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I Fantastici 4

di Alessio Tambone , pubblicato il 09 Dicembre 2005 nel canale SOFTWARE

“Dal 25 Novembre è disponibile in DVD il film I Fantastici 4, tratto dall'omonimo fumetto della Marvel. Ecco la recensione tecnica e artistica di AVMagazine, che ha analizzato un'edizione speciale a due dischi ricca di promesse ad altissimo contenuto tecnico.”

La sceneggiatura e la regia

Gli sceneggiatori Michael France (The Punisher, Hulk) e Mark Frost (Il mistero di Storyville) hanno adattato l'incipit de I Fantastici 4, modernizzando notevolmente l'epoca. Tralasciando l'ispirazione prettamente fumettistica, siamo costretti ad analizzare una sceneggiatura molto deludente e per niente interessante. Punto cardine dei fumetti Marvel è il duplice rapporto del super-eroe sia con se stesso (consapevolezza e accettazione dei poteri) che con la società (l'eterno conflitto del diverso con la massa). Punti cardine, tra l'altro, sondati e sviscerati molto bene in precedenti realizzazioni come le saghe Spider-man e X-men.


I Fantastici 4 alle prese con problemi di fama

In questo film si è cercato di considerare questi parametri, ma quello che ne è uscito è il classico polpettone: tutto dentro senza alcuna spiegazione apparente. Tutti gli aspetti vengono toccati ma mai analizzati in profondità. Insomma, sarebbe stata preferibile una sceneggiatura più povera di considerazioni psicologiche ma meglio realizzate.

A questi difetti si va ad aggiungere uno sbilanciamento eccessivo della trama, che pende nettamente verso l'inizio dei giochi. Troppi metri di pellicola dedicati alla presentazione dei personaggi, troppi dialoghi (inutili, viste le precedenti considerazioni) e poca azione. Un altro dei punti a favore dei recenti comics-movie - gli scontri tra buoni e cattivi - non è stato preso praticamente in considerazione, con il dr. Destino che si fa ingabbiare come un fesso in cinque minuti scarsi alla fine del film, per di più al primo scontro serio.


Dr. Destino VS I Fantastici 4 nel combattimento finale

E se vogliamo girare il coltello nella piaga, possiamo anche parlare degli spunti comici, disseminati in maniera massiccia e inutile per tutta la durata del film. Troppe battute, per un film che non si prende mai sul serio. Un film comico allora? Si, se le battute fossero davvero divertenti...


Escludendo qualche scena, regia e montaggio non presentano rilevanti spunti di interesse
- click per ingradire -

Questa situazione disperata non viene aiutata più di tanto dalla regia di Tim Story (New York Taxi) e dal montaggio di William Hoy (Io, robot). Salvando alcuni primi piani e l'incorniciatura al risveglio di Ben, non troviamo nella regia alcuna novità, caratterizzazione o movimento degno di nota. Costituiscono un pugno nell'occhio inoltre i tanti errori di continuità: espressioni degli attori traditi dal campo/controcampo, comparse che spariscono nel giro di poche inquadrature e montaggi di scene sinceramente non compresi. Da premiare invece il montaggio della scena sul ponte di Brooklyin, che consente di tenere alto il ritmo della pellicola.