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Mobile display benchmark

di Emidio Frattaroli , pubblicato il 05 Settembre 2013 nel canale MOBILE

“Anche il nuovo sistema di misura e benchmarking per i display riparte dai prodotti mobile, con un nuovo approccio completo ed efficace per poter analizzare e confrontare le prestazioni nella qualità della riproduzione delle immagini per tablet e smartphone, grazie a fotometri e spettrometri molto sofisticati”

Introduzione


A sinistra Minolta CS100, al centro lo spettrometro Ocean Optics e a destra il Minolta LS100
- click per ingrandire -

Il display è probabilmente la parte più importante di uno smartphone o di un tablet poiché è la principale interfaccia che ci consente di interagire con il prodotto. Per analizzare la qualità dei display dei prodotti mobile, in AV Magazine utilizziamo il meglio del nostro laboratorio, ovvero gli stessi strumenti di misura e lo stesso approccio scientifico che adoperiamo per l'analisi di tutti gli altri prodotti dedicati alla riproduzione delle immagini; dai monitor broadcast, ai televisori, dai proiettori home theater a quelli per cinema digitale 4K.

All'interno del nostro laboratorio abbiamo a disposizione numerosi strumenti di misura, certificati dai più autorevoli sistemi di taratura, nazionali e internazionali. Per ogni parametro da analizzare utilizziamo soltanto lo strumento migliore. Ad esempio, per l'analisi delle coordinate cromatiche, (gamut, fedeltà cromatica e bilanciamento del bianco), utilizziamo come riferimento uno spettrometro Ocean Optics ad elevata risoluzione (2 nm FWHW). Per l'analisi della luminanza, del gamma e del rapporto di contrasto, utilizziamo un fotometro Minolta LS100, con angolo di campo di 1°. Per l'analisi dell'angolo di visione - di prossima pubblicazione - utilizziamo un colorimetro Minolta CS100, anche questo con un angolo di campo di 1°. Occasionalmente, per le misure sul campo utilizziamo anche prodotti x-rite opportunamente selezionati e/o profilati, come il colorimetro i1 Display Pro e lo spettrometro i1 Pro.


Per garantire l'accuratezza dei risultati, gli strumenti vengono ricalibrati periodicamente

Di norma il DUT (Device Under Test) viene analizzato all'interno del nostro laboratorio in totale assenza di luce, con un attento controllo delle riflessioni e con temperatura dell'aria compresa tra i 18° e i 26 Gradi Celsius. In alcuni casi (fiere e altri eventi) le misure sono effettuate sul campo: in queste occasioni verranno segnalati sia gli strumenti di misura utilizzati che le condizioni a corollario del test, compresa la eventuale illuminanza in ambiente. Per una misura che introdurremo prossimamente, viene immessa intenzionalmente luce controllata, ad intensità, angolo e spettro conosciuti, il tutto per verificare il rapporto di contrasto con grandi quantità di luce in ambiente.

Per le misure utilizziamo sempre immagini PNG alla risoluzione nativa e soltanto dopo un warm-up del DUT di almeno 30 minuti. Come seconda scelta, abbiamo un set di segnali in formato GIF e, come terza scelta, segnali in formato JPG; questi ultimi però non immuni da minimi artefatti di compressione. In ogni caso sarà sempre segnalato il formato dei segnali utilizzati in ogni test. Come software di riproduzione, nel DUT viene utilizzato quello pre-installato di default dal produttore. In caso di più software a disposizione, viene sempre verificata una corrispondenza dei risultati, indicando eventuali differenze. In alcuni casi verranno verificate le prestazioni anche con filmati in formato H.264, 720p a 6 Mbps, con l'obiettivo di verificare gli stessi segnali test proposti con le immagini statiche.


Le immagini in formato PNG, al contrario di quelle JPEG, non hanno artefatti di compressione

Per essere ancora più chiari, non ci fermeremo alla mera trascrizione della risoluzione e della densità di pixel. Anche perché, considerando la distanza media da cui si osserva il display di uno smartphone e l'acutezza visiva di una persona normale, una densità di pixel superiore a 300 punti per pollice è assolutamente inutile oltre che - per alcuni aspetti - controproducente. Se osserviamo da una distanza di 25 cm due display con diagonale di 4,9", il primo con risoluzione di 1280x720 punti (300 DPI) e l'altro con 1920x1080 punti (450 DPI), avranno lo stesso dettaglio poiché la densità dei pixel di quello full HD va ben oltre l'acutezza visiva della razza umana. D'altra parte, il prodotto con display full avrà il doppio di pixel da "muovere" rispetto a quello con risoluzione inferiore.