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First Look Samsung 8K QE75Q900R
First Look Samsung 8K QE75Q900R
Emidio Frattaroli - 30 Ottobre 2018
“Il primo contatto con il QE75Q900R, il primo TV a risoluzione UHD 8K di Samsung, è entusiasmante e non soltanto per l'elevatissima risoluzione ma soprattutto per altri elementi fondamentali che fanno la differenza in un prodotto di qualità”
Pagina 1 - Introduzione


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Sono passati 12 anni dal mio primo contatto con immagini a risoluzione 8K. Ero al CEATEC, in Giappone, all'interno dello stand della NHK (la TV di Stato giapponese) e ammiravo le immagini nello standard Super Hi-Vision 8K, riprodotte da un sistema con doppio videoproiettore su uno schermo da circa 6 metri di base. In quel periodo dello standard Ultra HD 4K non si parlava ancora e display 8K non erano ancora disponibili. Lo standard Ultra HD 8K, standardizzato nell'agosto del 2012 con la raccomandazione BT.2020, prevede una risoluzione di 7680x4320 pixel, pari a 33.177.600 pixel, quattro volte la risoluzione UHD 4K (3840x2160), ben sedici volte quella Full HD (1920x1080) e 80 volte quella SD (720x576). 


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Quando invece si tratta di immagini televisive, girate con telecamere TV, come ad esempio eventi sportivi, allora il divario raddoppia poiché SD e Full HD sono a scansione interlacciata, con 50 fotogrammi che hanno in realtà solo la metà delle linee di scansione: in questo caso i segnali televisivi a risoluzione UHD 8K hanno fino a 160 volte la risoluzione TV standard. Nell'ultimo lustro ho visto e rivisto immagini a risoluzione 8K praticamente ogni anno ad Amsterdam, in occasione dell'IBC, sempre all'interno dello stand della NHK, che inizierà le trasmissioni pubbliche e via satellite a risoluzione 8K il prossimo 1 dicembre 2018. Potete quindi immaginare il mio stato d'animo quando, lo scorso gennaio a Las Vegas, ho potuto toccare con mano il primo TV consumer di Samsung a risoluzione nativa 8K. L'emozione è ulteriormente aumentata ad IFA lo scorso settembre, per due motivi: i primi rumors sul prezzo suggerito al pubblico, decisamente più contenuto rispetto a TV di fascia alta con simili dimensioni ma soprattutto per la qualità video generale non legata alla risoluzione ma intesa come qualità della riproduzione dei colori, ricchezza di sfumature e rapporto di contrasto.

 
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Dopo i primi annunci di gennaio (Las Vegas) e soprattutto dello scorso settembre (Berlino), il 16 ottobre a Milano Samsung ha presentato la nuova gamma di TV a risoluzione 8K che è composta da tre modelli con diagonale rispettivamente di 65", 75" e 85" e con prezzi suggeriti al pubblico di 4.999 Euro, 6.999 Euro e 14.999 Euro. Tutti e tre i TV sono dotati di "Connect Box" con le varie interfacce e con funzioni di riproduzione di contenuti 8K sia in locale, sia in streaming. Quest'ultimo è un aspetto fondamentale poiché l'interfaccia HDMI attuale, giunta alla versione 2.0, non prevede il transito di segnali video a risoluzione 8K. Per andare oltre la risoluzione 4K serve la "nuova" interfaccia HDMI 2.1 che arriverà soltanto nel corso del prossimo anno.

La nuova serie di TV Samsung 8K è quindi "inutile"? Assolutamente NO! Al momento non è ipotizzabile un nuovo formato fisico a risoluzione 8K oppure una distribuzione satellitare come avverrà in Giappone dal prossimo 1 dicembre. Nell'immediato futuro sarà con molta probabilità la rete internet, magari anche in 5G, a trasportare i contenuti video a risoluzione 8K, come già accade, del resto: su Youtube ci sono già contenuti 8K da qualche anno. Oggi uno streaming 4K HDR di qualità decorosa ha un datarate di circa 15 Mbps (Netflix) mentre un eccellente UHD Blu-ray 4K può arrivare a superare in media i 40 Mbps con punte di oltre 100 Mbps. Un contenuto 8K a 24 fotogrammi al secondo, in formato H.265 e con elevata efficienza nella compressione, potrebbe avere un bitrate di circa 50-100 Mbps, a seconda della frequenza di scansione.

  
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Tornando alla presentazione della nuova gamma QLED a risoluzione 8K di Samsung, oltre all'annuncio di contenuti esclusivi con Chili, e con altri partner,  è già possibile riprodurre contenuti video a risoluzione 8K anche in HDR da chiavetta USB. Prossimamente, con un aggiornamento firmware, l'ingresso HDMI 1 dovrebbe poter accettare segnali 8K a 30p. Nel frattempo, per i contenuti a risoluzione inferiore, Samsung ha dotato tutti e tre i nuovi TV di un potentissimo scaler ad "intelligenza artificiale" che divide l'immagine in tantissimi settori, ne analizza il contenuto, lo riconosce e in base al tipo di contenuto e infine sceglie parametri dell'algoritmo per l'aumento del dettaglio zona per zona. Il riconoscimento del tipo di contenuto da elaborare viene effettuato grazie ad un database di immagini che sarà in continuo aggiornamento.

