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The Aviator
The Aviator
Alessio Tambone - 21 Febbraio 2005
“Leonardo DiCaprio indossa le ali che Martin Scorsese ha costruito per lui. Si viaggia nel cielo e si rimane affascinati dalla personalità restituita da DiCaprio. In questi giorni nelle nostre sale c'è The Aviator: vincitore ai Golden Globe e candidato con 11 nomination agli Oscar.”
Pagina 1 - La storia

Martin Scorsese continua a raccontarci la storia della sua America. Torna dopo Gangs of New York, sempre con Leonardo DiCaprio, nel quale narrava la battaglia tra le bande dei Five Points del 19° secolo. Questa volta ci catapulta nel 20° secolo, tra la fine degli anni '20 e la prima metà dei '40. Al centro della scena c'è Howard Hughes, l'uomo dei sogni che ereditò a soli 19 anni una fortuna colossale: la Hughes Tool Company, la più importante azienda di trivellazione del mondo. Questo gli permise di trasferirsi a Hollywood e di iniziare una carriera cinematografica come regista/produttore.

E' in questo contesto che si inserisce il film "Gli angeli dell'inferno" (titolo originale "Hell's angels"), film dal budget colossale di 4 milioni di dollari. A quell'epoca le produzioni più costose erano quelle da 70 mila dollari. Il film fu girato con l'attrice norvegese Greta Nissen e fu ultimato in 3 anni, in concomitanza con l'arrivo del sonoro. Quindi Hughes decise di rigirare le scene per poter sfruttare l'innovazione sonora, sostituendo la Nissen - che aveva un forte accento norvegese - con Jean Harlow, talmente bella e e sexy che per lei fu coniata l'espressione "sex-appeal".

Ma il cinema non era la sola passione di Hughes. Oltre alle donne (le dive Katharine Hepburne, Ava Gardner, la già citata Jean Harlow, ecc...) si dedicò all'aviazione, progettando e guidando in prima persona le sue creazione. Abbattè numerosi record (ad esempio quello della velocità), acquisì la compagnia TWA, opponendosi alla Pan-Am, ed inventò l'antenato dei nostri moderni cargo: l'HK-1 Spruce Goose.

Il film The Aviator, da buon "polpettone americano", si ferma qui. Si accenna alla crisi di Hughes dovuta alle sue manie e alle sue paure, ma tutto si ferma più o meno nel 1945, mostrando tutto sommato il lato più positivo di Hughes. Sarebbe stato interessante proseguire, per fornire una biografia completa del genio americano. Ricordiamo ad esempio che negli anni '50 e '60 fu collegato a Richard Nixon e all'omicidio di J. F. Kennedy: il cecchino Lee Oswald si nascose in un albergo di proprietà di Hughes.

Per la cronaca: Howard Hughes morì il 5 aprile 1976, dopo essere rimasto isolato da tutti per molti anni. Era diventato praticamente irriconoscibile e il medico che constatò il decesso fu costretto a confrontare le impronte digitali per assicurarsi dell'identità del cadavere. Ormai non vedeva la luce da molti anni; non si tagliava capelli e barba da 15; le unghie, lunghe ed incurvate, erano diventate gialle a causa di un fungo. L'autopsia rivelò numerosi buchi dovuti ad iniezioni e nel braccio furono ritrovati sette aghi rotti dovuti alle iniezioni di codeina (della quale non si parla nel film) e di morfina.

Pagina 2 - Il film

The Aviator ha vinto il Golden Globe 2005 come migliore film drammatico, migliore attore protagonista in film drammatico (Leonardo DiCaprio) e migliore colonna sonora originale (Howard Shore). Inoltre ha conquistato 11 nomination agli Oscar: Miglior film, Miglior attore protagonista (Leonardo Di Caprio), Miglior attore non protagonista (Alan Alda), Miglior attrice non protagonista (Cate Blanchett), Miglior regia (Martin Scorsese), Migliore sceneggiatura originale (John Logan), Miglior fotografia (Robert Richardson), Miglior montaggio (Thelma Schoonmaker), Miglior scenografia (Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo), Migliori costumi (Sandy Powell), Miglior suono (Tom Fleischman e Petur Hliddal).

