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Sony KD-65XF9005 4K HDR Dolby Vision
Sony KD-65XF9005 4K HDR Dolby Vision
Emidio Frattaroli - 21 Luglio 2018
“La nuova serie Sony XF90 è un'ottima rappresentante della fascia media con tecnologia LCD poiché, ad un prezzo che in alcuni casi è pari a meno della metà rispetto ad TV OLED di pari dimensioni, promette qualità e caratteristiche - come la compatibilità Dolby Vision, che non fanno rimpiangere un TV di fascia più elevata”
Pagina 1 - Introduzione e caratteristiche


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Negli ultimi due anni il perfezionamento della tecnologia OLED e il sensibile abbassamento dei prezzi ha suggerito a qualcuno che la tecnologia LCD fosse destinata ad un rapido declino. Questo potrebbe essere vero soltanto per la fascia più alta del mercato ma vedremo tra poco che non è del tutto vero. Nel corso di questa prima metà del 2018, la stragrande maggioranza di produttori di televisori che utilizzano sia con tecnologia LCD che quella OLED, hanno soltanto questi ultimi nella fascia più alta del loro catalogo. Entro la fine dell'anno potrebbero esserci un paio di eccezioni, almeno da parte di Samsung e Sony con prodotti probabilmente a risoluzione 8K e con centinaia (se non oltre 2.000) di zone di local dimming. Subito al di sotto della fascia più alta del mercato, la tecnologia LCD è spesso l'unica disponibile, con modelli che hanno caratteristiche che in alcuni casi superano i migliori modelli con tecnologia OLED, per estensione del gamut colore, livello di luminanza assoluta e risoluzione delle immagini in movimento

La nuova serie Sony XF90 è un'ottima rappresentante della fascia media con tecnologia LCD poiché, ad un prezzo che in alcuni casi è pari a meno della metà rispetto ad TV OLED di pari dimensioni, promette qualità e caratteristiche che non fanno rimpiangere un TV di fascia più alta. Disponibile in quattro tagli da 49" fino a 75", sostituisce la fortunata serie XE90, porta con sé alcuni miglioramenti, introduce la compatibilità con segnali video HDR Dolby Vision, il tutto con un netto taglio di prezzo rispetto alla serie precedente. Si parte con 1.399 Euro per il modello da 49", 1.599 Euro per il 55", 2.299 Euro per il 65" e 3.990 Euro per il modello da 75".  I miglioramenti rispetto alla serie XE90 partono dalle finiture, con una sottile cornice in alluminio, un nuovo piedistallo che è anche utilizzato per nascondere i cavi di collegamento (anche se costringe ad utilizzare un'area di 90x26 cm) e un pannello posteriore ancora più sobrio e pulito, con fori in standard "VESA" con passo da 30cm per il montaggio a parete. 


L'aggiornamento del lettore UBD-X700 Sony per la compatibilità Dolby Vision
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Il sistema operativo è Android 7 e, tra la pesantezza del sistema operativo e la "potenza" del SoC Mediatek, il risultato è sconfortante: non ci sono più i blocchi di qualche tempo fa ma la reattività è in molti casi insufficiente (zapping, modulazione del volume, ingresso in alcune funzioni del menu immagine) e le attese per l'avvio di qualche applicazione si avvicinano pericolosamente ai 10 secondi. Il telecomando è un monoblocco molto leggero ma pieno zeppo di tasti, non retroilluminati, ancora con tecnologia IR ma con microfono e funzioni di ricerca avanzate grazie al sistema operativo di Google. Al di là della lentezza del sistema operativo, l'esperienza di utilizzo è molto buona e l'integrazione dei menu per il controllo della qualità d'immagine è come sempre ben riuscita. Come vedremo nelle prossime pagine, è la qualità d'immagine generale l'aspetto più interessante di questo TV e in alcuni casi le prestazioni risultano superiori anche rispetto ai migliori schermi OLED.

