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Test: B&W 804 D3
Test: B&W 804 D3
Gian Piero Matarazzo - 03 Febbraio 2017
“Nuova serie di diffusori del costruttore inglese e nuovo e succoso test per i nostri amici audiofili: in apparenza simile al vecchio modello, le nuove 804 si giovano, tra l’altro, di un nuovo corso intrapreso dai progettisti inglesi, volto a massimizzare la resa in ambiente anche a discapito di qualche misura non proprio rettilinea”
Pagina 1 - Introduzione e caratteristiche


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Tanto tuonò che piovve, e dopo la presentazione a Monaco ecco che le 804 D3, ben fasciate in un imballo a prova di tutto, fanno il proprio trionfale ingresso in laboratorio. Occorre ammettere che pesano abbastanza anche se con l’aiuto del Frattacapo alla fine sono pronte per essere testate al banco di misura. Abbiamo di fronte un bass reflex con due woofer da 165 millimetri, un midrange da 150 millimetri ed un tweeter da 25 con la cupola metallica. Il midrange non è giallo ma metallizzato, una caratteristica che salta subito all’occhio dopo quasi trent’anni di midrange gialli che sembravano fatti di stoffa rigida.


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Le nuove 804 D3 fanno parte di una famiglia che è già piuttosto numerosa e conta su ben quattro modelli da pavimento, tutti con tre vie e quattro altoparlanti, un modello bookshelf, due generosi canali centrali (anche questi con tre vie e quattro altoparlanti) e un subwoofer, con prezzi di listino che partono da 6.000 Euro per una coppia di 805 D3 (da libreria) e che arrivano fino a 30.000 per una coppia del modello di punta, le 800 D3. Le nuove 804 D3 sono l'entry level tra i modelli da pavimento ed hanno un prezzo di listino di 9.000 Euro la coppia, IVA inclusa.

Caratteristiche a confronto dell'intera gamma

   800 D3  802 D3  803 D3  804 D3  805 D3  HTM1 D3  HTM2 D3  SB1
 tipo  3 vie  3 vie  3 vie  3 vie  2 vie  3 vie  3 vie  1 via
 woofer (mm)  2 x 250  2 x 200  2 x 180  2 x 165  1 x 165  2 x 200  2 x 165  2 x 300
 midrange (mm)  1 x 150  1 x 150  1 x 130  1 x 130  --  1 x 150  1 x 130  --
 tweeter (mm)  1 x 25  1 x 25  1 x 25  1 x 25  1 x 25  1 x 25  1 x 25  --
 low freq. -3 dB  15 Hz  17 Hz  19 Hz  24 Hz  42 Hz  28 Hz  45 Hz  17 Hz
 efficienza 2,83V  90 dB  90 dB  90 dB  89 dB  88 dB  91 dB  90 dB  --
 dist. II arm. < 1%  50 Hz  80 Hz  70 Hz  70 Hz  70 Hz  80 Hz  n.d.  n.d.
 impedenza  3Ω-8Ω  3Ω-8Ω  3Ω-8Ω  4,6Ω-8Ω  3Ω-8Ω  3Ω-8Ω  3Ω-8Ω  --
 altezza (mm)  1217  1212  1160  1019  424  330  302  490
 peso (kg)  96  94,5  65,5  33  12,6  30,4  20  44
 prezzo (€) x 1  15.000  11.000  8.500  4.500  3.000  6.000  4.000  4.250

 

Caratteristiche dichiarate del modello 804 D3

Tipo: bass reflex da pavimento
Potenza consigliata: 50 - 200 watt rms max
Sensibilità: 89 dB con 2,83 v ad 1 metro
Risposta in frequenza: 20 Hz - 35 kHz
Estensione in frequenza: 24 - 28.000 Hz +/- 3 dB
Massima impedenza consigliata del cavo: 0,1 ohm
Impedenza: 8 ohm
Minima impedenza: 3 ohm
Numero delle vie: tre
Frequenza d'incrocio: 400 - 4000 Hz
Tweeter: cupola da 25 millimetri in diamante
Midrange: 150 mm con sistema FST e membrana in continuum
Woofer: due da 165 mm con membrana in Aerofoil
Condotti di accordo: Flowport
Dimensioni: 238 x 1019 x 345 mm (L x A x P)
Peso: 33 Kg
Finiture: Palissandro, nero lucido, bianco satinato
Prezzo suggerito: 9.000 Euro IVA inclusa la coppia
Linkwww.bowers-wilkins.it

