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First look Sony VPL-VW270ES 4K HDR
First look Sony VPL-VW270ES 4K HDR
Emidio Frattaroli - 09 Ottobre 2018
“Il nuovo arrivato in casa Sony porta con sť nuovi ingressi HDMI a 18 Gbps, il Motionflow disponibile anche con segnali video 4K e anche un aggiornamento del database del Reality Creation, il tutto allo stesso prezzo del modello precedente”
Pagina 1 - Introduzione e descrizione del sistema


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Lo scorso sabato 6 ottobre sono stato ospite a Trezzano sul Naviglio, presso il punto vendita Videosell, per la partenza del "roadshow" che a Ottobre vedrà la presentazione dei due nuovi proiettori Sony, il VPL-VW270ES e il VPL-VW570ES, presentati lo scorso settembre all'IFA di Berlino e di cui vi avevamo già parlato in un articolo disponibile a questo indirizzo.

 
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All'interno del punto vendita Videosell, in continua evoluzione per quanto riguarda gli spazi espositivi e in procinto di togliere i veli dalla nuova e spettacolare sala cinema, c'era in realtà soltanto il modello "entry level", ovvero il Sony VPL-VW270ES. inserito per l'occasione nella sala "audio", con un paio di pregevoli sistemi stereofonici che sono stati in grado di sottolineare l'elevata qualità del trattamento acustico dell'ambiente.

 
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Il Sony proiettava su uno schermo DNP Supernova a cornice fissa da 100", con guadagno dichiarato pari a 0,8 e di cui potete approfondire le informazioni in un mio vecchio articolo disponibile a questo indirizzo. Come sorgenti abbiamo utilizzato un lettore Oppo UDP-203, una Apple TV 4K e un decoder Sky Q, tutti connessi ad un sistema di distribuzione Crestron su IP serie DigitalMedia NVX, completamente trasparente ai segnali 4K 60p fino a 10 bit per componente e con HDR10 e HLG. 


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Dopo la calibrazione, i cui risultati sono riassunti nelle due pagine che seguono, ho mostrato le qualità del nuovo Sony concentrandomi soprattutto sull'analisi delle novità, partendo dalla compatibilità con segnali HDMI a 18 Gbps, utilizzando ovviamente il decoder Sky con alcuni contenuti pre-registrati. L'altra novità è la possibilità di utilizzare l'interpolazione dei fotogrammi con segnali a risoluzione 4K (Motionflow) e in questo caso ho utilizzato alcune sequenze dal film "The Darkest Hour", utilissimo anche per mostrare dettaglio e gamma dinamica. Con altri contenuti ho sottolineato alcuni miglioramenti della maschera di contrasto "intelligente", chiamata "Reality Creation" e per i colori ho scelto soprattutto alcuni brani dal Blu-ray di "The Gratest Showman".

 

Pagina 2 - Misure e calibrazione in BT.709


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Le prestazioni in termini di flusso luminoso e colorimetria del VPL-VW270 ricalcano fedelmente (e fortunatamente) quelle del VPL-VW260 e di cui trovate un articolo a questo indirizzo. Sotto alcuni aspetti il nuovo 270 riesce a fare anche meglio. La prima parte della calibrazione è ovviamente legata alle raccomandazioni BT.709, alias "alta definizione", per quanto riguarda spazio colore, curva del gamma e massima luminanza. In questo caso ho selezionato la lampada in modalità ECO e ho lasciato la rilevazione di gamma e spazio colore in modalità totalmente automatica.


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Le prestazioni in condizioni di fabbrica sono già molto buone, con 56 NIT di luminanza e un rapporto di contrasto in condizioni di default che vale circa 14.000:1, valore che dovrò verificare in laboratorio e con strumentazione più sensibile e accurata. Ovviamente, con lampada praticamente vergine (solo 10 ore all'attivo) la componente blu del bilanciamento del bianco è troppo presente. Il gamma e il bilanciamento del bianco che vedete qui in alto sono quelli dopo la velocissima calibrazione, con "brightness" a 50, "contrast" al massimo e gamma selezionato 2.2. 


