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Munich

di Alessio Tambone , pubblicato il 15 Settembre 2006 nel canale SOFTWARE

“Steven Spielberg ricostruisce una delle pagine più nere del conflitto tra israeliani e palestinesi. Il commando Settembre Nero alle Olimpiadi di Monaco '72 e la risposta segreta con l'Operazione Ira di Dio. In DVD arriva Munich”

Gli attori non protagonisti


A sinistra Eric Bana (Avner) e a destra Goffrey Rush (Ephraim)

Degna di nota anche la performance del premio Oscar Goffrey Rush, che interpreta l’ufficiale Ephraim. Inizialmente il suo personaggio doveva essere interpretato da Ben Kingsley (Oliver Twist). Rush è stato molto attratto dalla sfumatura psicologica dello script di Tony Kushner e ha partecipato attivamente alla realizzazione del profilo del suo personaggio in diversi modi. Spielberg ha suggerito di togliersi i capelli dalla fronte, mentre per la dizione ha lavorato in sinergia con la responsabile Barbara Berkery. Dopo aver studiato i servizi televisivi riguardanti Menachem Begin, primo ministro israeliano dal 1977 al 1983, Rush ha girato molto armato di registratore. “Nello specifico, volevo incontrare qualcuno di circa ottant’anni che avesse un background polacco-israeliano” ha dichiarato. “Volevo sentire i toni distintivi di una voce del genere.”

Debutto sul grande schermo internazionale per l’attrice israeliana Ayelet Zurer nel ruolo di Daphna, la giovane moglie del protagonista Avner. Buona la prova della Zurer, fresca vincitrice del premio come Miglior attrice dell’Israeli Film Academy, del Jerusalem Film Festival e del Haifa Critics per la sua interpretazione nel film di Savi Gabizon Nina’s Tragedies. Dal suo punto di vista l’interpretazione è stata fortemente autobiografica, dato che ha iniziato le riprese solo un mese dopo aver messo al mondo il proprio figlio.


Esordio internazionale per l'emergente attrice israeliana Ayelet Zurer

Un legame diverso lega invece Guri Weinberg alla pellicola. Guri è figlio di Moshe Weinberg, ex campione israeliano di lotta libera e arbitro di incontri, massacrato a Monaco quando suo figlio aveva compiuto solo un mese di vita. A 33 anni, la stessa età del padre al tempo dell’assassinio, Guri ha avuto l’opportunità di interpretare suo padre e di rendergli memoria.

“Interpretare mio padre mi ha fatto provare un grande rispetto per quello che lui ha vissuto veramente. Ha rafforzato i miei sentimenti e le mie emozioni, perché non ho mai avuto un rapporto con lui. Il film mi ha dato finalmente la possibilità di avere un rapporto con lui.”