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Sky Captain and the world of tomorrow

di Alessio Tambone , pubblicato il 24 Marzo 2005 nel canale SOFTWARE

“Disponibile già da qualche settimana sui nostri scaffali, il DVD di "Sky Captain and the world of tomorrow" viene offerto in edizione con doppio disco ricco di inserti, in modo da aiutarci a scoprire tutti gli effetti speciali che ne hanno reso possibile la realizzazione.”

Note tecniche sulla produzione - II

La troupe ha dovuto affrontare molti problemi dovuti alla sincronizzazione tra le riprese reali e le scene realizzate digitalmente. Questo perché non è stata utilizzata alcuna tecnica di motion control che gestisse in modo automatico i movimenti di camera. Molto grandi anche gli sforzi effettuati per rendere uniforme la luce durante le riprese. La presenza di campi e controcampi realizzati su blue screen differenti in una stessa scena ha creato infatti non pochi problemi.

Per realizzare digitalmente le scenografie sono state utilizzate essenzialmente due tecniche. Quella principale consisteva nell'uso di sfondi fotografici e mascherini dipinti (i cosiddetti "matte paintings"). I vari fondali sono stati poi combinati tra loro e resi idonei ai movimenti di camera attraverso ricostruzioni e animazioni digitali. Gli artisti si sono direttamente ispirati ai disegni di New York di Hugh Ferriss, celebre architetto e illustratore degli anni '30. Fonte di ispirazione differente per la ricostruzione di Shangri-La, ispirata invece ai quadri di Stromberg.

Un'altro elemento ispirato alle arti degli anni passati è sicuramente la fotografia. Dovendola definire in poche parole la si potrebbe descrivere come "noir seppiata". Grandi zone d'ombra lasciano il posto ad immagini cariche di colori con accentuate sfumature color seppia. Il procedimento utilizzato per ricavare questa incredibile tavolozza cromatica è molto particolare. Tutte le immagini generate al computer sono state realizzate in bianco e nero. Addirittura inizialmente il regista Conran voleva spacciare il film come un inedito di Frank Capra.

Poi gli artisti addetti alla fotografia hanno studiato le ombre sui volti degli attori dalle registrazioni sui set. Quindi, senza utilizzare alcuna tecnologia creata ad hoc ma solo 5 diversi plug-in di Adobe After Effects, i fotogrammi sono stati colorati come un dipinto ad olio, sovrapponendo i diversi strati. E il risultato è davvero notevole. Nelle scene di Shangri-La si nota l'accentuazione dei colori pastello resi più saturi.

Anche il montaggio è caratteristico. L'uso intensivo di transizioni articolate e la mancanza assoluta di tagli netti tra una scena e l'altra, fornisce al film un grande senso di continuità. Le classiche dissolvenze sono affiancate da transizioni a scorrimento e a tendina. Citazioni anche nel montaggio. Evidente la grande similitudine, per la scena dei titoli dei giornali all'inizio del film, con Quarto potere di Orson Welles. La maggior parte dei costumi e degli accessori sono stati disegnati da Kevin Conran, fratello del regista. La costumista ufficiale è comunque Stella McCartney.