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Opera e Unison da HiFi Di Prinzio
Opera e Unison da HiFi Di Prinzio
Gian Piero Matarazzo - 19 Dicembre 2016
“Da Opera Loudspeakers e Unison Research arriva una serie di nuovi prodotti, tra elettroniche e diffusori acustici che sono stati mostrati presso il punto vendita HiFi Di Prinzio a Chieti Scalo: dalle Opera Diva alle nuove Max 2 ad alta efficienza, dalle nuove sorgenti digitali Unico CD Uno e Due ai nuovi ampli Unison Unico Dual Mono”
Pagina 1 - Introduzione


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Bella giornata - anche se fredda nella mia città - e previsione di una bella giornata anche a Chieti, ove mi sto recando per andare a trovare Mino Di Prinzio e lo staff Unison Research ed Opera Loudspeakers per una serie di presentazioni e di dimostrazioni di impianti completi di questi due marchi. Viaggio tranquillo, col limiter sulla velocità imposto dalla consorte, che in questo campo è più precisa di un computer di bordo. Ammetto candidamente di non essere mai stato nel negozio di Di Prinzio, motivo per il quale lasciatemi lo stupore della grandezza, del numero di salette e della competenza dei collaboratori del boss.

Saluto tutti e me ne vado in giro per le salette a dare una occhiata preventiva. Ovunque diffusori, elettroniche e sistemi completi che suonano. Pian piano vengono fuori tutti i “soliti noti”, da Gianni Nasta, patron Opera ed Unison, a Mario Bon, progettista dei diffusori. Da Alessio Fusaro, responsabile tecnico delle elettroniche, al figlio di Nasta, Riccardo, che cura con una non comune sensibilità musicale l’ottimizzazione dei prodotti.

Cinque sono gli impianti in dimostrazione, con ben cinque diffusori , quattro elettroniche di potenza e due lettori. Le elettroniche di segnale e quelle di potenza sono variamente assemblate in base alle esigenze ed alle qualità dei diffusori. Insomma abbiamo, come al solito, molta carne al fuoco. Alla fine del giro delle salette, abbastanza affollate in verità, il Mino nazionale mi guida nel laboratorio, nel deposito vintage ed in quello del materiale nuovo.

 
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Accidenti! Mi perdo tra bancali di altoparlanti di “qualche” anno fa, con driver a compressione, midrange e woofer ordinatamente sistemati sugli scaffali e che fanno bella mostra di sé. Dovunque io guardi vedo valvole NOS, lunghissime trombe per la gamma mediobassa e driver quasi sconosciuti, di quelli che non ho mai avuto sotto le mani e sotto…i ferri.  Ma le sessioni di ascolto mi aspettano ed io, in vero, non vedo l’ora di incominciare.

 

Pagina 2 - Anteprima Opera Max 2


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La prima sala è quella che vede al lavoro un bel finale valvolare , un dual mono in classe A capace di circa 45 Watt, il Performance. Come sorgente c’è il nuovo lettore CD2 ed i nuovissimi diffusori ad alta sensibilità, i Max 2. I diffusori sono stati progettati ex novo da Mario Bon sulla scia del successo di vendite ottenuto dalla Max 1, specialmente in Germania, visto che proprio il distributore tedesco ne aveva fatto pressante richiesta. Ovviamente poi le vendite si sono espanse in Europa ed in tutti i posti raggiungibili dalla capillare distribuzione del marchio.

Si tratta di un discreto cabinet da circa 130 litri che ospita un quindici pollici ed un driver a compressione da 32 millimetri con la cupola in titanio. La sensibilità dichiarata è di 96 deciBel con una impedenza che non scende mai al di sotto dei 7,4 ohm, giusto per ridurre al minimo i problemi di interfacciamento con le elettroniche di potenza. La presenza del progettista, Mario Bon, mi consente alcuni approfondimenti. Il filtro crossover dalla componentistica pregiata, è elettricamente asimmetrico, con un apparentemente “strano” 6 dB per ottava sul tweeter ed un più canonico 12 deciBel per ottava sul woofer.