 

Pagina 2 - Tweeter e midrange


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Il tweeter è esattamente lo stesso del modello precedente. Evidentemente in B&W avranno pensato che il cavallo vincente non si cambia, ed hanno avuto ragione, visto il comportamento incredibile del piccolo gioiello di famiglia; è cambiato comunque il contenitore, che ora è ricavato dal pieno in un blocco di alluminio, per avere la massima rigidità possibile. All’interno è prevista come prima la piccola linea di trasmissione chiusa che evita le risonanze e le colorazioni della cupola. Ovviamente per quanto definita “cupola in diamante” si tratta di un materiale appena meno costoso pur se con caratteristiche meccaniche simili. Si parte infatti da polvere di carbone che viene sottoposta ad una pressione enorme ad alta temperatura fino a modificare la sua struttura ed assomigliare, come rigidità e leggerezza, al diamante.

Va notato che l’estensione in frequenza è notevole, grazie anche ad un complesso magnetico che ha pochi eguali nella produzione mondiale e che la sensibilità è abbastanza elevata e comunque adattabile al progetto del singolo modello. La solidità del piccolo driver è notevole, tanto che elettricamente è stato sufficiente un solo condensatore in serie, una condizione con la quale molti tweeter blasonati mostrano serie difficoltà di tenuta alle medie frequenze. Acusticamente il discorso è appena differente perché il costruttore è riuscito a calibrare con buona precisione il comportamento acustico desiderato, così di aver bisogno di un solo condensatore di filtro crossover per incrociarsi col midrange. Ovviamente è stato scelto un condensatore top sia come caratteristiche musicali che come tensione di rottura, ben 1200 Volt!


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Il midrange rappresenta, secondo il mio parere, il pezzo forte del diffusore. La membrana non è più realizzata in kevlar ma in un altro tipo di materiale non meglio specificato e definito “Continuum”. Secondo me tra i vari componenti deve esserci qualcosa che ha a che fare col kevlar, ma il costruttore non ne parla. La nuova membrana a me sembra più rigida ed anche più sorda, almeno alla percussione leggera con le dita. La tessitura del materiale che non viene descritta da nessuno, è uno dei capolavori del costruttore che riesce a far variare la dispersione in base alle dimensioni ed alla stessa “magliatura” delle fibre. Sciocco allora pensare che un trasduttore di questo tipo possa avere problemi di dispersione alla frequenza di incrocio.

La tecnica costruttiva FST, senza alcuna sospensione, o meglio, con una cortissima sospensione piatta che consente pochissima escursione, è la stessa del modello precedente ed ha il pregio di evitare che buona parte delle stazionarie che si creano sulla superficie della membrana possano tornare indietro sulla bobina mobile causando colorazioni tanto localizzate quanto indesiderate. Devo dire che l’emissione di questo trasduttore senza alcun filtro crossover mi ha impressionato sia per l’estensione che per l’elevata sensibilità, che a spanne si aggira su 94-95 decibel.

 

Pagina 3 - Woofer, cabinet e condotti


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I due woofer hanno la membrana in Aerofil, altro materiale molto particolare. Si tratta di un compound di fibra di carbonio e schiuma che coniuga l’ottimizzazione di rigidità, leggerezza e smorzamento interno. Tecnicamente la membrana realizzata in B&W può essere dimensionata e lavorata con uno spessore variabile a seconda della distanza della bobina mobile verso l’esterno, così da conciliare una massa non enorme con una tenuta alla deformazione meccanica veramente notevole. Ovvio che le descrizioni anche molto accurate fatte dai progettisti durante la presentazione ufficiale diano per scontate altre finezze costruttive poco visibili, come la sofisticata “costruzione” del campo magnetico degli altoparlanti ed il notevolissimo livello raggiunto dal costruttore in questo campo negli ultimi dieci anni.

