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Ulefone Be Pro 2

di Emidio Frattaroli , Franco Baiocchi , pubblicato il 11 Gennaio 2016 nel canale MOBILE

“Il Be Pro 2 è uno smartphone dual SIM con schermo da 5,5 pollici, SoC quadcore da 1GHz, 2GB RAM, 16GB ROM e un prezzo che lo iscrive alla fascia molto bassa di smartphone, ma che può tranquillamente essere annoverato a fianco di terminali dal prezzo nettamente superiore.”

Ergonomia e hands on


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L'Ulefone Be Pro 2 è disponibile in 3 finiture: Dark Blue, Silk White, Sandstone Black. La versione che abbiamo in test è con colorazione Dark Blue. Lo smartphone, essendo equipaggiato con un generoso display da 5,5 pollici è davvero molto grande almeno per quanto riguarda l'altezza; riesce a far sembrare minuscolo a suo confronto anche un telefono enorme come l'LG G3 che monta, anche esso, un display da 5.5 pollici; non si capisce l'esigenza costruttiva di lasciare quasi due centimetri ulteriori sul bordo inferiore, al di sotto del display, dove sono presenti i tasti di controllo soft touch che potevano essere implementati come menu a scomparsa direttamente nel display stesso, soluzione adottata ad esempio su alcuni smartphone LG e Sony per contenere le dimensioni di un telefono già ingombrante.


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Ulteriore pecca molto grave è l'assenza di illuminazione dei tasti soft touch che rende davvero difficile la gestione del telefono al buio, ad esempio per riuscire a premere correttamente l'utilizzatissimo tasto "back": nonostante io non soffra di grossi problemi motori e di coordinazione ho bisogno di due o tre tocchi ogni volta per riuscire a indovinare la posizione del tasto. Altra nota dolente è data dalla conformazione del connettore micro USB posizionato sul bordo superiore del telefono: già questa tipologia di posizionamento, di per sè, rende abbastanza scomodo l'utilizzo dello smartphone in caso di utilizzo durante una sessione di ricarica; per di più la particolare forma del connettore fa sì che lo spinotto di alimentazione fuoriesca con estrema facilità dalla sede rendendo praticamente impossibile le ricarica in condizioni di normale utilizzo, non necessariamente durante le telefonate. In realtà questo evento non si verifica con il cavo in dotazione, che calza abbastanza perfettamente nel connettore, ma risulta alquanto scomodo dover utilizzare necessariamente quello.


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Ci piace molto invece la posizione su lati differenti del tasto di accensione e di quelli per il volume evitando così la possibilità di facile confusione come succede in numerosi altri terminali; piccolo neo è la posizione troppo verso l'alto dei tasti di volume sul lato sinistro che ne rende complicato l' utilizzo per chi non ha mani gigantesche in caso di gestione del terminale con una sola mano. Il phablet, nonostante le dimensioni, si riesce a tenere abbastanza agevolmente con una sola mano. Merito soprattutto del peso, del bilanciamento (davvero ottimo) e di un buon grip sui due lati che hanno uno spessore di qualche millimetro che si rivela confortevole al tatto, al contrario di altri terminali molto più sottili, ad iniziare dal Samsung S6 edge.

  
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L'accensione dello smartphone è davvero molto lenta: occorrono infatti più di 50 secondi prima che il terminale sia in uno stato operativo pronto all'utilizzo. Al primo avvio otteniamo un'interfaccia abbastanza standard di Android Lollipop 5.1 nella versione AOSP (Android Open Source Project), quasi per nulla personalizzata e che presenta qualche piccolo bug. C'è però da dire che, dopo pochi giorni di utilizzo, in cui avevo riscontrato un fastidioso bug nella possibilità di accendere il display in stand by con un semplice doppio tap ( opzione configurabile nelle impostazioni di sistema), è subito risultato presente un aggiornamente del firmware che al riavvio aveva risolto, con mia somma gioia, questo fastidioso malfunzionamento.