Il film è un po' lontano dai capolavori che appartengono all'esperienza di Scorsese. Nelle quasi tre ore di film ci sono evidenti cali di tensione (specialmente nella seconda parte) che spezzano il ritmo della pellicola, vitale per film così lunghi. Al contrario di altri film biografici non siamo di fronte ad un mero elenco di fatti, questo no, ma le ossessioni e gli spelling del protagonista sono riproposti troppe volte e senza una particolare motivazione. Q-U-A-R-A-N-T-E-N-A è una parola sicuramente significativa all'interno della storia, ma è riproposta troppo "ossessivamente" (perdonate il gioco di parole). Altre pellicole dimostrano che i disturbi psicologici dei personaggi possono essere rappresentati anche senza forzare la mano (vedi Johnny Deep in Secret window).

Senza dubbio ad alzare il livello tecnico ci pensa la regia. Scorsese è sempre attento e ci regala scene spettacolari (in particolare la ripresa di "Hell's angels" e l'incidente di Hughes). L'esperienza e la padronanza del mestiere ci sono e si vedono. Alcune riprese in pianosequenza rendono la scena dinamica e sicuramente piacevole da vedere, mentre l'uso di primi e primissimi piani ci costringe ad avvicinarci al personaggio e a calarci nella situazione. La stessa cosa non si può dire del montaggio, a tratti snervante a causa dell'imprecisione dei tagli realizzata.

Il cast è ottimo, nella composizione e nella qualità della recitazione. Leonardo DiCaprio si cala perfettamente nella parte e ci restituisce un Howard Hughes deciso, competente, carismatico e lunatico.  È DiCaprio che ha dato in parte l'input al progetto. E' rimasto affascinato dalla figura di Hughes nove anni fa, quando ha letto una sua biografia. Da quel momento, coinvolgendo il produttore Michael Mann e Martin Scorsese, ha continuato a lavorare per portare Hughes sul grande schermo: DiCaprio è infatti anche produttore esecutivo del film.

Tutti gli altri attori non protagonisti sono eccezionali: Kate Beckinsale è diventata Ava Gardner, una delle donne più belle mai esistite; Cate Blanchett ha vestito invece i panni di Katharine Hepburn e la cantante dei No Doubt Gwen Stefani ha interpretato Jean Harlow. Presenti anche Jude Law (che interpreta lo scanzonato Errol Flynn) ed un fantastico "cattivo" Alan Alda nel ruolo del senatore Ralph Owen Brewster.

Il film si snoda in un periodo di circa 15 anni, caratterizzato dalla grande trasformazione di Hollywood, nel pieno della sua età d'oro. Queste trasformazioni sono visibili attraverso le scenografie, i costumi e la fotografia. Dante Ferretti (candidato agli Oscar per l'ennesima volta) ricostruisce in modo esemplare e sublime gli studi di Hughes e soprattutto i vari locali e ristoranti dell'epoca, popolati da persone in abiti eleganti e leggendari ideati da Sandy Powell, già responsabile dei costumi per i film Gangs of New York e Shakespeare in love.

Pagina 3 - Tecnica audio e video

Il lavoro di post produzione con tecnologie digitali compiuto per The Aviator va al di là degli classici "effetti speciali". Citiamo ad esempio il notevole lavoro compiuto in sinergia con il Direttore della fotografia per ottenere lo stesso feeling delle pellicole cinematografiche d'epoca. Si potrebbe infatti quasi parlare di film nel film. L'uso di vari filtri ha permesso di variare, oltre che alle sfumature, anche i colori nella pellicola (in molte scene il colore verde è sostituito dal blu) ripercorrendo quindi di fatto le innovazioni del colore dovute alle nuove pellicole di quegli anni. 

Gli elementi e le animazioni in CG sono molto utili ed efficaci per portare lo spettatore "nell'abitacolo dell'aereo". Eppure non sono esenti da pecche. In alcune scene in volo, quindi con grandi problemi di riflesso delle luci, gli aerei non sembrano verosimili e si inseriscono nel contesto della scena con qualche difficoltà. Invece il lavoro compiuto per la battaglia del film "Hell's angels", riprendendo dei modellini in scala, è eccellente.

Per quel che riguarda l'audio, abbiamo ascoltato esclusivamente la traccia in formato DTS che ci ha soddisfatto, sia per quanto riguarda l'equilibrio generale delle frequenze in gioco ma anche per la chiarezza del parlato. La riproduzione sonora si concentra principalmente sui canali anteriori mentre quelli posteriori e il subwoofer entrano in gioco durante le riprese del film "Hell's angels" e nei voli di Hughes. In questo caso specifico, in particolare nella scena finale dello Spruce Goose, i canali posteriori risultano ben bilanciati. La copia utilizzata per la proiezione era in ottime condizioni e metteva in luce l'enorme lavoro operato nelle molteplici scelte del Registra e del Direttore della fotografia, specialmente per le caratteristiche cromatiche che simulano l'utilizzo di pellicole d'epoca.