Le misure incredibili di distorsione ed articolazione sono, per altro, sotto gli occhi di tutti quelli che leggono le prove tecniche. In particolare dei woofer mi ha stupito come la distorsione sia bassa anche per escursioni notevoli e come i parametri caratteristici siano precisi e ben finalizzati. Il box è stato rivisitato nella costruzione, con un frontale che utilizza il metallo e la struttura Matrix interna che è stata ottimizzata con inserti più solidi ed un disegno meno invasivo. Il piccolo volume chiuso dove lavora il midrange brilla per la riduzione ai minimi termini di risonanze e colorazioni interne, come vedremo in seguito.

Altro piccolo capolavoro tecnico è rappresentato dal condotto di accordo di discrete dimensioni posto appena al di sotto dei due woofer e costruito secondo una tecnica denominata Flow-Port che in realtà prende spunto…dal disegno delle palline da golf. Il principio alla base di tutto è costituito da una serie di incavi nella superficie interna del condotto, incavi che in condizioni di innesco di turbolenze riescono a tenere ancora bassa la velocità periferica rispetto alla più veloce porzione di aria emessa dal centro del condotto. La differenza di velocità assicura il perdurare della emissione lineare ad una tensione ai morsetti molto più elevata, come se il condotto fosse sensibilmente più grande.

Con un accordo posto a circa 28 Hz ho determinato la massima velocità del flusso d’aria tra i 16 ed i 20 Hz. Pilotando il diffusore con ben 8 Volt rms, ovvero con oltre 11 Volt di picco a 18 Hz ho potuto misurare con l’anemometro a filo caldo una velocità tutto sommato mediamente bassa, circa 4,9 metri al secondo, senza il minimo accenno di emissioni non armoniche del condotto, ovvero senza inneschi di turbolenza, visto che la velocità periferica raggiungeva ancora i 4 metri al secondo. I connettori posteriori sono sdoppiati per il doppio cablaggio. Su una coppia sono connessi i due woofer e sull’altra il midrange ed il tweeter. I collegamenti per il monocablaggio non prevedono barrette di rame ma due spezzoni di cavo che non sottraggono pulizia in gamma media e medioalta.

Pagina 4 - Misure di laboratorio

 

Le misure della nuova nata in casa B&W sono state eseguite dopo un minimo di rodaggio e di innalzamento termico delle bobine degli altoparlanti. Notiamo, in vero, una risposta non eccessivamente lineare, ma sappiamo bene che il bilanciamento timbrico in ambiente non si ottiene con una risposta in frequenza “sull’asse” dritta come una riga. O quanto meno non basta, visto che il diffusore emette qualcosa a tutte le angolazioni.  Non ho mai creduto, francamente, alle risposte polari, quei bei disegnini che mostrano l’emissione “ad una sola frequenza” a 360 gradi. Per quanto sia relativamente facile ottenere questi diagrammi con la base rotante dell’Outline in nostro possesso occorre lavorare di fino. Occorre una routine, che in vero fu messa a punto nel lontano 1989 quando grazie al grande Noselli ne entrai in possesso. Si, ma la rotazione deve avvenire esattamente nel centro acustico del tweeter per avere uno straccio di validità e comunque la misura racconta una sola parte della verità e per di più lo fa ad una frequenza alla volta.

Preferisco di gran lunga effettuare delle misure di risposta a determinate angolazioni e visualizzarle tutte insieme, l’una sull’altra. Credo che lo sviluppo futuro sia rappresentato dall’integrazione di un buon numero di queste risposte ma secondo dei coefficienti via via decrescenti man mano che l’angolo di misura aumenti, così da avere una “risposta in potenza ponderata” che rappresenta l’emissione del diffusore in un ambiente ideale, ovvero ben controllato dal punto di vista dei tempi di decadimento. Comunque sia la misura della risposta in asse costituisce sempre una discreta indicazione del comportamento di un diffusore, che così può essere comparato a tutti gli altri, sia per sensibilità che per larghezza di banda.


