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Il disco del mese - luglio 2018
Il disco del mese - luglio 2018
Marco Cicogna - 24 Luglio 2018
“Una valida esecuzione e una corretta registrazione sono aspetti che contano più del formato audio: mi piace questo mese proporre alcune “semplici” registrazioni in formato CD Audio, scelte dal vasto catalogo Decca, utili per proporre pagine celebri un un suono corretto ed equilibrato.”
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Si parla molto di formati in alta definizione ma una valida esecuzione e una corretta registrazione, sono aspetti che contano più del formato audio. Mi piace questo mese proporre alcune “semplici” registrazioni in CD scelte dal vasto catalogo Decca, utili per proporre pagine celebri un un suono corretto ed equilibrato. Il “Decca Sound” orchestrale è stato (pensiamo ai notevoli LP degli anni '60 e '70) e continua ad essere una fonte discografica autorevole le cui registrazioni hanno appagato gli appassionati di riproduzione sonora sin dalle prime incisioni stereofoniche della fine degli anni Cinquanta. Questa “vocazione audiofila” non è venuta meno nel corso degli anni e si conferma anche nei tanti dischi dedicati al pianoforte, quelli più attuali disponibili anche in 24/96. Questi CD dimostrano come il buon vecchio CD abbia ancora molto da raccontare, in grado di mettere in evidenza lo smalto timbrico dell'impianto e regalare momenti di grande musica.  

BEETHOVEN
Le Sinfonie
Gewandhausorchester Leipzig 
Dir. Riccardo Chailly
5 CD Decca
Disponibile su Amazon.it - circa 25 Euro

Recente la solida integrale delle sinfonie di Beethoven in casa Decca, in un cofanetto da 5 CD che comprende anche le Ouvertures. L'incarico di Riccardo Chailly come Kappelmeister a Lipsia nel 2005 si è concluso nel 2016. Chailly è rientrato alla Scala di Milano e tiene salde le redini dopo Abbado del Festival di Lucerna. Proprio con la storica orchestra di Lipsia ci sono testimonianze audio (e video con degli eccellenti Blu Ray di cui abbiamo già parlato proprio su AV Magazine, recentissima la poderosa Prima) a dimostrare un ufficio prestigioso alla testa di un'orchestra che vanta una storia plurisecolare. La tradizione di questa formazione con i grandi classici è indiscussa, ma il DNA musicale non può mancare i forti legami anche con la musica di Bach, tanto radicata proprio a Lipsia. Questa integrale nasce da registrazioni effettuate negli ultimi anni di Chailly al Gewandhaus, una preparazione alla importante tournèe europea del 2015 dedicata proprio alle sinfonie di Beethoven (tutte eseguite nel corso di diverse serate tanto a Parigi alla Salle Pleyel, quanto a Londra nel Barbican Center). 

Il primo aspetto riguarda la scelta di tempi alquanto spediti, che colgono di sorpresa soprattutto nell'incipit della Quinta. Si coglie tuttavia il senso di una originale rivisitazione, nel raffinato equilibrio tra il titanismo di possenti letture di un passato non troppo lontano e scelte di fattura più “classica” in chiave filologica e quasi-filologica degli anni più recenti. Il fraseggio è agile eppure accurato, forte di una scansione ritmica che in ogni parte appare il punto di forza di questa integrale, una tappa importante ma non esclusiva di un percorso musicale in cui Chailly ha offerto prove significative con autori lontani tra loro come Bach e Gershwin. Il Beethoven giovanile della Prima e della Seconda esce in questa lettura come fortificato, i toni brillanti, a tratti incisivi, pienamente convincenti. Si coglie appieno lo smalto prezioso dell'orchestra di Lipsia, con il timbro vellutato degli archi che accarezzano la nota scritta nel primo tempo della Pastorale, senza mancare il necessario turgore nel sostenere il ritmo vivacissimo imposto alla conclusione della Settima, da lasciare senza fiato. Ripresa sonora molto naturale, dai toni leggeri e luminosi impreziositi da una assoluta trasparenza nel piani sonori. Si apprezza la morbidezza del timbro degli archi e la dinamica ampia e coinvolgente. Un “Decca Sound” di riferimento.

 

GERSHWIN
Rhapsody in Blue, Piano Concerto in F
Jean-Yves Thibaudet, pianoforte
Baltimore Symphony Orchestra
Dir. Marin Alsop
CD Decca
Disponibile su Amazon.it a circa 11 Euro

Ancora una vibrante e ben confezionata incisione della celebre “Rapsodia in Blue” in casa Decca, che si affianca (per chi volesse approfondire) a quella, apprezzata e resa celebre dalla stampa anche non specializzata, realizzata dalla intesa italiana del pianista Stefano Bollani con Riccardo Chailly (con il Gewandhaus di Lipsia). Questa eseguita dal solido ed esuberante pianista francese Jean-Ives Thibaudet è in effetti precedente e come nel disco di Bollani propone la Rapsodia in versione originale per jazz band, ben diversa da quella sinfonica orchestrata da Grofè che si ascolta prevalentemente. Anche il Concerto in Fa lo ascoltiamo in versione jazz, nell'arrangiamento del 1928 realizzato per l'orchestra di Paul Whiteman, mente il pezzo “riempitivo” del CD è costituito dalle godibilissime “Variations on I got Rhythm”.  

