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Shoot-out: Sonus Faber Cremona Auditor M

di Redazione , pubblicato il 31 Maggio 2013 nel canale DIFFUSORI

“Le Sonus Faber Cremona M Auditor fanno ricorso a componenti di livello molto elevato, a lavorazioni del cabinet molto sofisticate e a filtri crossover di basso ordine..”

LAB: le misure di laboratorio

La risposta in frequenza della Auditor M è stata rilevata ad un metro ed ad una distanza quasi doppia compatibilmente con le riflessioni in ambiente. E’ possibile tentare questo tipo di misura disponendo l’asse tra diffusore e microfono sulla diagonale dell’ambiente predisposto per le misure. Il perché di questa doppia misura, eseguita per altro su un diffusore di piccole dimensioni è da mettere in relazione alla risposta acustica degli altoparlanti sotto la blanda filtratura del crossover. Una variazione anche notevole della fase acustica tra woofer e tweeter da un lato può presentare vistosi avvallamenti nella risposta eseguita ad un metro sull’asse ma può dall’altro regolarizzarsi con la distanza o con l’angolo relativo tra diffusore e microfono. Nel caso della Auditor M notiamo un abbassamento notevole della pressione tra i 4000 ed i 5000 Hz, ove la fase relativa diventa abbastanza elevata. Dalla misura eseguita fuori asse possiamo notare come questo avvallamento in effetti si riduca anche se non definitivamente e come dopo i 10 kHz la pressione decada velocemente con un andamento che ci fornisce indicazioni preziose sulla caratteristica musicale in ambiente. La gamma bassa è mediamente estesa, ma la pendenza elevata ed il particolare andamento della pendenza lasciano supporre una gamma bassa abbastanza particolare. Notevole il picco in gamma altissima anche se ci pensa, come abbiamo visto, la risposta fuori asse a non far assumere a questa risposta una caratteristica negativa.

Dal punto di vista del carico visto dall’amplificatore osservate come la buona similitudine dei picchi caratteristici del reflex ci confermi un accordo votato alla massima estensione possibile attorno ad uno smorzamento non molto elevato. Tra il massimo sfasamento ed il minimo dell’accordo reflex è stata trovata la massima condizione di carico che è la più impegnativa del gruppo, con i suoi 2,92 ohm resistivi trovati a 46 Hz, una frequenza che comunque è interessata da segnali musicali di ampiezza contenuta rispetto alle frequenze mediobasse e medie.

La progressione delle tre misure di distorsione armonica al variare della pressione emessa ci mostra una delle caratteristiche peculiari di questo diffusore, una caratteristica che può sembrare addirittura banale ma che va vista, secondo il mio punto di vista, non tanto come espressione delle semplici misure quanto come sviluppo del segnale musicale, tutt’altro che statico. Si tratta dell’aumento graduale della distorsione all’aumentare del segnale. Se diamo uno sguardo ai tre grafici ricavati da questo diffusore notiamo come la progressione di seconda e terza armonica sia abbastanza costante, a parte la gamma bassa, che mostra di essere comunque in leggero affanno indipendentemente dalla pressione, come quasi tutti gli altoparlanti di queste dimensioni. Le armoniche superiori sono molto basse, al limite minimo della misura e salgono con la giusta progressione all’aumentare del livello.

Alla pressione dei 90 decibel vediamo un drastico abbassamento di tutte le armoniche in un range di frequenze che interessa la gamma media e l’incrocio.

Anche a 95 decibel la stessa porzione di frequenze è comunque particolarmente bassa.

La misura all’impulso vede il picco del tweeter che “punta” verso il basso, a dimostrazione della controfasce elettrica del collegamento, mentre il woofer non brilla eccessivamente per velocità di decadimento.

Infine la Waterfall che verifica tutti i dubbi espressi prima sulla costruzione. Notiamo infatti la presenza di una pletora di riflessioni interne sia in gamma mediobassa che in gamma di incrocio, col midwoofer e col tweeter che mostrano parecchie risonanze oltre i 4 millisecondi, pur con un livello mediamente contenuto. Tutte queste riflessioni e risonanze interne non fanno altro che togliere articolazione ai bassi livelli e con un po’ di cura potrebbero essere eliminate.