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Sky Captain and the world of tomorrow

di Alessio Tambone , pubblicato il 24 Marzo 2005 nel canale SOFTWARE

“Disponibile già da qualche settimana sui nostri scaffali, il DVD di "Sky Captain and the world of tomorrow" viene offerto in edizione con doppio disco ricco di inserti, in modo da aiutarci a scoprire tutti gli effetti speciali che ne hanno reso possibile la realizzazione.”

Note tecniche sulla produzione - I

La bellezza del film va' però al di là delle citazioni. Partiamo dall'origine. Il progetto è nato nella mente del regista Kerry Conran che, non avendo a disposizione mezzi e contanti, decise di creare un corto partendo da un uso intensivo delle tecnologie digitali. Lavorò per due anni con il suo Apple II e realizzò un corto di 6 minuti. Il passaggio successivo fu quello di far vedere il lavoro realizzato alla sua amica produttrice Marsha Oglesby che a sua volta lo presentò al produttore Jon Avnet. Il corto bastò a stuzzicare l'interesse del produttore e ad illustrare le potenzialità della tecnica di ripresa utilizzata. Ma come è stato realizzato il corto e successivamente il film?


Immagini dal set con utilizzo della tecnica del blue screen

Punto cardine è l'uso del blue screen. Tutti gli attori (sia quelli di prova per il corto che quelli definitivi per il il film) hanno sempre recitato su uno sfondo blu, sostituito in fase di post-produzione con accurati fondali. Gli unici elementi veri del set erano i piccoli dettagli con i quali gli attori dovevano interagire: bottiglie, bicchieri, pistole, porte.


Il ricorso alla grafica con computer è piuttosto esteso

Tutto il resto era inesistente: robot, macchine, cielo, acqua, fuoco, aerei, uffici... tutto realizzato con il computer. In totale ci sono voluti 8 anni per portare a termine il lavoro, nonostante Kerry Conran abbia chiesto l'aiuto di altre società per la realizzazione degli effetti speciali: ILM, PLF, Pac Title, LUMA, Ring of fire, Engine Room, R!OT e Rising Sun. Ognuna di queste società ha contribuito in maniera diversa alla realizzazione del film.

Le riprese sono durate solo 28 giorni. I primi momenti di registrazione sono stati traumatici per gli attori, che non erano abituati a recitare su set completamente privi di arredi o punti di riferimento. Il regista è stato così costretto (ma ormai è diventata quasi una prassi, visti gli ottimi risultati) a realizzare una versione animata del film partendo dagli storyboard.

 
sequenza che spiega l'utilizzo della tecnica del blue screen

Questo per dare agli attori una visione generale della scena, delle angolazioni di ripresa e dell'ambiente nel quale sarebbero stati  inseriti. I 4 attori principali hanno fornito comunque un'ottima prova. L'unica che forse non si è ben integrata con l'ambiente blue screen è Gwyneth Paltrow, che nelle scene iniziali di fuga a New York forse era più preoccupata di dove mettere i piedi che della sua recitazione.

Il discorso cambia però quando l'attrice si esibisce in smorfie e sberleffi: eccellente! Menzione speciale per Jude Law, Angelina Jolie e Giovanni Ribisi, che hanno interpretato i loro personaggi perfettamente. Per quanto riguarda gli attori, da segnalare inoltre la presenza di Sir Laurence Olivier, morto nel 1989, nel ruolo del cattivo. Tramite delle vecchie registrazioni e con l'ausilio del computer, è stato possibile ricostruire il suo volto e farlo recitare. Scelta discutibile...