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Come possiamo vedere dalla misura di risposta in frequenza si tratta di un andamento all’apparenza non lineare ma che sembra privilegiare la gamma alta ed altissima, con una certa regolarità in  gamma media ed una leggera attenuazione in gamma bassa.


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Nella misura della dispersione eseguita a vari angoli orizzontali notiamo un paio di attenuazioni che sono costanti a tutte le rilevazioni, attorno ai 200-300 Hz e vicino ai 2000 Hz. A parte queste due attenuazioni però la risposta si regolarizza pur mantenendo il suo carattere “ondulato”, che magari avrà una sua spiegazione o che si perderà in ambiente. Molti “tecnici” che non hanno mai visto questo diffusore hanno pontificato circa la mancanza di dispersione del midrange. Devo riferire a tal proposito di avere effettuato una misura fuori asse (45°) del solo midrange senza alcun filtro crossover e di aver notato soltanto una lievissima esitazione, comunque in linea con l’andamento del midwoofer, che di suo arriva sensibilmente più in alto. E’ facile allora, per quanto me ne sfugga il senso, che sia la “fasatura” tra midwoofer e tweeter a produrre questo effetto, con la fase relativa tra i due che deve essere molto ampia.


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La risposta nel dominio del tempo ci lascia intravedere l’emissione del tweeter e quella appena successiva dell’altrettanto veloce midrange. Seguono i due woofer a breve distanza. Niente riflessioni particolari e niente esitazioni, nonostante le discrete dimensioni del box.


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L’impedenza rappresenta un classico per il costruttore inglese, con un accordo molto basso, gestito in modulo dalle perdite, saggiamente centellinate, e da picchi di impedenza notevoli, dovuti ai particolari parametri dei due woofer. Dopo i picchi di impedenza caratteristici del reflex notiamo il modulo che si abbassa fino a lambire i tre ohm, producendo prima una rotazione di fase prossima ai -60° che in un intervallo di frequenze molto stretto potrebbe mettere in crisi un amplificatore particolarmente fiacco. Vi faccio comunque notare che il ragionamento va bene con le sinusoidi e non col segnale musicale.


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La risposta al gradino, la step response, mette in evidenza la fase sempre positiva  delle connessioni del filtro e la conseguente sequenza di emissioni verso l’alto degli altoparlanti. Va notata la velocità del tweeter, che decade ancora prima dell’arrivo del midrange con l’andamento di quest’ultima che è dovuta anche alla notevole banda passante.

  
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Al banco delle misure dinamiche notiamo una delle particolarità che caratterizza la prestazione dinamica di questo diffusore: l’estrema linearità nella misura delle distorsioni armoniche per pressioni crescenti, da 85 a 95 deciBel rms. Come si vede dai tre grafici sia la terza armonica che le armoniche superiori sono sempre uguali a se stesse, senza che accada quasi nulla pur in una escursione di segnale che va da 3,5 a 11 Volt picco-picco. Le armoniche superiori in effetti si intravedono appena a bassa frequenza, mentre la seconda armonica, pur aumentando appena col livello crescente si attesta su valori assolutamente bassi, visti in questi grafici pochissime volte.


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Alla fine la misura della waterfall, che mostra parecchie caratteristiche della costruzione. Non si tratta di un andamento cortissimo, come potremmo erroneamente credere, ma di una ridistribuzione su uno spettro molto ampio a bassissimi livelli di eventuali risonanze localizzate che sono del tutto assenti. Va notato come il decadimento si regolarizzi a quelle frequenze ove sono presenti alcuni avvallamenti nella risposta.