La frequenza di incrocio, per altro, è molto bassa, prossima agli 800 Hz. Ovvio che dietro la semplice dichiarazione delle caratteristiche tecniche ci sia un lavoro notevole di affinamento e di prove di tenuta in potenza. Mario mi racconta di come non sia riuscito in alcun modo a mettere in difficoltà il driver a compressione e come l’incrocio acustico sia in qualche modo differente. Posso dire comunque che all’ascolto l’incrocio è invisibile e quindi le chiacchiere dei soliti “progettisti solo sulla carta” stanno a zero. Il diffusore è praticamente nuovo, appena rimosso dall’imballo e necessiterebbe di qualche tempo per il rodaggio e per un corretto posizionamento in ambiente.

È sempre vero che un diffusore si giudica in condizioni controllate e che il giudizio può essere pesantemente condizionato dall’ambiente, ma occorre aggiungere che con un minimo di esperienza le caratteristiche salienti vengono fuori senza eccessiva difficoltà e con una discreta precisione. L’estremo basso non è estesissimo, e questo ce lo dovevamo aspettare, anche tenendo conto delle sospensioni rigide e mai rodate. L’estremo alto è ben esteso, con la gamma media che non mostra nasalità particolari e che contiene molto bene le variazioni di timbrica al variare del livello. La sensibilità elevata e le condizioni di carico tutt’altro che impegnative consentono all’elettronica valvolare di lavorare senza sforzo anche nei picchi caratteristici delle frequenze mediobasse.

 

Pagina 3 - Opera Diva, Malibran e Unison Unico DM


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Nella sala più grande suona da un lato la nuova Opera Diva, amplificata dall’Unico 90 con la nuova sorgente CD 2 mentre dall’altro lato della stanza è pronta a suonare, quasi minacciosa, la Malibran, amplificata da due elettroniche di potenza Unico DM (dual mono), una versatile concezione di amplificatore che consente la connessione a ponte (mono) per una potenza di ben 500 Watt oppure la classica connessione stereo per una potenza di “soli” 150+150 Watt rms. Ovvio che per utilizzare la potenza maggiore in stereofonia occorrano due di queste elettroniche, come nella configurazione usata da Di Prinzio.

 
Da sinistra: Unison Malibran e Opera Diva
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La Malibran esprime un concentrato di forza, gentilezza ed estensione notevole, con i woofer laterali dalla notevole, quasi minacciosa, sospensione in gomma. La seduta di ascolto più lunga è quella con la Diva, nome caro al costruttore che lo ha utilizzato sin dalle sue origini.  Conoscendo, pur se a spanne, il diffusore, posso apprezzare le qualità dell’elettronica, probabilmente ancora più dettagliata ed articolata del modello superiore, quell’Unico 150 che abbiamo fortemente voluto nella sala di ascolto di AUDIOreview.


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Nonostante l’ambiente non proprio piccolo l’Unico 90 non mi è mai sembrato in difficoltà pur sui critici passaggi delle selezioni musicali scelte da Di Prinzio. Del diffusore annoto il buon smorzamento e l’estensione in gamma bassa, una gamma media precisa e bene in linea con la filosofia del costruttore ed una gamma alta nitida, pulita e molto ben estesa. In un ambiente meno grande suona un impianto composto da una sorgente Unico CD1,  un integrato Unico 90 e due Opera Quinta 2014. Anche in questo caso la resa del diffusore è esaltata dalle caratteristiche delle elettroniche a monte pur fornendo di suo uno stage notevole, un ottimo bilanciamento timbrico ed una gamma altissima pulita ed estesa per merito del tweeter Scan Speak 9700.

 

Pagina 4 - Unison Unico CD Due


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L’ingresso USB dell’Unico CD Due attraverso un convertitore D/A di ultimissima generazione è in grado di convertire segnali PCM fino a 384 kHz e DSD fino a 11,2896 MHz, in pratica la totalità dei formati e delle frequenze di campionamento disponibili. Gli ingressi digitali sono: coassiale S/PDIF, bilanciato AES/EBU, ottico Toslink e Bluetooth. E’ possibile collegare all’Unico CD Due altre sorgenti digitali esterne (ricevitori satellitari, registratori digitali, mixer digitali, ecc.) tramite i tre ingressi digitali presenti sul pannello. Tali ingressi accettano segnali fino a 192kHz e 24 bit (96kHz e 24 bit per l’ingresso ottico).

