Primavera 1940: l'inarrestabile avanzata nazista sul suolo francese chiude in una gigantesca sacca le truppe alleate che si ritrovano a ridosso del mare, incapaci di riorganizzarsi e contrattaccare, in attesa di un insperato salvataggio. Il film, girato in pellicola 65mm, verrą distribuito in 4 diversi formati con risultati molto diversi”
Pagina 1 - Introduzione: il film

Primavera 1940. L'inarrestabile avanzata nazista sul suolo francese chiude in una gigantesca sacca le truppe alleate: britannici, francesi, belgi e canadesi si ritrovano a ridosso del mare, incapaci di riorganizzarsi e contrattaccare, in attesa di un insperato  salvataggio. 

Il racconto è principalmente incentrato sul fante britannico Tommy (Fionn Whitehead) dopo avere raggiunto la sterminata spiaggia di Dunkerque ma la narrazione è corale e si snoda attraverso tre diverse macro-prospettive e diversi piani temporali: via terra con le vicende dei soldati in fuga, per mare con le imbarcazioni civili che sfidarono intemperie, marina e aviazione nemica pur di portare aiuto, per cielo con Farrier (Tom Hardy), abile pilota di Spitfire assieme ad altri pochi arditi a contrastare la Luftwaffe. 


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Attraverso un abile intreccio, i tre piani del racconto si intersecano più volte, ripetuti balzi temporali che susseguendosi vi aggiungono elementi e completano i tasselli delle vicende che vedono coinvolti i vari protagonisti. Un'opera di rara portata emozionale che travolge sin dai primi istanti, avvinghia lo spettatore in un serrato livello di tensione senza mai mollare la presa, trasmettendo un inquietante senso di disagio e annichilimento. 

Nolan non indugia eccessivamente sui particolari più macabri, si mantiene a una distanza maggiore di quanto non abbia fatto Spielberg in “Salvate il soldato Ryan” eppure senso di soffocamento, terrore e adrenalina sono costanti.  Pochi secondi e si vive letteralmente in prima persona il dramma di una sconfitta strategica alleata che mutò in rivalsa morale, quando Churchill rifiutò di arrendersi ai tedeschi nutrendo la speranza di recuperare almeno 30.000 uomini, mentre ne furono salvati oltre 300.000.


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Il cinematographer Hoyte Van Hoytema, il cui contributo a “Interstellar” tanto aveva fatto discutere, stavolta ha centrato l'obiettivo in tutti i sensi, immagini fredde e insature cariche di emotività, tutto a fuoco nella magnificenza del 65 mm a cui sono stati ricondotti gli aspect ratio scelti per le riprese. Uno tsunami di sensazioni forti e indelebili dimostrando quanto questo antico formato analogico abbia ancora da dire nel 2017.  

Pagina 2 - Formati e risoluzione di Dunkirk


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Dunkirk sarà distribuito in Italia in quasi tutti i formati, già utilizzati per gli Stati Uniti e per pochi altri Paesi. Il film è stato registrato in due formati e soltanto in negativo 65mm, ovvero il classico formato IMAX 65mm a scorrimento orizzontale (largo e costoso) e il tradizionale 65mm a scorrimento verticale, messi a confronto qui in alto. Per essere chiari, si tratta dello stesso identico negativo 65mm che, a seconda della camera da presa utilizzata, viene sfruttato in maniera differente. Mentre per Interstellar l'utilizzo del negativo IMAX a 15 perforazioni era stato riservato soltanto ad un terzo del film, per Dunkirk la proporzione è decisamente a favore del 65mm orizzontale, utilizzato per tre quarti dell'intero film (fonte Kodak).

Prima di parlare di risoluzione è necessaria una premessa. Secondo ARRI (ARRI 4K+ Systems technology brochure - K5.40455.0) la risoluzione di un negativo a bassa sensibilità (50 ASA) è al massimo di circa 160 linee per millimetro sulla componente verde. Con questa premessa, la risoluzione orizzontale massima di un negativo 35mm è circa 4,2K, quella di un negativo 65mm a scorrimento verticale è 8,7K e quella di un negativo 65mm a scorrimento orizzontale (IMAX) sfiora la risoluzione di 12K. Se invece della componente verde si analizzassero tutte e tre le componenti (RGB) e si tenesse conto anche di altri fattori, come la sensibilità di alcune pellicole (250 ASA e 500 ASA) e i compromessi introdotti dalle ottiche, la risoluzione reale del negativo sarebbe più che dimezzata.