 

Pagina 5 - Crossover, benchmark e pagella


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Il filtro crossover della 804 D3 è simile a quello proposto da qualche anno dal costruttore: un condensatore di caratteristiche incredibili sul tweeter e un terzo ordine sui woofer, appena smorzato da una piccola resistenza verso massa. Il passa banda del midrange, dopo due ohm di “pregiatissima” attenuazione, vede i componenti del passa alto e del passa basso incrociati, per meglio gestire lo smorzamento. Tutti i condensatori sono Mundorf di livello estremamente elevato e con tensioni di rottura incredibilmente alte. I piccoli condensatori azzurri sono dei bypass da 10 nanoFarad sulla cui efficacia, di fronte a tanta qualità, non saprei dire.  L’incrocio tra i due woofer ed il midrange è stato scelto ad una frequenza relativamente elevata, a circa 400 Hz, una caratteristica che si evidenzia bene anche nella risposta al gradino.

Come possiamo vedere dalla risposta acustica dei componenti sembrerebbe che in effetti l’incrocio sia ad oltre 450 Hz. Va notato comunque che la fase acustica tra i woofer ed il midrange in questo punto vale ben 80°.

La seduta di ascolto viene condotta dal mio collega ed amico Marco Cicogna, ritenendo io troppo breve e densa di variabili non conosciute quella effettuata a Monaco pur in una saletta discretamente realizzata. L’unica cosa per me certa è la qualità del soundstage e la prestazione di una gamma media e medioalta che ha pochi rivali nella produzione di diffusori che fin qui ho testato nella mia carriera. Il tweeter riesce a suonare bene sia con elettroniche allo stato solido non particolarmente aspre che con uno stadio a valvole di discreta potenza, specialmente in ambienti non grandi.

 

Benchmark B&W 804 D3 (totale = 19,36)

Facilità pilotaggio  4,35 
Sens. e regolarità 6,17
Linearità dinamica 8,84

 

La pagella secondo Gian Piero Matarazzo (media 7,50)

Costruzione  9,0 
Altoparlanti 8,0
Versatilità 7,0
Ascolto 8,5
Rapporto Q/P 5,0

 

 

Pagina 6 - L'ascolto di Marco Cicogna


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Continua la mia esplorazione attraverso i percorsi sonori dei grandi diffusori B&W e sono lieto di poter dire la mia questa volta sulle pagine “liquide” di AV Magazine. In effetti l’invito di Emidio Frattaroli ad ascoltare le 804 non poteva non cadere in un momento migliore, con le orecchie ancora ben calde per le quasi contemporanee valutazioni sul campo delle grandi 802. Ho ancora bene in mente la sortita all'IFA Berlino con il consueto corollario di ascolti sinfonici alla Philharmonie: questa volta abbiamo avuto in programma una serata dedicata alle spettacolari partiture per il cinema affidate eseguite da una formazione sinfonica. Come se non bastasse, la Sinfonia Fantastica in chiusura di spedizione, un ascolto ad alta dinamica anche in considerazione del fatto che siamo riusciti ad accaparrarci dei golosi posti “tecnici” a pochi passi dalla batteria di percussioni che Berlioz prescrive per questa sua pagina fortemente biografica, emotiva ed emozionante. Ma torniamo a noi.

Le 804 D3 sono arrivate nella mia sala d'ascolto dopo essere state provate nel laboratorio di Gian Piero Matarazzo (ancora perfettamente funzionanti). Sono state connesse al mio sistema AM Audio (stereo e multicanale) utilizzando come sorgenti l'Oppo 103 EU (per file liquidi e musica in multicanale) e Audio Research CD 6 (come lettore CD e come DAC esterno per la migliore gestione dei files liquidi provenienti dall'Oppo). Avevo già ascoltato le nuove 804 D3 all’High End di Monaco in uno stimolante abbinamento con elettroniche Pioneer. Per questa sessione di ascolto ho chiesto ed ottenuto da Emidio di averle nella mia sala da musica, inserite nel mio impianto in configurazione due canali e anche come elemento portante del sistema multicanale, nel quale tra l’altro suonano già delle B6W nei canali posteriori (da incasso, una soluzione davvero comoda per chi ha problemi di spazio.

