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The Planets at Walt Disney Music Hall

di Marco Cicogna , pubblicato il 21 Gennaio 2013 nel canale DIFFUSORI

“In occasione del CES 2013 appena concluso, abbiamo avuto l’occasione di ascoltare lo strumento sonoro più musicalmente accattivante in tanti anni di ascolti. Nel cuore di Los Angles si trova la Disney Music Hall, una moderna sala da concerto dotata di sonorità eccellenti”

Holst, The Planets

Una pagina come “The Planets” di Holst forse non ha bisogno di presentazioni: un must del repertorio tardo-romantico per grande orchestra. L’inizio di “Marte” sul ritmo incalzante sostenuto dai timpani è stata una vera rivelazione. Era come ascoltarlo per la prima volta. Per la cronaca avevo scelto dei posti situati dove solitamente siede il coro, sul retro dell’orchestra a pochi passi dalla sezione ottoni. Anche timpani e percussioni appaiono da qui bene in evidenza, un suono solido e possente in gamma medio-bassa che si coglieva attraverso le vibrazioni del palcoscenico.

Dinamica inesauribile, con un fortissimo sugli ottoni mai riscontrato in precedenza. In tutto questo si apprezza nelle parti più delicate il supporto agli strumentini, con le frasi dei legni sempre ben distinte e persino l’arpa (dall’altra parte dell’orchestra rispetto alla mia posizione) appariva scandita con nettezza. Gli interventi “ad effetto” dell’organo in questa partitura mi hanno fatto rabbrividire. Il ben noto glissando (un fortissimo con quattro “ffff” in partitura) ha avvolto l’intera sala in un momento sinfonico equivalente ad un orgasmo liberatorio. Non ci sono parole per descriverlo.

 

Nel finale evanescente di Nettuno, il coro femminile in lontananza ha tenuto il pubblico con il fiato sospeso, sino all'inevitabile standing ovation. Un'esperienza da ripetere. Nel frattempo voglio almeno segnalare la notevole incisione in SACD targata Deutsche Grammophon con la Sagra della Primavera diretta da Salonen nel 2006 proprio in questa sala. Per quanto riguarda i Pianeti, invece, potrete rivolgervi alla belle registrazione di Gardiner (in casa DG) o alle più recenti edizioni Telarc e Chandos, tutte in SACD multicanale, ma apprezzabilissime anche nel “semplice” stereo. Segnalo anche l'edizione giapponese SHM-SACD stereo edita da Decca, con la "LA Phil" diretta da Zubin Mehta. Buon ascolto.

Per maggiori informazioni: www.laphil.com

 

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