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Al di là dei negativi utilizzati, a noi interessa mettere a confronto i formati che poi vengono riprodotti in sala. Motivo per cui ci limiteremo all'analisi della risoluzione dei "positivi" in pellicola e dei formati digitali. Il negativo 65mm a 5 perforazioni, una volta sviluppato e aggiunto alle tracce audio, acquista una "larghezza" di 70mm ma l'area d'immagine rimane sempre di circa 52mm. Per il calcolo della risoluzione siamo partiti dalla risoluzione effettiva del positivo 35mm, intesa come capacità di risoluzione sullo schermo di proiezione, quindi considerando anche l'obiettivo del cineproiettore e lo schermo.

La risoluzione del positivo in questo caso scende a meno di 50 linee per millimetro (rispetto alle dimensioni del fotogramma sulla pellicola) che si traduce in circa 1.250 punti di risoluzione orizzontale per il formato 35mm. In realtà, il 35mm anamorfico (come tutti i formati "scope"), avrebbe una risoluzione orizzontale ancora inferiore (addirittura inferiore a 1K), soprattutto a causa dell'interposizione dell'aggiuntivo anamorfico... Per evitare di introdurre troppe variabili, non lo abbiamo considerato. Con questa premessa il formato 70mm a 5 perforazioni e a scorrimento verticale dovrebbe avere una risoluzione orizzontale doppia, pari a circa 2,5K. Il formato IMAX 70mm da 15 perforazioni a scorrimento orizzontale dovrebbe avere una risoluzione di circa 3,5K.

Nella realtà la risoluzione dell'IMAX 70mm potrebbe essere leggermente superiore a 3,5K poiché la planarità e stabilità meccanica di questo grande formato sono decisamente superiori ai due altri formati a scorrimento verticale. La risoluzione effettiva, tenendo conto tutti i vantaggi tecnologici, come l'elevata stabilità di quadro e la straordinaria planarità, (quindi anche per l'uniformità della messa a fuoco) potrebbe consentirgli di superare la risoluzione orizzontale 4K.

 
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Ed ora invece passiamo al digitale. In questo caso la risoluzione di partenza del DCP di Dunkirk per la distribuzione "tradizionale" prevede un file con fotogrammi in formato "flat" (quindi con risoluzione di 3996x2160) di cui però sono effettivamente utilizzate soltanto 1818 linee orizzontali (3996x1818), con le altre 342 linee (171 in alto e 171 in basso) completamente nere. In un comunicato agli esercenti, la distribuzione consiglia di selezionare sui proiettori il rapporto d'aspetto "flat", quindi 1,85:1. In questo caso però il film avrà delle piccole bande nere sopra e sotto lo schermo. Alcuni cinema, fortunatamente, hanno predisposto un nuovo banco di memoria proprio per Dunkirk, in modo da sfruttare completamente l'altezza dello schermo.

In altre parole, il DCP di Dunkirk per la distribuzione "tradizionale" ha un rapporto d'aspetto pari a 2,2:1 e una risoluzione - lo ripetiamo - di 3996x1818 pixel Per la visione nelle sale IMAX invece sono previsti due diversi formati. Nelle sale IMAX digital 2K e lampada allo xenon, dovrebbe essere riprodotto un file con risoluzione di 1998x1050 pixel e rapporto d'aspetto pari a 1,9:1, quindi con più informazioni in alto e in basso rispetto alle proiezioni 2K e 4K tradizionali. Nelle sale IMAX digital 4K con proiettori laser (come nella nuova sala UCI ad Orio al Serio), dovrebbe essere riprodotto un file con due diversi rapporti d'aspetto: per tre quarti della durata il film dovrebbe essere con risoluzione di 3089x2160 e rapporto di 1,43:1 mentre per il resto dovrebbe essere con risoluzione di 3996x2100 e rapporto d'aspetto in 1,9:1.