Ma torniamo alla musica riprodotta, con la quale ciascuno può scegliere la propria interpretazione preferita dei grandi capolavori ed affidarla all’amato impianto domestico. Dicevamo allora del suono dei diffusori inglesi che soprattutto dal punto di vista timbrico si presenta tradizionalmente attendibile e naturale, privo solitamente di quegli artifizi che alla lunga si dimostrano stancanti per chi abbia la pur minima esperienza nell’ascolto di musica dal vivo. Come ben sapete B&W appartiene a quella ristretta schiera di costruttori che operano nel settore dell’alta fedeltà da tempi in cui la televisione era in bianco e nero. Del complesso bagaglio tecnico alle spalle di questo progetto vi ha già raccontato il Matarazzo, che ha apprezzato i risultati delle misure. Il bello del nostro lavoro è anche quello di poter confrontare i dati tecnici con le sensazioni delle sedute d’ascolto anche se è innegabile la soggettività della fruizione musicale.

Anche le snelle 804, al pari dei modelli più importanti della nuova serie “800” esibiscono presenza, trasparenza e dettaglio uniti ad una piacevole corposità e assenza di fatica d’ascolto. In altri termini positiva sensazione di  “naturalezza” che richiama alla mente il campo sonoro reale. In effetti, per quanto la stessa realtà di un evento musicale sia un estremamente variabile, certi canoni timbrici devono essere rispettati. Timbricamente dunque le 804 risultano neutre, sostanzialmente corrette, con estremi della gamma in lieve evidenza. In tal modo il campo sonoro è molto vicino a quanto esposto dalle maggiori 802, che pure indicano una gamma media appena arretrata, con il vantaggio di evitare risonanze grossolane e nasalità nel normale ambiente domestico.

Evitano dunque morbidezze accomodanti e in effetti, pur nel solco di un'impostazione che si rinnova ad ogni generazione, una certa vocazione “monitor” non si abbandona mai del tutto. Tale “neutralità” la intendo come mancanza di vizi, non  fastidiosa puntigliosità. La gamma centrale, soprattutto nel fondamentale registro medio-basso, ci viene incontro concreta, solida ed articolata con fluidità in modo da seguire le sfumature dell'espressione musicale anche in senso dinamico. In acuto la precisione è notevole. Senza diventare troppo frizzanti, i toni alti offrono una dinamica esuberante senza compressione, capaci di fornire ad esempio la giusta sostanza nelle percussioni dei piatti della grande orchestra nei formati più “risoluti”. 

Utile ricordare a questo punto che per anni B&W è stato un riferimento nella riproduzione della musica incisa e proprio le storiche 801 hanno dato voce a buona parte della produzione discografica.  E qui posso anche ripetermi: “Esistono posizioni critiche nei confronti del suono B&W, dei distinguo che per lo più provengono da audiofili “spinti”, appassionati per i quali la riproduzione sonora diventa un mondo a se, separato dalla concretezza sonora di un evento reale. Di tutto questo tocca prendere atto, sappiamo bene che non esiste una ricetta universale valida per tutti”. Con alcune registrazioni l'emissione appare quasi eccessivamente dettagliata ed incisiva, priva di quel senso di velluto che viene iniettato in alcuni piccoli diffusori nel tentativo di farli sembrare più voluminosi. Le belle 804 con le incisioni ben realizzate non fanno venire meno quella autorevolezza sonora che in tanti anni non ci ha mai deluso, giocando anche sulla solidità di una gamma bassa che ha consentito di ascoltare finali sinfonici tra i più impegnativi e di scuotere le pareti con la pedaliera del grande organo.

