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Shoot-out: Sonus Faber Cremona Auditor M

di Redazione , pubblicato il 31 Maggio 2013 nel canale DIFFUSORI

“Le Sonus Faber Cremona M Auditor fanno ricorso a componenti di livello molto elevato, a lavorazioni del cabinet molto sofisticate e a filtri crossover di basso ordine..”

Componenti e costruzione

La forma caratteristica di queste Auditor M e di altri diffusori di Arcugnano è dovuta al restringimento notevole della parete posteriore, con le pareti laterali ovviamente curvate. Questo disegno trova una sua ragion d’essere nel non avere, alla fine, delle pareti laterali parallele, dove il suono può rimbalzare allegramente, creando colorazioni indesiderate e risonanze. Indubbiamente l’effetto estetico è notevole, ma alla fine della fiera questo è il motivo tecnico che potrebbe migliorare le prestazioni sonore. Il tutto funziona ovviamente quando la lunghezza d’onda della frequenza emessa è coerente con le dimensioni stesse del diffusore, ferme restando le possibili alterazioni dovute a quelle pareti che non sono parallele, come quella superiore e quella inferiore. Il pannello frontale di colore nero è ricoperto di un sottile strato di pelle e sembra emergere dalle pareti laterali color legno. Questa scelta estetica di indubbio effetto se da un lato costituisce un richiamo elegante, dall’altro mette in cantiere una serie di diffrazioni che cadono ampiamente nella banda operativa del midwoofer, caratterizzato appunto da una pendenza molto blanda all’aumentare della frequenza.

Rimuovendo le cinque viti dalla filettatura rada possiamo rimuovere il midwoofer dalla sua sede e mettere il naso all’interno del box. Il pannello frontale è spesso un paio di centimetri e reca sul lato posteriore delle ampie feritoie che evitano risonanze localizzate alle frequenze medie. Il woofer è saldato direttamente ai cavi provenienti dal crossover, con una sezione del filo di conduttore ben adeguata. Il woofer è uno Scan-Speak della serie Revelator, modificato nella realizzazione della membrana, realizzata in cellulosa rigida ma addizionata di fibre naturali di legno. A detta del costruttore ciò serve ad irrigidire maggiormente la membrana aumentando nello stesso tempo lo smorzamento interno, una caratteristica fondamentale se si intende adottare un filtro crossover dalla pendenza molto blanda. La cuffia parapolvere è rigida e rovesciata. Per ottenere un minimo di sensibilità si è adottata una ridotta massa mobile e per una frequenza di risonanza ragionevolmente bassa l’unica soluzione sensata da adottare è quella di aumentare in maniera abbastanza decisa la cedevolezza, che da un lato fa aumentare il volume necessario ad un accordo reflex e dall’altro, a parità di segnale ai morsetti, fa aumentare l’escursione a bassa frequenza, un particolare da valutare attentamente se si vuole ottenere un minimo di tenuta in potenza. Il disegno del complesso magnetico estremamente lineare fino alle massime escursioni dovrebbe consentire tuttavia una prestazione dinamica notevole.

Il tweeter è il modello di ring radiator costruito dalla Vifa, che si differenzia da quello Scan per un prezzo molto più abbordabile ma che è dotato di una tenuta in potenza altrettanto meno prestante. La differenza alle misure per così dire “statiche” è molto ridotta, ma se si misurano le non linearità oltre i 90 dB le differenze si vedono, eccome. In realtà cambierebbe anche l’ogiva anteriore, ma entrambi i costruttori su richiesta e per un buon numero di pezzo ordinati ti piantano avanti alla cupola a corona circolare tutto quello che vuoi. Comunque sia il componente di Sonus Faber ha la ghiera frontale tagliata a misura di woofer così da ridurre l’interasse tra i centri di emissione dei due trasduttori a soli 12 centimetri ed una camera posteriore di decompressione differente dal modello originale. Le pareti interne sono rivestite con un materiale poliuretanico leggero ma abbastanza rigido, del tipo che si trova negli imballi a protezione di oggetti delicati. La cosa che mi ha lasciato abbastanza sconcertato è l’assenza di qualunque tipo di assorbente sia sulla parete superiore che su quella inferiore, le uniche due pareti che risultano parallele del box, una scelta quanto meno inusuale in un cabinet disegnato così proprio per ridurre le riflessioni interne. La waterfall verificherà quanto questa scelta sia azzeccata e quanto no.

I morsetti posteriori sono soltanto due, come abitudine del costruttore. Si tratta di due morsetti versatili dal punto di vista delle varie possibili terminazioni e facili da serrare. Il condotto di accordo di dimensioni ragionevoli si sviluppa per quasi tutta la profondità del diffusore senza alcuna svasatura interna e con una semplice raccordatura esterna. La base del diffusore è già predisposta per il fissaggio del pesante supporto disegnato dalla stessa casa costruttrice ma venduto a parte. Quattro madreviti annegate di buon diametro sono pronte ad accogliere i quattro perni che rendono diffusore e supporto una struttura unica, con l’esterno della base del diffusore ricoperto di un materiale simile al velluto, adattissimo per interporsi tra due strutture solide.