Il pannello LCD è con tecnologia LCD-VA (Vertical Alignment), è caratterizzato da un ottimo rapporto di contrasto nativo che arriva fino a 6.000:1 con temperatura colore del bianco nativa ma che scende fino a circa 4.000:1 con la calibrazione fine del bilanciamento del bianco. Le zone di local dimmming sono ciirca 60 per il modello da 65" e potrebbero essere circa 50 per il modello da 55" e quasi 80 per quello da 75", facendo una proporzione con le dimensioni. L'angolo di visione è abbastanza ampio ma se si vuole il massimo della qualità, dell'uniformità e la minima percezione degli aloni delle zone di local dimming, bisogna stare esattamente davanti. Con un aggiornamento firmware arrivato alla fine del mese di maggio, il TV è compatibile con i segnali video HDR "Dolby Vision" con metadati dinamici, sia via streaming (Netflix), sia attraverso l'ingresso HDMI.

Caratteristiche dichiarate

produttore   Sony OS   Android TV 7
modello   KD-65XF9005 WiFi / BT    a-b-g-n-ac / 4.1
listino   € 1.599 IVA inclusa rotazione   no
risoluzione nativa   3840 x 2160 analog in  CVBS (laterale)
tecnologia   LCD VA DVI in   n.d.
B.L.U. FALD PH-LED HDMI in   4 x 2.0 (2x 18Gbps)
diagonale   65" DP in   no
DSP video   Mediatek SDI in   no
luminanza MAX   1.000 NIT (HDR) HDCP   2.2
contrasto max   n.d. USB   2 (1x 3.0; 1x 2.0) 
bit nativi / LUT   10 / n.d. automazione   n.d.
calibrazione bianco   2 punti / 10 punti dimensioni solo TV   1228 x 771 x 268 mm
gamma / CMS   10 punti / no peso TV/stand   19,1 / 6,9 kg
HDR  (HDR10, Dolby Vision), HLG watt max/std/st.by  292 / 162 / 0,5-3 watt
 Note e ulteriori informazioni

Spazio archiviazione interno 16GB; telecomando "smart" con microfono in dotazione; dim. solo TV: 1228 x 706 x 69 mm; passo VESA: 300mm; uscita TOSlink; uscita cuffie. link alle caratteristiche.

 

 

Pagina 2 - Funzioni, X-Motion Clarity e Dolby Vision


Una sala per la color correction in Dolby Vision
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I due principali vantaggi della serie XF90 rispetto alla precedente XE90 sono due: la compatibilità con il Dolby Vision e la tecnologia X-Motion Clarity per l'aumento della risoluzione delle immagini in movimento. Il Dolby Vision è una delle tre soluzioni per la riproduzione dei contenuti HDR con curva del gamma PQ (SMPTE.2084). La prima soluzione è quella più classica, con metadati statici inseriti all'interno del flusso dati delle immagini e che indicano, tra le altre cose, il picco massimo (MaxCLL) e il livello medio (MaxFALL) di tutto il contenuto che viene riprodotto, in modo che i vari TV - che spesso non sono certo monitor di riferimento - possano "scegliere" il miglior compromesso per riprodurre quel contenuto. Purtroppo si tratta di metadati statici, che non cambiano per tutta la durata del contenuto.


Il nuovo lettore Sony UBD-X700 con aggiornamento che lo rende compatibile con il Dolby Vision
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Dolby Vision e HDR10+ sono invece le due soluzioni che utilizzano metadati dinamici che possono variare scena dopo scena, in modo da dare indicazioni al TV per modificare gamma e colori per trovare in ogni scena (chiara o scura che sia) sempre il miglior compromesso. Il Dolby Vision è una tecnologia già disponibile da tempo, supportata principalmente da LG e più recentemente anche da Sony, disponibile sia per contenuti in streaming sia per alcuni (pochissimi) dischi Blu-ray UHD 4K. HDR10+ invece è una soluzione più recente, supportata principalmente da Panasonic e Samsung, che inizierà ad essere disponibile al grande pubblico nella seconda metà dell'anno. Per approfondire le differenze tra metadati statici e dinamici, vi consiglio la lettura di questo breve articolo. Nel test del KD-65XF9005 ho utilizzato un lettore Sony UBD-X700 già aggiornato al Dolby Vision, verificandone il corretto funzionamento anche via HDMI. 