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C'è un'ultimo importante aspetto che ha effetti importanti nella reale risoluzione delle immagini proiettate e riguarda il numero di proiettori impiegati. In alcune sale molto grandi, per riempire schermi di generose dimensioni, sempre più spesso vengono utilizzati due proiettori in stack (di lato, molto vicini tra loro). In questo caso, due immagini sovrapposte a risoluzione 4K, difficilmente avranno la stessa risoluzione e lo stesso dettaglio di una sola immagine 4K riprodotta con un solo proiettore. Ovviamente è impossibile generalizzare ed è altamente probabile che il risultato finale ottenuto con doppia proiezione perfettamente tarato e allineato (come mi aspetto che succeda nella nuova sala IMAX ad Orio al Serio) sia comunque altamente spettacolare.

In conclusione, in quale formato bisognerebbe vedere Dunkirk? Ancora una volta Nolan e la produzione di Dunkirk hanno scelto di dare un enorme vantaggio alla distribuzione IMAX non solo per il formato ma anche in termini di risoluzione in senso verticale. In ogni modo, considerata l'elevata spettacolarità di alcune inquadrature, se non siete troppo lontani vi suggeriamo di godere della proiezione di Dunkirk sia in digitale che in pellicola 70mm e di suggerire magari nel nostro forum quale formato preferite di più. Ricordate anche che la vostra acutezza visiva e la distanza di visione sono elementi altrettanto importanti per apprezzare elementi della qualità d'immagine come risoluzione e dettaglio. Ad esempio, se volete apprezzare realmente la risoluzione 4K, è necessario sedersi con rapporto di visione quasi unitario: schermo da 30 metri di base visto ad una distanza di 30 metri.

Per approfondire gli argomenti sulla risoluzione del formato IMAX e il confronto con il digitale vi consigliamo di consultare le pagine 9, 10 e 11 dell'articolo su Interstellar pubblicato nel novembre 2014 e disponibile a questo indirizzo: www.avmagazine.it/articoli/cinema/959/interstellar_9.html

 

 

Pagina 3 - L'anteprima in 70mm all'Arcadia


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L'anteprima presso Arcadia Melzo in pellicola 70mm, immersi in sala Energia, è stata un'autentica folgorazione visiva e sonora, con rapporto d'aspetto in 2.20:1 e proiettore Cinemeccanica Victoria VIII. Perché lo spettacolo concertato da Nolan, qui co-produttore e sceneggiatore oltre che regista, è stato un viaggio sensoriale a 360 gradi, un racconto bellico che pervade e scuote sin dal prologo per le vie di Dunquerque per potenza e magnificenza cinematica, per potenza e magnificenza di una colonna sonora a  6 tracce non compresse, travolgente dinamica delle composizioni del maestro Hans Zimmer, alla sesta collaborazione con Nolan.

 
A destra un pezzo della pellicola 70mm che verrà data agli spettatori di Dunkirk della Sala Energia

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Un perenne crescendo di vibrante angoscia ottenuto sfruttando la cosiddetta Scala Shepard, dal nome del suo inventore, suonando una scala contemporaneamente su molteplici ottave, aumentando e diminuendo d'intensità allo stesso momento, illusione sonora di crescita infinita che in passato il regista sfruttò in “The Prestige”. Cornice all'accompagnamento musicale il ricorrente tichettio delle lancette, a scandire l'inesorabile trascorrere degli eventi, tempo di cui gli alleati non disponevano per salvare la propria armata, escamotage presente in “Interstellar” qui ancor più incisivo.


Piero Fumagalli illustra la proiezione in 70mm per il film "Interstellar"
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Piero Fumagalli, proiezionista d'eccezione proprio in occasione dell'anteprima, ha giustamente tenuto a sottolineare che “Dunkirk” è un film che va vissuto in 70mm per non snaturarne la natura artistica e noi non possiamo che essere d'accordo. Capolavoro imperdibile e uno dei migliori film di guerra di tutti i tempi.