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Munich

di Alessio Tambone , pubblicato il 15 Settembre 2006 nel canale SOFTWARE

“Steven Spielberg ricostruisce una delle pagine più nere del conflitto tra israeliani e palestinesi. Il commando Settembre Nero alle Olimpiadi di Monaco '72 e la risposta segreta con l'Operazione Ira di Dio. In DVD arriva Munich”

La sceneggiatura

Munich non parla della missione Ira di Dio, ma degli uomini che vi fecero parte. Si potrebbe sintetizzare in questo modo lo script realizzato per la pellicola. Era infatti in questa direzione che Spielberg, d’accordo con il resto della produzione, si voleva muovere. Per questo inizialmente è stato affidato a Eric Roth (premio Oscar come Miglior sceneggiatura non originale con Forrest Gump) il compito di realizzare una bozza dello script ispirata al libro Vengeance (trad. Vendetta) del giornalista canadese George Jonas.


Il libro Vendetta di George Jonas, edito in Italia da Rizzoli

Successivamente la bozza è stata passata al drammaturgo Tony Kushner, vincitore del premio Pulitzer , alla sua prima esperienza per il grande schermo. Kushner ha cercato così di inserire il fattore psicologico della vicenda, andando a plasmare i personaggi della storia smascherandoli sul piano umano. Come biglietto da visita si è fatto riferimento alla sua piece teatrale Angels in America, che prevedeva un’analisi a più livelli - sociale, politico, sessuale, razziale e religioso - delle difficoltà incontrate dagli States al termine del XX secolo.

Buono il lavoro fatto da questi due sceneggiatori, che sicuramente non avevano un compito facile. Molti i riferimenti – anche solo delle piccole citazioni – alle reali tragiche ore di Monaco ’72, come si può notare confrontando i fatti di cronaca reale presentati nelle prime due pagine di questo articolo con il film visto in sala. La presenza di alcuni dialoghi interessanti suscita inoltre qualche considerazione nello spettatore, che diventa parte attiva e non più passiva del film. C’è da sottolineare comunque che lo script, candidato all’Oscar come Migliore sceneggiatura non originale, a volte sembra parteggiare il versante israeliano, specialmente nella prima parte, omettendo importanti episodi della vita politica israeliana di quei tempi.


A sinistra lo sceneggiatore Tony Kushner, a destra la produttrice Kathleen Kennedy

Grande importanza è stata data alla scelta del titolo. Il film è infatti ne è rimasto per molto tempo senza, fino a quando Kushner non ha trovato la giusta soluzione con Munich: “Mi piace la sua semplicità perché questo è un film che comincia con un fatto storico compiuto e poi mostra che non c’è assolutamente niente di semplice in ciò che è accaduto e che tutte le certezze che sembrano circondarlo possono essere messe in dubbio.”