 
A sinistra il frame-rate originale 30p; a destra quello con fotogrammi interpolati a 60p

Il secondo vantaggio rispetto alla serie XE90 riguarda la gestione delle immagini in movimento e la possibilità di aumentare risoluzione e dettaglio percepiti. Fino a ieri erano principalmente due le soluzioni disponibili. La prima soluzione, disponibile per tutti i TV e proiettori senza distinzioni di tecnologia (quindi sia LCD che OLED per quanto riguarda i TV) è quella di creare fotogrammi intermedi e raddoppiare o quadruplicare il frame-rate ma è un'operazione che ha senso quasi esclusivamente con i contenuti a basso frame-rate (24p, 25p e 30p). In questo caso la potenza di calcolo del DSP e la qualità di algoritmi per la creazione delle immagini è fondamentale per evitare artefatti e da questo punto di vista la nuova serie XF90 utilizza lo stesso DSP video dei modelli top di gamma.

 
A sinistra lo schema della tecnica del "black-frame insertion"; a destra una simulazione del risultato

L'altra soluzione, che può essere aggiunta anche alla prima, anche questa indipendente dal tipo di tecnologia, prevede l'inserimento di fotogrammi neri che permettono al nostro sistema occhi-cervello di scaricare con più velocità le informazioni, in modo da aumentare in maniera sostanziale il dettaglio nelle immagini in movimento riprodotte dal TV. In questo caso però c'è da mettere in conto sia la possibile comparsa dello sfarfallio, sia una netta diminuzione della luminanza, fino ad oltre il 50% che ne rende quasi impossibile l'attuazione nei TV LCD per applicazioni HDR. 

 
A sinistra lo schema della tecnica dello "scanning backlight"; a destra una simulazione del risultato

La terza soluzione prevede l'utilizzo dell'unità di retroilluminazione in una modalità chiamata "scanning backlight" (retroilluminazione a scansione), che illumina soltanto una porzione orizzontale dello schermo alla volta, simulando la scansione dell'immagine di un TV con la vetusta tecnologia CRT (in questa pagina troverete una guida sulla tecnologia CRT). Si tratta di una soluzione che contiene le perdite di luminanza rispetto al black-frame insertion ma che sono comunque ancora presenti (quindi incompatibile con i livelli di luminanza dei contenuti HDR) e che può essere utilizzata solo con unità di retroilluminazione dirette posizionate su tutto il pannello oppure con unità "edge" sui lati destro e sinistro. Il vantaggio principale in questo caso è l'assenza di sfarfallio delle immagini che invece può manifestarsi con il "black-frame insertion", oltre ad una minore perdita di luminanza rispetto al black frame insertion. Ad oggi non risulta che questa soluzione sia stata utilizzata nei TV con tecnologia OLED. 

 
A sinistra la retroilluminazione FALD Sony al lavoro; a destra con le immagini

Con la serie XF90 Sony ha trovato una ulteriore soluzione che - almeno in teoria - mette d'accordo tutti gli aspetti, utilizzando in modo innovativo l'unità FALD. Visto che è possibile variare l'intensità della retroilluminazione zona per zona, Sony utilizza dinamicamente le zone di retroilluminazione che sono "dietro" gli elementi dell'immagine in movimento. In questo modo sarà possibile mischiare sia elementi di "black-frame insertion" e modulazione dinamica delle zone, con la possibilità di aumentare la potenza di retroilluminazione soltanto per quelle zone in cui ci sono elementi in movimento, quindi con perdite di luminanza quasi nulle. Qui in alto abbiamo estrapolato una simulazione secondo le informazioni che ci sono state date e che quindi sono poco più che una speculazione.

Purtroppo, senza la disponibilità di un TV serie XE90 da mettere a fianco del nuovo XF90, è molto difficile tentare di verificare differenze e funzionamento della nuova modalità "X-Motion Clarity". Quello che posso dire, potendo contare su un display OLED a fianco del Sony XF90, è che con una file test di una partita di calcio a risoluzione 4K, con 50 fotogrammi progressivi al secondo, senza HDR, le differenze in termini di risoluzione e dettaglio percepito nelle immagini in rapido movimento sono evidenti e senza alcun tipo di artefatto, come invece mi sarei aspettato, viste le dimensioni generose delle zone di local dimming. In più, come promesso da Sony, la diminuzione della massima luminanza con il sistema X-Motion Clarity attivato è più che accettabile.