Marco Cicogna

La pagella secondo Marco Cicogna (media 8,60)

Costruzione  9,0 
Altoparlanti 8,0
Versatilità 9,0
Ascolto 9,0
Rapporto Q/P 8,0

 

 

Pagina 7 - L'ascolto di Emidio Frattaroli


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Non ci girerò intorno con prolisse introduzioni e aneddoti divertenti: la mia personale ricerca di un diffusore "importante" per un po' di tempo sarà in stand-by. Una ricerca iniziata da qualche tempo per un prodotto che fosse un ottimo riferimento, non soltanto per ascoltare buona musica e buoni film, ma anche per poter analizzare sorgenti e amplificatori che transiteranno da questa redazione. Le nuove 804 D3 mi avevano già rapito lo scorso maggio, in occasione dell'High End di Monaco di Baviera. Suonavano splendidamente presso la sala di Pioneer, pilotate da un "anonimo" integrato digitale A-70DA da 90 watt per canale su 4 ohm. La sala non sembrava particolarmente curata e mi sono fermato più per l'integrato da meno di 1.500 Euro IVA inclusa, a cui erano collegate. Dopo la diaspora con TAD, in Pioneer avevano scelto le nuove 804 D3 evidentemente non a caso.

Me ne sono subito innamorato, non tanto per il sound-stage gigantesco sia per dimensioni che precisione, non tanto per la generosa dinamica e per l'estensione e smorzamento della gamma bassa. In quell'occasione sono rimasto rapito dai particolari, dai dettagli quasi nascosti che venivano alla luce da registrazioni che conoscevo molto bene. O meglio, che credevo di conoscere molto bene. Con me lo scorso anno, oltre a Marco Cicogna c'era Gian Piero Matarazzo, un'ottima guida e sopratutto un perfetto "controllore" per un'evento come l'High End di Monaco. Ebbene, dopo qualche mese di vero e proprio corteggiamento al distributore italiano Audiogamma, fino ad arrivare quasi al ricatto (della serie: "guarda che me le faccio prestare da un rivenditore"), alla fine l'ho spuntata e sono arrivate per un test per il quale mi sono emozionato quasi più per il primo proiettore 8K. Calmi, ho detto quasi...

Oltre che a Monaco, alla fine ho ascoltato le 804 D3 in quattro ambienti, molto differenti tra loro. Ero a casa di Marco Cicogna a "rosicare" per quanto suoni bene la sua piccola sala d'ascolto, quasi senza trattamento acustico: 15 mq con altezza di quasi 4 metri, dimensioni molto irregolari, comunicante con altri ambienti per un volume totale molto elevato). Le ho ascoltate nei miei due tradizionali ambienti d'ascolto: uno più piccino da circa 14 mq con altezza di 2,8m e l'altro nettamente più grande da circa 50 mq e altezza di 3,4 metri, entrambi mediamente assorbenti con tappeti, tende, divani e anche vari pannelli nell'ambiente più grande. In entrambi i casi ho usato come sorgente un Oppo BD-105D non modificato e un DAC M2TECH Young DSD, entrambi amplificati sia da un Antem 1120 (strepitoso) che da una coppia di Hypex NC400 (presto saranno miei!).


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Le ho ascoltate infine da un amico, comune a Gian Piero e Marco Cicogna e che ha condiviso con me la stessa trasferta a Monaco nel maggio 2016. Un amico che mi ha "prestato" la sua meravigliosa sala d'ascolto a patto che proteggessi la sua privacy. L'amico, che chiamerò d'ora in poi Luigi, ha una gigantesca, irregolare e strepitosa sala d'ascolto da 70 mq, altezza massima di quasi 6 metri e trattamento acustico che esalta un perfetto equilibrio tra assorbenza e riflettanza; da Luigi abbiamo utilizzato un PC con brani ad alta risoluzione e software JRiver, DAC DAD AX24, DSP Trinnov e un ampli Sanders ESL MARK II di cui vi parleremo molto presto. L'ascolto più significativo è stato proprio in questa sala grazie soprattutto alla possibilità di confrontare le 804 D3 con i diffusori "residenti": una coppia di Quad ESL 2912. calibrate perfettamente da Luigi dopo mesi e mesi di studio e ascolti con il DSP Trinnov e incrociate alle perfezione e in modo "asimmetrico" (sia per posizione che per frequenza d'incrocio) con due sub SVS PC2000.

