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Mobile display benchmark

di Emidio Frattaroli , pubblicato il 05 Settembre 2013 nel canale MOBILE

“Anche il nuovo sistema di misura e benchmarking per i display riparte dai prodotti mobile, con un nuovo approccio completo ed efficace per poter analizzare e confrontare le prestazioni nella qualità della riproduzione delle immagini per tablet e smartphone, grazie a fotometri e spettrometri molto sofisticati”

Gamut benchmark

Ed eccoci finalmente all'analisi dei colori. Il primo parametro della riproduzione dei colori che analizziamo si riferisce al gamut, meglio conosciuto come triangolo di gamut: la figura geometrica, disegnata all'interno dello spazio colore, che ha come vertici le coordinate delle tre componenti RGB. Se lo spazio colore (lo spazio colorato) indica tutti i colori visibili dai nostri occhi, il triangolo di gamut ci dirà quali siano i colori che il DUT sarà in grado di riprodurre e che sono compresi all'interno dell'area del triangolo. In molti pensano che un triangolo più ampio possibile (ovvero con colori saturi e profondi) sia sinonimo di elevata qualità. La questione in realtà è molto più complessa.

Ad oggi esistono numerosi standard. Allo stesso modo in cui esiste uno standard per la produzione di carburante, che ne consente l'utilizzo in tutto il mondo e con tutti i veicoli compatibili, nel campo dei display esistono degli standard che indicano come devono essere riprodotte le immagini. Per fare un esempio, esiste uno standard per la riproduzione delle immagini in alta definizione e un altro per la riproduzione di foto. Per nostra fortuna, su alcuni aspetti, gli standard per la riproduzione di immagini HD e foto sono molto simili.


Una comparazione tra tre gamut: dall'interno abbiamo quello HD, DCI e Ultra-HDTV
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Tornando ai display dei nostri DUT, siano essi tablet o smartphone, gli standard internazionali indicano come devono essere riprodotti i colori e le sfumature di grigio. Non importa quale sia la luminanza massima del display o la tecnologia utilizzata: il triangolo di gamut di un display per riprodurre contenuti in alta definizione è ben definito ed uno soltanto. Il triangolo di gamut DCI per riprodurre contenuti per il cinema digitale è un po' più ampio rispetto a quello HD, mentre quello del nuovo standard televisivo Ultra HDTV (a risoluzione 4K e 8K) ancora di più.

Al momento, dopo esserci confrontati con alcuni costruttori, abbiamo deciso di prendere come riferimento, per le coordinate cromatiche e per il gamma, non le raccomandazioni per lo standard sRGB ma quelle contenute nel documento BT.709-5, pubblicato nell'aprile del 2002 dall'ITU (International Telecommunication Union) e relativo alla riproduzione delle immagini in HDTV. Il documento è consultabile a questo indirizzo. Per i più curiosi segnaliamo anche la raccomandazione BT.2020 relativa ai display Ultra HDTV 4K e 8K con cui presto dovremo fare i conti e disponibile sempre sul sito dell'ITU a questo indirizzo.


Il DUT "A" è un display con tecnologia LCD; il DUT "B" è un display AMOLED
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Per l'analisi del triangolo di gamut quindi non sono importanti le dimensioni generali del triangolo di gamut ma quanto le singole coordinate si discostano dal riferimento. Un triangolo più piccolo del riferimento è deprecabile esattamente come un triangolo troppo grande: a noi non deve importare se alla massa piacerà di più il display con triangolo più grande, quindi con colori più profondi, bensì quello con il triangolo più vicino possibile al riferimento. C'è anche da dire che alcuni display hanno triangoli di gamut che sono nativamente molto estesi, e quindi lontani dal riferimento dell'HDTV. D'altra parte, nel menu di questi DUT, talvolta è possibile selezionare delle impostazioni predefinite che possono modificare il triangolo di gamut in senso positivo e offrire quindi una riproduzione più corretta e naturale.


In questo esempio il miglior DUT (tecnologia LCD) coincide con quello che ha il triangolo più piccolo;
il DUT peggiore peggiore è quello con il triangolo più grande e molto lontano dal riferimento.

Tornando al nostro benchmark, prima di tutto procederemo alla pubblicazione del triangolo di gamut del DUT (oppure di vari triangoli di gamut, qualora fossero presenti più impostazioni predefinite). Il tutto sarà riprodotto nello spazio colore CIE 1931 che reca anche sullo sfondo il riferimento BT.709. Inoltre, dalle coordinate pubblicate calcoleremo il Delta E rispetto alle coordinate di riferimento e da qui la media del Delta E rispetto alle sole tre coordinate RGB. In questo caso il valore più basso sarà quello migliore poiché più vicino al riferimento. Gli altri tre valori identificano il Delta E delle singole componenti RGB. Anche nell'analisi del Delta E, la luminanza viene considerata all'interno della formula.