 

Pagina 3 - Misure e visione in REC BT.709

 
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La maggior parte di contenuti che il nuovo XF90 di Sony si troverà a riprodurre saranno sicuramente all'interno delle raccomandazioni BT.709, quindi con spazio colore limitato all'alta definizione e gamma dinamica standard. In queste condizioni, il gamut colore del pannello utilizzato da Sony, è più che sufficiente per riprodurre il 100% dell'estensione cromatica e sembra anche molto simile a quello del modello XE90 dello scorso anno. Nel grafico di gamut in alto a sinistra l'estensione è leggermente più elevata rispetto al riferimento e i colori intermedi sono meno precisi, a causa soprattutto di un bilanciamento del bianco di default che non raggiunge la perfezione. Sulla destra possiamo analizzare la situazione dopo una calibrazione del solo bilanciamento del bianco, con colori finalmente molto precisi anche nelle tinte intermedie, il tutto senza intervenire con la calibrazione delle singole componenti primarie e secondarie, a causa della cronica mancanza di un menu dedicato nei TV Sony, praticamente da sempre.

 
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I valori del gamma in default tendono ad essere un po' più elevati del necessario, identificando come riferimento valori tra 2,2 e 2,3. In realtà il controllo e la ricchezza di sfumature sulle basse luci è così buona che è possibile mantenere un gamma leggermente più elevato senza particolari controindicazioni. Ecco perché anche nella calibrazione, ho preferito mantenere valori più vicini a 2,4 che a 2,2 in modo da avere una buona tridimensionalità delle immagini, il tutto con una luminanza di circa 150 NIT e local dimming con impostazioni intemedie.

 
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Ecco infine il bilanciamento del bianco, con e senza calibrazione. In alto a sinistra trovate la proporzione delle tre componenti RGB in condizioni di default, con profilo immagine "Cinema Pro" (il più vicino al riferimento) e con bilanciamento del bianco più "caldo", anche questo proposto fortunatamente come impostazione predefinita. Si tratta di deviazioni dell'ordine del 10%, quindi non particolarmente critiche. D'altra parte il TV offre controlli per modulare le tre componenti RGB sia su due punti (alte luci e basse luci), sia su ulteriori 10 punti, questi ultimi a passi asimmetrici e non ogni 10 IRE; tutto ciò permette di essere molto precisi dove più serve (ad esempio sulle basse luci) anche con soli 10 punti di intervento. Il risultato infatti è praticamente perfetto.

Per la calibrazione ho agito come al solito, partendo dalle impostazioni predefinite "Cinema PRO" e calibrando prima di tutto luminosità, contrasto, gamma e bilanciamento del bianco, prima a 2 punti e poi ho rifinito il tutto con quella a 10 punti. Esattamente come per il modello XE90, nella calibrazione a 10 punti il primo punto agisce allo step del 4%, il secondo a circa l'8% e il terzo al 15% e così via.  Per i feticisti del "copia-e-incolla" delle voci del menu ricordo che c'è sempre una variabilità nella linearità dei pannelli LCD montati nei vari TV, a cui vanno sommate le differenze introdotte da diverse revisioni del firmware del TV. L'unico modo è calibrare il proprio display da zero, seguendo le indicazioni che trovate in numerose discussioni nella sezione "calibrazione" del nostro forum di discussione. Il senso di queste misure è un altro: il nuovo TV Sony Bravia KD-55XE9005 può essere calibrato con semplicità, le prestazioni finali con materiale HD sono ottime e il "local dimming" nella modalità meno invasiva funziona benissimo.

Ho condotto il test di visione sia con segnali televisivi in SD e HD a scansione interlacciata, sia con segnali di elevata qualità da Blu-ray DIsc a scansione progressiva. Le operazioni di de-interlaccio sono esemplari; sembrerà assurdo ma a distanza di decenni dall'arrivo dell'alta definizione, non è poi così raro trovare prestazioni mediocri anche in televisori di marchi blasonati. Da questo punto di vista, il marchio Sony continua evidentemente ad essere una garanzia. Con immagini di avvenimenti sportivi, specialmente con 50 fotogrammi a scansione interlacciata e in alta definizione, il mix composto dalla elevata qualità del de-interlaccio e la tecnologia "X-Motion Clarity" fanno la differenza anche - e soprattutto - rispetto ai migliori TV con tecnologia OLED, anche a marchio Sony, con immagini sempre molto dettagliate e senza artefatti aprezzabili. 