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Dopo la calibrazione delle tre componenti RGB - operazione rapidissima e senza sorprese - ne hanno beneficiato anche i colori. Il risultato è eccellente, con valori del gamma che tengono saldamente il punto fino al 3% di intensità del segnale in ingresso. Il grafico delle componenti RGB lungo la scala dei grigi è quasi "commovente", con un "Delta E uv" che è straordinariamente contenuto al di sotto di 2 anche per tutti i colori primari e secondari, alle varie saturazioni.

 

Pagina 3 - Misure e calibrazione in HDR10 e HLG


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Con il passaggio ai contenuti HDR ho impostato la lampada alla massima potenza, con una massima luminanza a schermo pari a 82 NIT. Per il bilanciamento del bianco, ripropongo le ottime considerazioni già espresse in modalità "709": il proiettore è molto lineare e può essere calibrato velocemente e senza sorprese.


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Il gamut è più limitato rispetto a quello DCI-P3 che è ancora oggi il nostro reale riferimento, soprattutto nei vertici verde e rosso. D'altra parte, considerata la reale "distanza" in termini percettivi tra i "verdi" e i "rossi" del nostro Sony e quelli di riferimento, direi che ci si può "accontentare". L'unica nota perfettibile è la luminanza dei colori, appena più indietro rispetto a quanto atteso. Si tratta ovviamente di un parametro, quello della luminanza dei colori, legato soprattutto alla curva del gamma del proiettore che abbiamo analizzato nel dettaglio qui di seguito.

 
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I due grafici che proponiamo qui in alto sono due facce della stessa medaglia e si riferiscono alle varie impostazioni con il controllo "Contrast HDR" rispettivamente a 50, 60, 70 e 80. Tutti i valori sono scalati a 100 NIT. Questo perché la luminanza delle immagini generate da un proiettore è una grandezza legata prima di tutto alla grandezza della superficie e anche al guadagno dello schermo. Se ho 1.000 lumen, potrò generare 140 NIT su uno schermo da 2 metri di base con guadagno unitario e circa 100 NIT su uno schermo da 2,4 metri di base, sempre con guadagno unitario. NIT misurati ovviamente al centro ottico del proiettore... Con il flusso luminoso del Sony, pari a circa 1.200 lumen reali dopo la calibrazione, consiglio di non superare i 2,4 metri di base con uno schermo a guadagno unitario e i 2 metri con uno schermo ad alto contrasto e guadagno necessariamente più basso. 

Tornando alla riproduzione dei contenuti, se per la riproduzione in HD il riferimento del cinema digitale è di 48 NIT, a casa, al buio assoluto, possono bastare anche 40NIT. Per i contenuti HDR il riferimento delle sale Dolby Cinema è di 106 NIT (a casa ve ne consiglio almeno 80). Ma non basta: è anche necessario che il "bianco" al 50% di intensità del segnale in ingresso sia ad almeno 20 NIT, altrimenti l'immagine sarà percepita come troppo scura. Ebbene, delle quattro impostazioni misurate, solo le curve di colore giallo e viola con il controllo "Contrast HDR" rispettivamente a 80 e a 70, sono giuste per la riproduzione dei contenuti sulle alte luci. La perfezione si ottiene con il controllo a 75. Purtroppo, anche con il controllo "Contrast HDR" a 80 il punto del bianco al 50% è ancora un po' indietro rispetto al riferimento e vale poco meno di 19 NIT. A Milano, nella saletta di Videosell, nel buio assoluto, l'immagine era comunque accattivante e nonostante tutto le prestazioni sulle basse luci sono state apprezzate da tutti, con un'ottima percezione della tridimensionalità. 

Il prossimo appuntamento con i proiettori Sony è previsto presso le due show-room di Audioquality il sabato 13 ottobre, sia a Milano, presso Spazio 2M a Segrate, sia a San Lazzaro di Savena, presso il punto vendita principale di Audioquality. In tutte e due i casi saranno presenti i due nuovi modelli Sony, sia il VPL-VW270ES, sia il VPL-VW570ES. Io sarò il giovedì a Milano per analizzare i due proiettori nella nuova saletta di Segrate, completamente rinnovata sia nell'estetica ma soprattutto nell'audio, con nuovi diffusori Wisdom Audio in configurazione Dolby Atmos. Venerdì e sabato sarò invece a Bologna e in quell'occasione avrò abbastanza tempo per completare l'analisi sul "270" e per fare la conoscenza anche con il nuovo "570".

Per maggiori informazioni: videosell.it  - domoworks.it  - sony.it