Thibaudet, ripreso dal vivo, è brillante, incisivo, suona con vigore esaltando i tratti dinamici e virtuosistici del brano esibendo una tecnica prodigiosa. L'orchestra è quella di Baltimora, condotta con autorevolezza da Marin Alsop che si cala senza mezzi termini nell'atmosfera swing di queste pagine. Il sapore delle grandi formazioni jazz del passato appare qui ancora più convincente rispetto alla lettura Bollani-Chailly, mentre lo smalto di Thibaudet, complice l'atmosfera del concerto pubblico, risulta talvolta persino sopra le righe in quella che è in ogni caso una lettura intensa ed originale. Incisione trasparente e dettagliata che esibisce un timbro eccellente in ogni sezione strumentale. Per gli audiofili segnaliamo la ghiotta opportunità di poter confrontare la stessa versione della Rapsodia incisa non soltanto dalla stessa etichetta, ma persino dallo stesso ingegnere del suono (Philip Siney).

 

PROKOFIEV
“Romeo e Giulietta”
(balletto completo)
Royal Philarmonic Orchestra 
Dir. Vladimir Ashkenazy
2 CD Decca
Disponibile su Amazon.it a circa 23 Euro

Questa bella incisione della versione integrale del Romeo e Giulietta di Prokofiev risale al 1991, ma dimostra il notevole impegno che Ashkenazy (all’epoca attivamente impegnato in casa Decca come direttore) dimostra in questa partitura e della qualità della registrazione, davvero superlativa. Un fine lavoro di concertazione rende particolarmente esaltante lo smalto dell’orchestra londinese, dotata di fiati tecnicamente impeccabili e di una coesione che la pone in grado di superare senza affanni le parti più critiche di questa pagina. Ad Ashkenazy non manca il senso narrativo e si crogiola senza troppi drammi nella bellezza esteriore di una struttura orchestrale tra le più gradevoli del Novecento, senza rinunciare a calcare la mano nelle parti dove l’azione si fa intensa. La giovane Giulietta è dipinta con grazia e leggerezza, archi vivaci, legni dal ritmo incisivo, mai nevrotico. In altre parti prevale la nobiltà di una visione grandiosa, dai contorni solidi. Il materiale sonoro appare scorrere con maggiore viscosità rispetto ad altre letture, ma regala qui una “Danza dei Cavalieri” e una “Morte di Tibaldo di straordinario impatto emotivo, per una quasi esasperante lentezza ed il lancinante grido degli ottoni. Il “Decca Sound” di qualche anno fa non ha nulla da invidiare ai nuovi formati audio ad alta densità. Notevole la dinamica, da dimostrazione le resa del dettaglio strumentale.

 

CHOPIN
Walzer 
Pietro De Maria, pianoforte
CD Decca
Integrale Chopin - De Maria (13 dischi) su Amazon.it a circa 60 Euro

Non c’è soltanto la musica per grande orchestra sinfonica a dare del filo da torcere agli impianti più blasonati. Anche nell’ambito del vasto repertorio per pianoforte, non possiamo “limitarci” ai “Quadri” di Mussorgsky o alle possenti pagine di Liszt. Qui vorrei proporre le trame pianistiche raffinate di Chopin, in una dinamica incisione Decca. In tempi recenti è stata pubblicata dalla celebre etichetta la registrazione integrale di Chopin con il pianista veneziano Pietro De Maria. Coraggiosa l'iniziativa della “divisione italiana” della Decca che, responsabile Mirko Gratton, ha potuto dare spazio in questi ultimi anni a validi interpreti nazionali emergenti. Tra questi De Maria è tra i più stimolanti, come già visto nei CD dedicati di volta in volta agli Studi, alle Sonate, ai Notturni, alle Ballate e agli Improvvisi. I riscontri da parte della critica sono positivi, ci stupisce semmai la poca notorietà di queste incisioni al di fuori del nostro Paese. 

Ascoltando questo CD dedicato ai Walzer (op. 18, op 34, op. 42, op 69 e op. 70) si resta colpiti dalla fresca spontaneità di una lettura che non si limita alla pur attenta esecuzione testuale, ma sembra cogliere il linguaggio di Chopin, poeta delle “piccole forme”, in una fine simbiosi tra autore ed interprete. Raffinato ed equilibrato, il tocco di De Maria scorre sulla tastiera con leggerezza, in una felice introspezione nel tessuto sonoro che appare voler porre in secondo piano le pur innegabili doti di potenza. La registrazione è stata effettuata a Montevarchi (Arezzo) in momenti diversi tra il 2007 e il 2008, ma tanto nell'esecuzione quanto nelle sonorità appare omogenea. Timbro chiaro e ben definito, notevole trasparenza nella resa del pianoforte, con dinamiche naturali e parte sinistra della tastiera appena in secondo piano. Da ascoltare facendo attenzione alla percezione delle piccole sfumature nel fraseggio, alla cura dei contrasti dinamici “minori”, al respiro lieve eppure palpabile di uno strumento che si conferma uno dei più difficili da riprodurre con naturalezza.