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Jurassic Park - Ultimate Trilogy

di CineMan , pubblicato il 19 Dicembre 2011 nel canale SOFTWARE

“L'avvincente trilogia curata da Steven Spielberg e Michael Crichton finalmente in alta definizione. Distribuzione curata da Universal”

Film e qualità A/V

La trilogia preistorica di Steven Spielberg seppe dimostrare la magia della computer grafica e il relativo elevato potenziale in un’epoca in cui non si credeva possibile raggiungere simili vette di realismo. Tre opere legate dagli effetti speciali ma dissimili nel risultato artistico.

Quello del '93, “Jurassic Park”, primo dei due diretti dal grande regista, fu il film che incassò di più, quasi un miliardo di dollari, con una storia innovativa e coinvolgente che raccontava il sogno divenuto realtà del miliardario John Hammond (R. Attenborough), curatore di una sorta di 'riserva biologica' creata grazie a sorprendenti risultati ottenuti dalla ricostruzione del DNA di animali estinti, compresi quelli preistorici, clonati in laboratorio. Chiamato a fugare le perplessità degli investitori riguardo sicurezza e rischi relativi, un team di scienziati deve sopravvivere tra feroci animali carnivori in seguito alla violazione della sicurezza da parte di un tecnico corrotto.

Il sequel “Il Mondo Perduto”, vedeva John Hammond in difficoltà non solo fisiche ma anche economiche, con il subentro del freddo e calcolatore nipote convinto di poter mettere a frutto le scoperte scientifiche e gli animali preistorici per risanare le finanze della multinazionale di cui è divenuto amministratore. Del team originale di menti grigie in questo secondo film c'è solo il matematico Ian (J. Goldblum), ritrovando nella successiva spedizione Alan (S. Neill) ed Ellie (L. Dern), che in “Jurassic Park III” ancora una volta se la vedranno con Velociraptor e altre mostruose creature, coinvolti da una coppia decisa a ritrovare il figlio misteriosamente scomparso.

Quest'ultima opera, diretta dall'ottimo Joe Johnston (“Cielo d'ottobre”, “Rocketeer”, “Captain America”), convinse nuovamente le platee di tutto il mondo, nonostante il secondo film del '97 pareva avesse già detto (quasi) tutto sull'argomento.

Qualità video

Codifica video VC-1 e formato cinematografico originale 1.85:1 per tutte e tre le opere con risultato visivo crescente. Lo spettacolo non manca già dal primo film, che però palesa anche le maggiori flessioni, legate perlopiù a grana nei momenti di maggiore contrasto o scarsa luminosità, in special modo primi piani. In tali casi la solidità appare inferiore, con limiti per profondità di campo e precisione in secondo piano, come riscontrabile al capitolo 7, durante il pranzo del team di visitatori.

La massiccia presenza di computer grafica nel secondo film complica solo in parte il risultato visivo complessivo, con maggiore solidità e precisione anche in secondo piano, mentre permane un senso di inferiore profondità di campo nelle sequenze più buie, con neri a tratti ancora un po' alti.

Il migliore dei tre è l'ultimo capitolo della saga con senso di tridimensionalità, ricchezza dettagli, precisione per i particolari anche in secondo piano e fondali. Anche qui la resa ottimale è inficiata parzialmente da minime flessioni del contrasto con passaggi più soft.

Qualità audio

Identica la soluzione per l'italiano, con unica traccia DTS lossy 5.1 (754 kbps) di buona fattura, centrale mediamente ricco, elementi direzionali e dinamica, con subwoofer che regala passaggi in parte sostanziosi. L’offerta audio DTS include le lingue giapponese, francese, tedesco e spagnolo.

Per godere appieno di un risultato cinematografico che restituisca notevoli scariche di adrenalina occorre necessariamente passare all'originale DTS-HD Master Audio 7.1 canali (core @ 1509 kbps), con pressione sonora, passaggi panning, profondità del canale LFE e il terzo film prossimo a livelli da riferimento.