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The tree of life

di CineMan , pubblicato il 29 Novembre 2011 nel canale SOFTWARE

“L'albero della vita nella visione del maestro Terrence Malick, in alta definizione da 01 Rai Cinema. Ecco il giudizio di AV Magazine”

Nel Texas degli anni '50 vive la famiglia cattolica degli O'Brien. Il padre (B. Pitt) segue con rigore i figli, convinto di aumentarne le chance di successo nella vita e nella società. La promessa del sogno americano che lui stesso non è mai veramente riuscito a raggiungere e che col tempo ha finito per condizionarlo e spingerlo a un comportamento maggiormente burbero e severo. All'opposto la madre (J. Chastain), protettiva, che trasmette alla progenie il valore profondo di sentimenti e amore. Il racconto segue in particolare l'evoluzione del giovane O'Brien, Jack (H. McCracken), sotto pressione da parte del padre, che avanza pretese assurde rispetto alla giovane età del figlio.

L'eccessivo contrasto spingerà Jack a desiderare la morte del genitore, rinnegare l'esistenza di Dio, interiormente disorientato. Uno stato d'angoscia e sofferenza sempre meno gestibili al sopraggiungere della morte del fratello a soli diciannove anni. Oramai adulto (S. Penn), Jack non troverà pace nel mondo, alla perenne ricerca di risposte e un senso da dare alla vita.

Perfezione assoluta della messa in scena, intenso afflato che da sempre è nella settima arte di Terrence Malick, tra silenzi e dialoghi sussurrati a evocare continue ondate emotive. Tra filosofia, religione, morale, fisica e metafisica, un'articolata e profonda lettura sul significato ultimo dell'esistenza e dell'essenza dell'essere umano nell'universo; prima opera d'arte in cui Malick ha massicciamente impiegato effetti speciali in computer grafica, evidentemente ritenuti all'altezza e intellettualmente appropriati, almeno quanto lo furono quelli ottico-visivi di Kubrick in “2001” o di Douglas Trumbull (amico di Malick qui chiamato come supervisore agli effetti speciali visivi) in “Brainstorm – Generazione elettronica”. ll rischio quello di una visione superficiale o l'erronea aspettativa di un'opera di genere, sopraffatti da un puro esercizio di stile.

Qualità video

Codifica AVC/MPEG-4, 24p. Formato immagine 1.78:1 prossimo all'originale 1.85:1, unico (dis)appunto a questa formidabile presentazione. Fondamentale la versione HD per riportare al meglio delle possibilità attuali la complessa cinematografia, un'esperienza sensoriale fuori scala per cui il direttore Emmanuel Lubezki (“Ali”, “I figli degli uomini”) ha impiegato cineprese 35mm e 65mm, IMAX oltre a telecamere HD 4k tra cui la Red One.

La visione è appagante e lascia il segno, la complessità delle immagini restituita è notevole, lasciando la sensazione di non stare perdendo nulla dell'immenso impianto scenografico. Palette cromatica vivace, neri profondi. Visivamente un prodotto da riferimento.

Qualità audio

Doppia traccia DTS-HD Master Audio 5.1 canali (core @ 1509 kbps) entrambe di notevole efficacia. Passaggi spesso densi, dialoghi che anche se accennati sono dotati della giusta presenza dal centrale, accompagnamento musicale di rara portata emozionale e profondità d'animo grazie a un'incredibile pletora di brani di compositori d'eccellenza tra cui Mahler, Respighi, Gustav Holst, Bach, Berlioz e Mozart oltre alle musiche originali del maestro Alexandre Desplat (“Syriana“, “Hostage”).

Consigliato l'ascolto a un livello volume mediamente elevato per cogliere le innumerevoli sfumature aiutando così anche il subwoofer che altrimenti rischia di finire relegato in secondo piano. L'inglese offre qualcosa in più per l'apertura della scena sonora. L'edizione americana si avvantaggia di una DTS lossless 7.1 canali.

Contenuti speciali (HD)

Restio come in passato a mostrarsi in pubblico, anche questa volta il maestro Malick non compare nell'unico extra: un making of di 30 minuti confortato da immagini del film e rarissimi momenti della lavorazione in SD (passaggi precari per la quasi assenza di luce). Un documentario, prodotto da Laurent Bouzereau (il più importante e prolifico curatore di documentari sul cinema), in cui parlano alcuni collaboratori e artisti coinvolti nella produzione con interventi di due grandi registi come Christopher Nolan e David Fincher.

La pagella secondo Cineman

Film 9
Authoring 7
Video 9
Audio ITA 9
Audio V.O. 9
Extra 7

 

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Commenti (3)

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Commento # 1 di: Jijital pubblicato il 29 Novembre 2011, 15:50
Meravigliosa recensione!

Grazie mille per l'eccellente recensione! Il film non l'ho ancora visto. Ho The Thin Red Line di Mallick, su DVD e mi è piaciuto moltissimo. Per questo, mi rifarò presto e sicuramente, in BD!
Commento # 2 di: Stein pubblicato il 01 Dicembre 2011, 16:37
Penso che lo prenderó quanto prima, l'ho apprezzato molto.
Commento # 3 di: davidthegray pubblicato il 16 Gennaio 2012, 17:32
Film indicibilmente bello. Nella mia scala ha superato 2001, in tutto. Particolarmente nel messaggio, ma anche visivamente e nelle scelte musicali. Non l'avrei mai detto possibile.