Altro update del firmware dopo pochi giorni ancora con la correzione di ulteriori bug. Il sistema è dunque "mantained" e ci si aspetta la risoluzione degli altri piccoli bachi riscontrati che seppur di poco conto possono risultare noiosi. In questo launcher AOSP è un pò macchinosa la creazione di una nuova finestra del multidesktop, bisogna infatti trascinare un'icona di una app o altro in "zona di nessuno" per crearne una nuova in automatico; non è comunque possibile settare la schermata home che è di default la prima a sinistra; inoltre, la barra search di google è fissa nella parte superiore del display è non mi è stato possibile rimuoverla in nessuna maniera.

  
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Abbiamo la possibilità di poter scegliere direttamente nelle impostazioni, di utilizzare un secondo launcher, "u Launcher", più dedicato ai temi e alle skin facilmente modificabili con un app dedicata, molto accattivante esteticamente con con la possibilià di applicare effetti alla rotazione dei desktop o al tapping. Attraverso la pressione del tasto sinistro "impostazioni" otteniamo un menu dove abbiamo accesso a scorciatoie per numerose funzionalità e per la configurazione degli effetti grafici e dei temi. Con questo launcher però, purtoppo non esiste la possibilità di accedere ad una lista di tutte le applicazioni, ma tutte le app installate vengono automaticamente aggiunte nelle finestre multi desktop; non possiamo quindi lasciare solo quelle preferite e di più comune utilizzo, cosa che rende molto più complicato il trovare rapidamente l 'app che necessitiamo. Anche con questo launcher non è possibile impostare la schermata "home" che si desidera; nella finestra destra più esterna è presente di default un widget con la timeline delle foto della nostra galleria.

  
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Tra le caratteristiche più rilevanti attivabili nel menu di configurazione c'è l'utilizzo di HotKnot, la nuova tecnologia simile all'NFC che permette di accoppiare dispositivi vicini sfruttando anche i dati del sensore di prossimità e dell'accelerometro; il dispostitivo è sprovvisto di teconologia NFC ma può utilizzare la tecnologia HotKnot, proprietaria Mediatek, per lo scambio dei dati, foto, files e quanto altro con device compatibili situati in prossimità. Altra funzionalità davvero interessante è il programma di accensione/spegnimento; una della mancanze, secondo me, fondamentali dall'avvento dei dispositivi basati su Android era l'impossibilità di settare la sveglia quotidiana mattutina spegnendo il dispositivo; per utilizzare il nostro smartphone come allarme eravamo necessariamente costretti a lasciarlo acceso l'intera nottata onde evitare di non svegliarsi e perdere importanti appuntamenti, con il rischio che la batteria si scaricasse nel corso della notte, facendo così modo che la sveglia saltasse ugualmente con ovvie disastrose conseguenze. Grazie a questa funzionalità possiamo invece programmare l'orario di accensione e spegnimento del nostro dispositivo, magari impostando l'accensione poco prima del devastante allarme della sveglia.  

  
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Nelle impostazioni di sistema per la gestione della memoria è possibile scegliere il percorso preferito per l'installazione di nuove applicazioni (memoria interna o micro SD esterna) evitando così il più grande limite dei cellulari di fascia bassa, ovvero il rapido riempimento della Flash ROM dopo brevissimo tempo impedendone così quasi il normale utilizzo; è possibile anche settare il disco di scrittura preferito per i nostri dati. Nelle impostazioni di sistema è possibile anche configurare il dispositivo in maniera da accenderlo, quando in standby, con un semplice doppio tap o sbloccarlo trascinando il dito sul display verso l'altro ed addirittura settare alcune gesture (disegnando simboli a display spanto) che ci permettono di lanciare direttamente app di nostra scelta. La dotazione hardware non è tra le più promettenti,ma l'utilizzo dell' Ulefone Be Pro 2 è molto fluido con navigazione tra i menu molto rapida con l'evidenza di microscatti solo in rarissime occasioni.