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LAB: Sony Xperia Z1

di Emidio Frattaroli , Franco Baiocchi , pubblicato il 10 Ottobre 2013 nel canale MOBILE

“Il nuovo Sony Xperia Z1, presentato all'IFA di Berlino, è tra i pochi terminali dotati del nuovo SoC Snapdragon 800 ed è probabilmente uno dei più veloci e potenti terminali presenti sul mercato. Ecco la nostra analisi con benchmark ABD, limitati al momento alla sezione audio e display, oltre che a CPU e GPU.”

L'ascolto

Partiamo dall'auricolare integrato nel telaio, disposto tra la fine del vetro e il bordo superiore. Una posizione perfetta perché consente di appoggiare il telefono all'orecchio e trovare subito la posizione migliore, senza spalmare lo schermo sulla guancia. L'audio dell'auricolare in dotazione è chiaro, abbastanza potente e ricco di armoniche. Il suono insomma, al netto della compressione utilizzata per le chiamate, permette di riconoscere agevolmente il proprio interlocutore.

Il "viva voce", disposto sul lato inferiore, è appena sufficiente sia come potenza che per estensione in frequenza ed sembra carente soprattutto sulla porzione più alta dello spettro sonoro. La posizione secondo noi è ottima e preferibile rispetto alla posizione sul lato posteriore come avviene nella quasi totalità dei terminali. In questo caso, le necessità di impermeabilizzazione ne hanno limitato l'efficienza.Veniamo ora alla dotazione software.

L'applicazione "Walkman" per la riproduzione musicale è stabile e molto carina, ma solo graficamente. Purtroppo, non è compatibile con i formati audio ad alta risoluzione e non si và oltre il wav a 16 bit e 48 kHz. Niente da fare neanche con i FLAC. Se si vuole andare oltre i formati compressi è necessario rivolgersi ad altre applicazioni, come Poweramp che utilizziamo per effettuare le misure sull'uscita audio. Da questo punto di vista, da parte di Sony e da un'applicazione con lo storico logo "Walkman" mi aspettavo di più.

In mancanza degli auricolari in dotazione (la confezione per la stampa specializzata ne era sprovvista), e vista l'impossibilità di utilizzare cuffie con impedenza media oppure elevata, ho effettuato la prova di ascolto di brani ad alta risoluzione (24/96) con le nostre cuffie di riferimento a bassa impedenza: le Klipsch Image One (II) di tipo sovra-aurale (32 ohm di impedenza) e le Yamaha HPH-PRO400 di tipo circum-aurale (23 ohm di impedenza). La bassa potenza a disposizione è evidente, anche con cuffie di elevata sensibilità come quelle che abbiamo scelto come riferimento.

In particolare è la gamma più bassa a mancare di corpo mentre la gamma più elevata è meno precisa, soprattutto nei transienti più generosi. In ambienti più silenziosi e limitando il controllo di volume di due step rispetto al massimo, la situazione migliora notevolmente. La gamma bassa acquista più sostanza e la porzione medio-alta dello spettro è decisamente più precisa. Peccato che il volume a disposizione sia davvero modesto.