Gli ingressi coassiale e bilanciato consentono di trasferire segnali DSD64 codificati DoP. La meccanica di lettura è per uso audio con un elegante cassetto “slim”: permette di leggere solamente CD audio. La meccanica è racchiusa e schermata attraverso uno spesso coperchio metallico. Le uscite digitali del CD Due comprendono: coassiale S/PDIF, bilanciata AES/EBU e ottica Toslink. Su tutte le uscite è presente il segnale digitale della sorgente in riproduzione.


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Il Cd Due è stato pensato in modo da separare la sezione digitale da quella analogica, la sezione DAC contiene ben 11 alimentazioni stabilizzate per garantire una alimentazione distinta e pulita ad ogni dispositivo della scheda. Le alimentazioni più sensibili sono ottenute ponendo più stabilizzatori in cascata: il primo stabilizza l’alimentazione filtrata, il secondo, a tensione inferiore, stabilizza e rimuove ogni eventuale residuo di rumore. Tutto questo dispiego di alimentazioni è necessario per metter il DAC nelle migliori condizioni di lavoro e permettere le massime prestazioni del Chip.

I convertitori corrente-tensione (AD8597/AD8599) sono a del tipo “ultralow distortion” e “ultralow noise”, caratteristiche mantenute anche grazie anche all’utilizzo di componentistica di pregio, con condensatori Wima e resistenze Vishay. Il DAC utilizzato è lo stesso del CD Uno, così come è previsto anche in questo caso lo stadio di uscita in classe A a valvole e componenti discreti. In un breve ascolto comparativo, per quanto possa valere la sola impressione rapida, a me è sembrato leggermente più prestante del CD Uno in termini di precisione e dinamica.

 

Pagina 5 - Unison Unico CD Uno e conclusioni


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Anche l’Unico CD Uno può essere connesso ad una sorgente esterna o ad un computer per la riproduzione di audio digitale PCM e DSD in tutti i suoi formati e con le frequenze di campionamento attualmente disponibili. Il retro dell’apparecchio mostra gli ingressi USB e Toslink con un ricevitore Bluetooth che permette la riproduzione di musica, da dispositivi mobili, senza la necessità di cavi. Lo stadio di uscita, come nella tradizione del costruttore, è a valvole, ha due uscite bilanciate e due sbilanciate.

Il CD Uno utilizza un doppio triodo ECC82 in "classe A" seguito da un buffer a componenti discreti anch'esso in "classe A" che  permette una bassa impedenza di uscita nell’ordine degli ohm. Il DAC utilizzato è un ESS Sabre ES9018K2M con eliminatore di jitter, che  permette l’eccezionale rapporto segnale rumore di -125 dB e una distorsione dello 0.0003%. Il sistema di timing è dato da un oscillatore al quarzo ad alta precisione.

Inoltre è possibile selezionare dal telecomando 3 diversi tipi di filtro digitale: ad alta pendenza e fase lineare,  ad alta pendenza e fase minima ed a bassa pendenza e fase lineare. I tre filtri hanno caratteristiche che privilegiano alcune qualità del suono (coerenza temporale, coerenza di fase o risposta all’impulso) e questo permette all’utente di selezionare il filtro digitale più adatto al proprio impianto, alla registrazione  e ai propri gusti. E’ possibile invertire la fase assoluta della riproduzione in funzione del proprio impianto.

 
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Alla fine degli ascolti Mino Di Prinzio ha dimostrato una interessante base commercializzata come Exstremavice  by hifi Di Prinzio denominate CFS (Cleaner  Frequencies Spurious). La produzione prevede sei modelli a seconda delle dimensioni della pianta del diffusore. Si tratta di due piani molto precisi di alluminio disaccoppiati da sfere di acciaio che, a detta del costruttore, riducono efficacemente le frequenze spurie emesse dal diffusore.

Benché in posizione appena spostata sulla destra ho potuto apprezzare la variazione, pur in un estemporaneo ascolto a confronto, sia della pulizia della riproduzione che un leggero aumento della dimensione dello stage. Ammetto di esserne rimasto meravigliato, motivo per il quale credo ne richiederò una coppia in prova, prova che effettuerò, con delle misure oggettive.

Per maggiori informazioni: hifidiprinzio.it  -  operaloudspeakers.com  -  unisonresearch.com