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Munich

di Alessio Tambone , pubblicato il 15 Settembre 2006 nel canale SOFTWARE

“Steven Spielberg ricostruisce una delle pagine più nere del conflitto tra israeliani e palestinesi. Il commando Settembre Nero alle Olimpiadi di Monaco '72 e la risposta segreta con l'Operazione Ira di Dio. In DVD arriva Munich”

La fotografia

Come direttore della fotografia troviamo il primo storico collaboratore di Spielberg: Janusz Kaminski, vincitore di due Oscar per la Miglior fotografia con Schindler’s List - La lista di Schindler e Salvate il soldato Ryan. Il suo apporto al film è iniziato molto tempo prima rispetto alla partenza delle riprese. L’artista polacco ha infatti effettuato nel 2004 a Parigi una serie di esperimenti con vari schermi di colori, con obiettivi, filtri, luci e procedimenti chimici diversi, per ideare la giusta chiave visiva del film.


Molto curata la fotografia del premio Oscar Janusz Kaminski

Suddividendo il film dal punto di vista geografico ritroviamo otto Paesi coinvolti. Ognuno ha una tavolozza di colori ben precisa, che esalta l’individualità del singolo Stato, anche se alla fine la maggior parte del film è stata girata in Ungheria e a Malta. Il Medio Oriente ha così colori più caldi, mentre i paesi europei come Francoforte, Roma, Parigi e Londra si differenziano per colori meno saturi e quindi più freddi. Ancora, Atene ha una forte dominante di blu mentre la tavolozza dei colori di Cipro vira decisamente verso le tonalità più calde del giallo.

Anche la luce è stata coinvolta da questo processo di personalizzazione visiva. L’apporto quasi positivo intravisto durante le prime fasi di formazione del commando varia, grazie ad un processo foto-chimico, nel corso del film, rilasciando immagini più dure, piene di ombra, che riflettono i conflitti interiori dei personaggi.

Per i frequenti flashback Kaminski e Spielberg hanno deciso invece di utilizzare il procedimento conosciuto come “skip bleach” (trad. sbiancamento), che rende le immagini più granulose e ruvide, con colori molto saturi. “Lo ‘sbiancamento’ è particolarmente efficace in questo film perché spezza e si interseca con i toni più rosei di un’illuminazione e di un’ambientazione standard.” ha dichiarato il regista. “Ti dice che stai andando da un’altra parte, dentro la mente di Avner e indietro nel passato.”