Pagina 4 - La colonna sonora

Sono disponibili sul mercato due CD Audio della colonna sonora di The Aviator. Il primo racchiude i brani composti da Howard Shore, vincitore del Golden Globe e candidato agli Oscar. Ma la track list non colpisce profondamente, al pari di quella della trilogia de Il Signore degli Anelli (musicata sempre da Shore).

Si parte con Icarus, brano di chiare melodie barocche, che con l'uso del basso continuo e degli archi in sequenza si rifà esplicitamente alla musica sinfonica di Vivaldi e Gabrieli. Quindi si torna sui binari un più classici delle musiche da film, con orchestra guidata da archi e scandita dall'uso dei timpani. Piccole disgressioni si hanno quando sonorità spagnoleggianti irrompono sulla scena: nacchere e chitarra classica vengono infatti utilizzate in H-1 racer plane, Howard Robard Hughes, Jr., 7000 romaine e The way of the future. Variazioni anche in Quarantine, dove i piatti portano il tempo per l'orchestra.

 

1. Icarus 
2. There is no great genius without some form of madness 
3. Murfield 
4. H-1 racer plane 
5. Quarantine 
6. Hollywood 1927 
7. The mighty Hercules 
8. Howard Robard Hughes, Jr. 
9. America's aviation hero 
10. 7000 romaine 
11. The germ free zone
12. Screening room
13. Long Beach Harbour 1947
14. The way of the future

Un diverso impatto ha invece il secondo cd, che contiene unicamente i brani di jazz, swing e pop che appaiono nel film. Di questi brani alcuni sono incisioni originali degli anni venti, trenta e quaranta, mentre altri sono degli adattamenti moderni di brani dell'epoca. La qualità è molto alta e per capirlo basta guardare qualche nome: Benny Goodman, Django Reinhardt, Glenn Miller, Bing Crosby. Che dire di più?

1. Shake that thing (Vince Giordano)
2. I'll build a stairway to paradise (Rufus Wainwright)
3. Somebody stole my gal (the Original Memphis Five)
4. Fireworks (the Original Memphis Five)
5. Yellow Dog Blues (Vince Giordano)
6. Thanks (Bing Crosby and the Jimmy Grier Orchestra)
7. Happy Feet (the Manhattan Rhythm Kings)
8. After You've Gone (Loudon Wainwright III)
9. Moonglow (Benny Goodman)
10. I Can't Give You Anything But Love (Django Reinhardt & Freddy Taylor)
11. Ain't Cha Glad (David Johansen)
12. Nightmare (Artie Shaw and His Orchestra)
13. Stardust (Vince Giordano)
14. Do I Worry? (the Ink Spots)
15. I'll Be Seeing You (Martha Wainwright)
16. Back Beat Boogie (Harry James and His Orchestra)
17. Moonlight Serenade (Glenn Miller and His Orchestra)
18. Howard Hughes (Leadbelly)

Pagina 5 - La scheda

Titolo: The Aviator
Titolo originale: id.
Data di uscita: 28/01/2005
Durata: 169'
Paese: Germania; Giappone; USA
Formato: scope 2,35:1
Audio: Dolby SR, Dolby Digital, DTS, SDDS
Genere: Drammatico
Produzione: Sandy Climan, Leonardo DiCaprio, Charles Evans Jr., Graham King e Michael Mann per Warner Bros., Miramax Films, IEG, Forward Pass, Appian Way, Cappa Productions
Distribuzione: 01 Distribution
Regia: Martin Scorsese
Attori principali: Leonardo Dicaprio; Cate Blanchett; Kate Beckinsale; Gwen Stefani; Adam Scott; Kelly Garner; Ian Holm; Alan Alda; Alec Baldwin; Emma Campbell; Jude Law
Soggetto
: John Logan
Sceneggiatura: John Logan
Fotografia: Robert Richardson
Musiche: Howard Shore, AA. VV.
Scenografia: Dante Ferretti
Costumi: Sandy Powell
Montaggio: Thelma Schoonmaker
Effetti: Aero Telemetry Corporation, Camera E-Motion, New Deal Studios, R. Bruce Steinheimer, Richard L. Thompson, Sony Pictures Imageworks