  
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Al di là della qualità dei nuovi display che verificheremo nei tempi opportuni, ho approfittato dell'evento di presentazione della nuova gamma Samsung 8K per controllare qualche aspetto "base" dei nuovi TV, concentrandomi sul taglio che secondo me è il più interessante, anche come rapporto tra dimensioni e prezzo: parlo del 75" che ha un costo al metro quadrato quasi identico al modello da 65", con il taglio da 85" che costa il 77% in più a metro quadrato. I tre prodotti da 65", 75" e 85", condividono la stessa tecnologia di retro-illuminazione, quindi con LED blu e Quantum Dots rossi e verdi, in alcune centinaia di unità (probabilmente tra 1.000 e 2.000), con un numero di zone che è direttamente proporzionale alle dimensioni del pannello (più zone per i TV piu grandi) e un picco di luminanza di 3.000 NIT per il 65" e 4.000 NIT per gli altri due.

  
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Ho iniziato l'analisi a partire dal menu che sembra identico allo standard Samsung, ben organizzato e con calibrazione del bilanciamento del bianco su 2 punti o 20 punti e CMS (Color Management System) per la calibrazione dei colori primari e secondari. Nel TV che ho analizzato nella saletta, con firmware ancora non definitivo, ho trovato quattro impostazioni predefinite, il bilanciamento del bianco su 20 punti ancora non disponibile e il controllo sul local-dimming su tre livelli ma senza possibilità di disattivazione.

 

Pagina 2 - Visione e conclusioni


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Collegato alla "Connect Box" ho trovato un disco rigido portatile con alcuni contenuti a risoluzione 8K, sia in SDR che in HDR, con vari tipi di compressione, container e data-rate. Quest'ultimo è compreso tra circa 50Mbps e quasi 100Mbps. La foto in alto si riferisce alle proprieta di uno dei file utilizzati, con data-rate di circa 80 Mbps.

  
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Prima di avviare la riproduzione dei vari file a risoluzione UHD 8K, ho spostato la poltroncina fino ad avvicinarmi allo schermo a circa un metro e mezzo, quindi con rapporto di visione di circa 0,9:1. Il primo impatto con immagini a risoluzione nativa UHD 8K è entusuasmante; il video promozionale di Samsung, già visto all'IFA anche se a Berlino ero a distanza troppo elevata, ora prende vita, con una serie di particolari che lo scorso agosto erano effettivamente quasi invisibili.

  
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Le immagini che vedete in questa pagina le ho scattate con uno smartphone, senza cavalletto e con poca libertà sulla modulazione di alcuni parametri, come il diaframma e il tempo di esposizione. Anche per questo motovio, oltre all'immagine totale ho scattato due particolari con ingrandimento crescente, in modo da farvi rendere conto del livello di dettaglio e risoluzione che vengono raggiunti, il tutto con la quasi totale assenza di artefatti di compressione, nonostante un data-rate medio dei vari file che è sempre inferiore a 100 Mbps.

  
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Oltre allo spettacolo di risoluzione e dettaglio, ho apprezzato per il nuovo TV la stessa cura nella riproduzione dei colori che avevo già ammirato sugli attuali "top di gamma" serie Q9FN, a risoluzione 4K. In particolare vi segnalo una ricchezza di sfumature che mostra il fianco a banding (solarizzazioni) soltanto quando il bitrate scende a valori molto bassi, soltanto in un paio di file video. Con i video "ufficiali" di Samsung e della NASA, invece non ho riscontrato nessun problema.

  
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Visto che siamo davanti ad un display con retro-illuminazione diretta con zone discrete (FALD, ovvero Full Array Local Dimming), ho cercato di mettere in difficoltà il sistema impostando la camera dello smartphone in sovra-esposizione e cambiando anche l'angolo di visione rispetto all'asse centrale, con l'obiettivo di scovare qualche "alone" e fare qualche ipotesi sul numero delle zone del TV. Ebbene, tutto è stato completamente inutile. 

 
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Il livello del nero rimane inchiodato anche con immagini a contrasto elevatissimo, con picco del bianco ben oltre i 2.000 NIT e sullo sfondo sempre e soltanto il nero assoluto, come potete osservare nelle due immagini qui in alto. Si tratta in realtà dello stesso fermo-immagine, acquisito prima con tempo di esposizione corretto e subito dopo in sovra-esposizione molto elevata. Se dovessi fare dei calcoli con quando visto in questo primo contatto con il TV, è probabile che il numero di zone sia molto vicino - se non superiore - alle 500 unità.

A questo punto devo solo aspettare di mettere le mani su un primo esemplare, con firmware definitivo, in modo da analizzarne le prestazioni e verificare le possibilità di calibrazione oltre che la qualità degli algoritmi per l'aumento del dettaglio. Mi aspetto molto anche dai meccanismi per l'aumento di dettaglio nelle immagini in movimento, aspetto che - assieme alla potenza luminosa e all'assenza di effetti di ritenzione dell'immagine - potrebbe fare realmente la differenza rispetto alla tecnologia OLED. L'aspetto sconcertante è che esiste già un altro display con 4.000 NIT, con spazio colore DCI e con 2.000 zone di retroilluminazione: è un monitor per controllo colore prodotto da Dolby, ha una diagonale di soli 42", ha una risoluzione full HD e costa "qualcosina" in più rispetto al nuovo Q900R...

Per maggiori informazioni: www.samsung.com/it/tvs/qled-tv/?uhd-8k