Il confronto con le ESL 2912 è stato significativo e mi ha permesso di analizzare meglio, oltre alla timbrica e alle capacità dinamiche, soprattutto il sound-stage. Ed è proprio quest'ultimo aspetto in cui le B&W 804 D3 lasciano al palo le Quad, sia per estensione in senso orizzontale che in quello verticale. E non solo: per le Quad la ricostruzione spaziale funziona quasi esclusivamente per chi è nella posizione d'ascolto ideale. Le 804 D3 sono drammaticamente più versatili, senza doverle girare verso il centro con angoli esasperati. Anzi: in tutti i casi le prestazioni migliori erano con i diffusori ruotati soltanto di qualche grado verso il centro, con punto di ascolto che, a tre metri di distanza e con poco più di tre metri tra i due diffusori, poteva accontentare fino a tre persone sullo stesso divano.

 
A sinistra l'aiuto per il posizionamento "micrometrico" delle Quad
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Con il Trinnov Luigi ha anche linearizzato la riposta in gamma alta, fino quasi ad annullare le differenze con le Quad. Queste ultime, incrociate alla perfezione con la coppia di subwoofer SVS, vincono ancora per risoluzione e articolazione, anche in gamma molto bassa. Ma per arrivare a risultati del genere i costi sono elevati: oltre alle Quad servono due SUB, un potente DSP, un ambiente adeguato e tanta, tanta pazienza per la messa a punto. Con le 804 D3 invece si parte già da una qualità di riproduzione molto elevata, senza particolari esigenze di mezza a punto. Se l'amplificazione è bene adeguata al carico e la disposizione dei diffusori è appena intelligente, l'emozione è assicurata sia da una estensione in basso quasi incredibile per le dimensioni del cabinet e dei woofer e, come ho già detto, dalla ricostruzione della scena che è esaltante.

Con le 804 D3 non ho soltanto riscoperto il piacere di ascoltare la musica, soprattutto con volume sostenuto. Con le nuove D3 tutto diventa più semplice nello scoprire differenze tra un amplificatore e l'altro, tra un DAC dedicato come lo Young DSD e un lettore Blu-ray come il glorioso Oppo 105D. Anche uno degli aspetti, forse l'unico, che potrebbe deporre a sfavore delle 804 D3, ormai l'ho assorbito completamente. Mi riferisco alla timbrica e alla evidente "apertura" in gamma altissima. Ad un primo ascolto, anche ad un secondo ed un terzo per esser più precisi, le alte sono sì in leggera evidenza ma non hanno particolari controindicazioni. Inoltre, per quanto mi riguarda, la "personalità" delle altissime non aggiunge nessuna fatica, neanche a livelli sostenuti. Le differenze rispetto ad altri diffusori sono evidenti ma le differenze in gamma altissima potrebbero trarre in inganno.

Non sono quei dB in più in gamma altissima a fare la differenza. Anche equalizzando, le 804 D3 sembrano quasi raddoppiare la risoluzione, come per il passaggio da un TV HD-ready (1280x720) ad un full HD (1920x1080). Ed è proprio questa elevata risoluzione, assieme alla ricostruzione spaziale, alla perfezione della gamma media, alla dinamica, alla estensione e solidità della gamma bassa, le armi più efficaci che hanno sedotto il mio cuore e probabilmente anche il mio portafogli. Le nuove B&W 804 D3 sono attualmente il mio nuovo riferimento tra i diffusori da pavimento fino a 8.000 Euro la coppia, IVA inclusa. Il listino, lo ricordo, parla di 9.000 Euro IVA inclusa ma senza troppa fatica un 10% di sconto riuscirete ad ottenerlo.

La pagella secondo Emidio Frattaroli (media 8,30)

Costruzione  8,5 
Altoparlanti 8,0
Versatilità 8,5
Ascolto 9,0
Rapporto Q/P 7,5