Le prestazioni con immagini cinematografiche più "dinamiche" dal punto di vista della luce, e con luminanza media nettamente più bassa, il TV Sony ne esce fuori egregiamente anche se non ho notato grandi vantaggi rispetto all'ottima serie XE90 che ho testato lo scorso anno (la recensione è in questo articolo). Per le immagini in HD consiglio le impostazioni di local dimming al minimo, lasciando la retroilluminazione tra 15 e 20 in modo da non superare i 150 NIT. In queste condizioni, le prestazioni sono ottime non soltanto come correttezza cromatica ma anche come ricchezza di sfumature e rapporto di contrasto percepito, assenza di aloni nelle zone di local dimming e una qualità di visione generale che non fa rimpiangere la tecnologia OLED.

 

Pagina 4 - Misure in REC BT.2100 e conclusioni

 
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In mancanza di un generatore video in Dolby Vision, ho condotto il test HDR con segnali HDR10 e 1000 NIT di picco, utilizzandolo spazio DCI-P3 all'interno del profilo colore BT.2020, come avviene per i contenuti HDR attualmente in distribuzione, sia in streaming che su formato fisico. In alto a sinistra potete osservare il risultato in condizioni di default mentre a destra dopo la calibrazione delle componenti RGB del bilanciamento del bianco. In entrambi i casi lo spazio colore nativo del pannello è insufficiente a coprire lo spazio DCI-P3 (siamo a circa l'88% dello spazio). La riproduzione delle tinte intermedie è abbastanza precisa, anche perché dopo aver calibrato il bilanciamento del bianco in REC BT.709, ci troviamo il "lavoro" in parte già fatto anche in HDR.

 
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I valori di luminanza qui in alto sono quelli assoluti registrati sullo schermo, con area utile del 10% e APL del 20%. La luminanza di picco del TV è leggermente superiore rispetto al "vecchio" modello XE90 ma parliamo di scostamenti inferiori al 5%. Quello che non va in HDR e in condizioni di default è la luminanza generale che è troppo elevata nella prima metà della scala dei grigi, fino al 60% di intensità del segnale in ingresso, con un gamma generalmente troppo basso e poca "profondità" e respiro con le immagini più dinamiche. Sembra quasi che le impostazioni predefinite - comunque buone - volessero sottolineare la grande potenza luminosa di questo TV. Con la calibrazione è possibile plasmare la curva del gamma rinunciando però ad un paio di centinana di NIT, scendendo leggermente al di sotto degli 800 NIT ma con un eccellente risultato in termini di modulazione delle sfumature, specialmente dove più serve, quindi dal 50% a scendere. Segnalo anche che i metadati statici MaxCLL e MaxFALL non vengono presi in considerazione dal TV Sony e le curve del gamma non subiscono alcun tipo di variazione, neanche variando il MaxCLL da 500 NIT fino a 4.000 NIT.

 
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In modalità HLG le prestazioni in modalità predefinita sono un poco più lontane dal riferimento rispetto alla curva PQ, con gamma più alto e la tendenza ad esagerare con la luminanza nei gradini più alti di luminosità. Fortunatamente in questo caso la calibrazione è ancora più semplice poichè i controlli su gamma, luminosità e contrasto sono più che sufficienti per raggiungere prestazioni ottime e anche qui con un picco di luminanza più ragionevole, che ci permette di scendere dagli eccessivi 900 NIT in modalità predefinita a meno di 600 NIT delle prestazioni con calibrazione.

 
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I due grafici del bilanciamento del bianco si riferiscono alla modalità HDR10 con 1.000 NIT di picco di luminanza (MaxCLL). Vi ricordo che il picco di luminanza a 1.000 NIT corrisponde a poco più del 75% del livello del segnale in ingresso; ecco perché i grafici "finiscono" all'85%: andare oltre avrebbe poco senso. A sinistra le condizioni di default, peraltro già molto buone; a destra il risultato dopo la calibrazione, con deviazioni RGB che sono contenute al massimo al 5% e che vanno poco oltre - comunque entro il 10% - soltanto al 10% di intensità del segnale di ingresso. Vi ricordo a tal proposito che il livello di luminanza in un TV di riferimento, con il 10% di intensità del segnale in ingresso e curva del gamma SMPTE 2084, equivale a circa 0,3 NIT.

