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La principessa e il ranocchio

di Alessio Tambone , pubblicato il 27 Aprile 2010 nel canale SOFTWARE

“La Disney torna all'animazione classica con questo bel cartone distribuito in Italia in questi giorni. A dirigere il film la coppia di registi che in passato ha dato vita a capolavori come La sirenetta e Aladdin”

Walt Disney Pictures distribuisce in Italia il Blu-ray de La principessa e il ranocchio, commedia d'animazione (è il 49° lungometraggio Disney) ambientata nella città di New Orleans. Il soggetto è chiaramente ispirato alla fiaba Il principe ranocchio dei fratelli Grimm, con qualche modifica disneyana e una poco velata spruzzata di politically correct. Protagonista è Tiana, ragazza afroamericana sicuramente lontana dalle classiche principesse della casa di Topolino, che al posto di principi, castelli e regni lontani preferisce il successo personale faticosamente sudato con tanto lavoro e tanta indipendenza. In un momento di difficoltà decide di seguire il classico percorso delle fiabe: baciare un ranocchio per ritrasformarlo in principe, guadagnando un importante aiuto per l'apertura del suo primo ristorante. Il bacio non ha però l'effetto sperato: il ranocchio non si trasforma in principe, ma la povera ragazza si trasforma in ranocchio. La situazione precipita, trascinando i due piccoli anfibi verdastri in un'avventura lontano dalla città, nelle sconosciute paludi della Louisiana contaminate dal jazz e dalla cattiva magia nera. Accanto a loro gli immancabili personaggi "minori" Disney, questa volta impersonati da una lucciola Cajun di nome Ray (eccellente il doppiaggio di Luca Laurenti) e il grande alligatore Louis che improvvisa il jazz con la tromba (ogni riferimento al grande Armstrong è assolutamente voluto). Partiamo con l'analisi del film dai due registi Ron Clements e John Musker, la coppia che aveva già creato capolavori come La sirenetta e Aladdin, oltre a Basil l'investigatopo, Hercules e Il pianeta del tesoro. Il loro tocco si vede chiaramente, specialmente quando situazioni e personaggi ricordano un po' troppo da vicino i loro lavori (il principe Eric o il cattivo Jafar) o altri capolavori Disney (l'ascesa dell'invidioso Scar de Il re leone). In più il film riprende la classica tradizione Disney di affidare alle canzoni buona parte dei pensieri dei protagonisti, con sette brani inediti (più uno sui titoli di coda realizzato da Ne-Yo) che affiancano la particolare colonna sonora ideata da Randy Newman con influenze jazz, blues, gospel, Dixieland e zydeco. Per tutti questi motivi guardando La principessa e il ranocchio ci si sente a casa, coccolati dall'indimenticabile tratto di zio Walt che torna a farci visita con un film realizzato in animazione tradizionale, senza la Computer Grafica ma con degli errori che denotano la ruggine nella mano dei disegnatori più anziani e la poca esperienza di chi all'animazione si è affacciato solo negli ultimi anni, quando cioè le possibilità di partecipare ad un progetto di questo tipo sono diventate praticamente nulle. Non a caso l'art director Ian Gooding ha parlato più volte di "riprendere" quello stile di animazione e della necessità di un grosso periodo di "addestramento" per le giovani leve, oltre alla bella battuta che mette in evidenza la difficoltà nel comprare la grande quantità di carta necessaria per un progetto simile. La principessa e il ranocchio è un ritorno al passato (si, i personaggi non ruttano), un'operazione fortemente voluta dal nuovo responsabile creativo dei Walt Disney Animation Studios John Lasseter che continuando a seguire con un occhio la sua amata Pixar e i cartoni in CG, porta avanti questo "nuovo" progetto del disegno fatto a mano. La principessa e il ranocchio è quindi un punto di partenza - almeno speriamo - per il ritorno dell'animazione vecchio stile, ancora in grado secondo noi di dire qualcosa nel mercato cinematografico accanto ai nuovi prodotti in CG. Anche solo per questo motivo il film merita una visione.

Qualità Video

Il film è presentato nel formato anamorfico originale 1.85:1 su supporto BD-50 e codifica video nel classico AVC MPEG4. Eravamo curiosi di analizzare il disco, vista la piacevole abitudine di film d'animazione (in Computer Grafica) che ultimamente trovano un'edizione home video veramente ben fatta. La stessa qualità la ritroviamo per fortuna anche in questo film di animazione tradizionale, che dal punto di vista video risulta assolutamente eccellente. Buona la brillantezza dei colori, presentati su immagini nitide e sempre molto pulite, che mantengono un dettaglio elevato anche nelle scene un po' più scure disseminate nel film.

Qualità Audio

Il disco contiene una traccia italiana codificata in DTS 5.1. Sufficiente la resa generale, che propone dialoghi e musiche puliti e tutto sommato ben compressi, anche se molto più orientati sul fronte anteriore rispetto a quello posteriore, che si risveglia insieme al canale LFE in troppe poche scene (esempio: la fuga dei due protagonisti trasformati in rane dal ballo). La dinamica audio migliora leggermente con l'inglese DTS-HD Master Audio, sicuramente più equilibrato nei canali e dotato di una brillantezza aggiunta tipica di una traccia lossless.

Contenuti Speciali

Gli extra del disco, tutti in HD, sono molto orientati agli adulti. Si parte dalla visione del film, fruibile con il classico commento audio di registi e co-sceneggiatori e con l'interessante possibilità di sovrapporre per tutta la durata attraverso il PiP gli storyboard del film. La clip video più interessante si intitola "Magia nella palude": in 20 minuti il filmato ricorda i grandi successi Disney e analizza questa rinascita dell'animazione tradizionale, illustrando i personaggi del film, le scelte di regia e ambientazione, alcuni spunti di sceneggiatura e le idee per le importanti musiche realizzate per il lungometraggio. Seguono le solite brevi clip - un paio di minuti per featurette - che analizzano singolarmente alcuni aspetti del video, aggiungendo però poco a quanto visto e sentito con gli extra precedenti. Le clip si intitolano "Il retaggio Disney" (uno sguardo al passato), "La nuova principessa Disney", "La principessa e gli animatori", "Trucchi da cattivo", "Il ritorno al musical animato" e "Il ritorno dell'animazione disegnata a mano". Abbiamo detto dell'inesperienza di alcuni animatori non abituati a questo tipo di lavorazioni. Emblematiche da questo punto di vista le due interessanti clip racchiuse nella sezione "Portare in vita l'animazione" che mostrano, con il commento dei tecnici coinvolti, le riprese live-action realizzate con attori in carne e ossa per trarre spunto nei complessi movimenti dei personaggi animati. Chiudono la sezione per gli adulti quattro scene eliminate visualizzate naturalmente con storyboard animati introdotti dai due registi e le interessanti gallerie di immagini, dedicate rispettivamente allo sviluppo degli ambienti, dei personaggi e degli sfondi. Per i più piccoli si segnala invece il video musicale "A un passo dai miei sogni" e il gioco interattivo "Che cosa vedi", un simpatico passatempo che sfida i più piccoli a riconoscere quale volto di principessa stanno formando le lucciole presenti nel film, ricordando la simpatica scena di Alla ricerca di Nemo con la richiesta di indicazioni per raggiungere Sidney.

La pagella secondo Alessio Tambone

Film 7
Authoring 7
Video 8
Audio ITA 6
Audio V.O. 7
Extra 7

 



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