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Bond 50

di CineMan , pubblicato il 24 Ottobre 2012 nel canale SOFTWARE

“In alta definizione i primi cinquant'anni dell'agente segreto al servizio di Sua Maestà. In attesa del nuovo Skyfall, un cofanetto per ripercorrere la lunga strada cinematografica di James Bond”

Introduzione

Dal 1962 a oggi il personaggio nato dalla penna di Ian Fleming, tra i più longevi della storia del cinema, ha appassionato ed è stato amato da uno stuolo di generazioni che hanno contribuito ad alimentarne il mito. Volto e fisico si sono avvicendati nel tempo ma non lo 007 dell'immaginario collettivo, eroe con o senza licenza di uccidere, intelligente, classe e fascino da vendere, rude, impavido e spietato, amante perfetto. Un franchise multi miliardario che, dopo il poco convincente esordio nel 1954 col primo “Casino Royale”, ebbe non pochi problemi a investire nel ruolo il primo vero attore della saga, quel Sean Connery che nel 1962 fece partire col piede giusto “Licenza di uccidere” con notevole riscontro ai botteghini e tiepidi consensi della critica.

Da allora l'agente segreto non si è più fermato, passando da Sean Connery a George Lazenby poi Roger Moore, Timothy Dalton, Pierce Brosnan e Daniel Craig. Escludendo l'opera del '54 e la (ridicola) parodia “James Bond 007 - Casino Royale” con un giovane Woody Allen, rimane fuori dal contesto delle produzioni della famiglia Broccoli e della EON Production unicamente “007 - Mai dire mai” del 1983, uscito quando la rivalità tra Connery e Moore faceva ancora notizia e si rincorrevano voci sulla tramontata prestanza fisica dei due, l'alopecia dello scozzese contrapposta alla pancetta del britannico.

Attingendo il più possibile al patrimonio letterario di Fleming, prendendo sempre più 'licenza' di alterarne i contenuti aggiornando personaggio e avventure per rimanere al passo coi tempi, non tutte le sceneggiature hanno brillato. Certo una saga come quella di 007 la si ama o la si odia, ma c'è sicuramente chi ha particolarmente apprezzato il primo Connery, in special modo “Licenza di uccidere” e “Dalla Russia con amore”, come alcune delle pellicole interpretate da Moore tra cui “La spia che mi amava” o “Solo per i tuoi occhi”, testimoniandone i clamorosi tonfi di qualità delle ultime stanche interpretazioni nel ridicolo “Octopussy” e il successivo “Bersaglio mobile”.

Dopo la breve parentesi con il gallese Timothy Dalton che (almeno) lasciò il segno in “Vendetta privata”, fu un nuovo rinascimento con Pierce Brosnan nel 1995 a partire da “GoldenEye”, giusto l'anno successivo in cui James Cameron aveva mietuto spettatori con la sua visione dell'agente segreto (americano), quello impersonato da Arnold Schwarzenegger in “True Lies”. Brosnan, con classe da vendere, ha infine salutato il personaggio dopo l'ottimo “La morte può attendere”, il maggiore successo al botteghino dei quattro film da lui interpretati. 007 passa quindi di mano nel 2006 con il duro Daniel Craig nell'esplosivo “Casino Royale” e il successivo, più confuso e meno convincente “Quantum of Solace”.