Per la verifica della qualità in riproduzione con i contenuti in 4K e soprattutto in HDR, in questo caso ho utilizzato tre sorgenti principali. Prima di tutto ho verificato la qualità con i due principali servizi di streaming, ovvero AmazonNetflix, concentrando l'attenzione su produzioni recenti di qualità molto elevata, scegliendo in particolare un paio di puntante di "The Grand Tour" su Amazon mentre ho scelto "Lost in Space", "Godless" e "Santa Clarita Diet" su Netflix. In particolare per "Lost in Space" ho cercato di trovare differenze tra la visione in HDR10 prima dell'aggiornamento e in seguito in Dolby Vision dopo l'aggiornamento, senza trovare differenze. Allora ho ripetuto il test utilizzando come sorgente il lettore Sony UBD-X700 attivando e disattivando il Dolby Vision dal lettore ma anche qui senza differenze percepibili nella maggior parte delle scene. Del resto le curve del gamma di Dolby Vision e HDR10 sono identiche e l'unica differenza sarebbe la gestione dei metadati dinamici da parte del TV, ammesso che i dati vengano inseriti correttamente e soprattutto che il TV sia programmato per utilizzarli. Si tratta di un argomento che approfondiremo nei prossimi mesi, non appena avremo fianco-a-fianco un paio di TV per evidenziare differenze all'interno di uno shoot-out nel nostro laboratorio. Come ultima sorgente ho utilizzato un lettore Oppo UDP-203 con qualche disco di riferimento.

Con qualsiasi tipo di sorgente e con immagini generalmente molto luminose ("Santa Clarita Diet", "The Grand Tour"), l'elevata potenza luminosa a disposizione del Sony XF90 è ben riconoscibile rispetto a TV LCD meno luminosi e anche rispetto a TV con tecnologia OLED, non soltanto in ambienti luminosi ma anche in ambienti completamente oscurati. La gestione del movimento e della frequenza di scansione si è rivelata sempre corretta, sia con sorgenti in streaming all'interno del TV, sia da sorgenti esterne. La riproduzione dei colori, come già evidenziato dalle misure, è sempre corretta e l'impossibilità di coprire al 100% lo spazio colore DCI-P3 non è stata mai un reale problema, vista la quasi totale mancanza di contenuti che coprono i vertici più estremi di questo spazio colore. Qualche limite l'ho rilevato con immagini generalmente più scure, dove il local dimming tenta di giocare tutte le sue carte. In particolare, con alcune scene scurissime di "Godless" e "Lost in Space", dove ci sono anche piccolissime zone in HDR con luminanza molto elevata, ho trovato più apprezzabile rinunciare ad un po' di potenza per ammorbidire la percezione delle zone di retro-illuminazione, trovando un buon equilibrio già con le impostazioni intermedie nel menu del local dimming.

Conclusioni

Con il modello precedente XE90 provato lo scorso anno, Sony mi aveva già convinto della bontà di una "serie" con il giusto rapporto qualità/prezzo, specialmente con i tagli più generosi. La nuova serie XF90 ripropone in parte gli stessi contenuti, migliorati in alcuni aspetti e con rapporto qualità prezzo ancora più allettante, visto il sensibile taglio di prezzo, con il 65" oggi a meno di 2.000 Euro e soprattutto il 75" a circa 3.800 Euro, meno della metà rispetto all'OLED da 77" più economico sul mercato. Le prestazioni con contenuti video luminosi e in rapido movimento, come eventi sportivi in genere, sono sensibilmente superiori rispetto ad un OLED, non soltanto per quanto riguarda la massima luminanza ma anche per la risoluzione percepita delle immagini in movimento. Con i contenuti cinematografici molto scuri e in HDR la situazione rispetto agli OLED si ribalta, mentre il reale vantaggio della compatibilità con il Dolby Vision è ancora tutto da verificare.

La pagella secondo Emidio Frattaroli: voto finale 8,0

Costruzione 8,5
Versatilità 8,0
Menu e taratura 7,5
Prestazioni in SDR 8,5
Prestazioni in HDR 7,5
Rapporto Q/P 8,0

Per maggiori informazioni sulla serie Sony XF90: www.sony.it/electronics/televisori/xf9005-series