Social Buttons AV Magazine su Facebook AV Magazine su Twitter AV Magazine RSS AV Magazine Newsletter

Interstellar

di Redazione , pubblicato il 11 Novembre 2014 nel canale CINEMA

“L'attesa pellicola sci-fi di Christopher Nolan ha conquistato le sale cinematografiche di tutto il mondo. Ecco l'analisi di AV Magazine, con pareri sul valore artistico, suggerimenti e recensioni sui formati 70mm e digitale 4K”

Il sonoro di Interstellar

Alla quinta collaborazione con Nolan, il compositore Hans Zimmer ha curato la bellissima colonna sonora della pellicola.

L'insolito strumento portante dell'intero score è l'organo. Una scelta che ha di fatto spettacolarizzato le immagini, richiamando nello stesso momento l'elemento umano necessario al suo funzionamento.

Niente strumenti digitali quindi: l'uomo è al centro della pellicola, l'uomo è impegnato in prima persona nelle sessioni di registrazione a Temple Church, una chiesa attiva del XII° secolo nel cuore di Londra, che ha ospitato per l'occasione i musicisti di fama mondiale scelti da Zimmer, con strumenti meccanici spesso secolari.

- click per ingrandire -

Ecco quindi che nel sostegno all'organo riconosciamo fiati, ottoni, pianoforte e archi, con i loro riconoscibili timbri che danno vita allo score - ben 45 sessioni di registrazione sottoposte a Nolan - e al tema portante della pellicola.

Tema che in alcuni passaggi ci ha ricordato qualche lavoro di Vangelis con un tempo rallentato. È stata una sensazione ripetuta in diversi passaggi. Potremo essere più precisi dopo un nuovo ascolto dello score, visto che la colonna sonora non è ancora disponibile nei negozi ma si dovrà attendere il 18 novembre.

- click per ingrandire -

Bello il contrasto tra gli ambienti claustrofobici delle navicelle e l'immediata e assoluta assenza di suono nello spazio. Un effetto ormai sdoganato per film ricercati ambientati oltre l'atmosfera terrestre.

Uno dei passaggi vocali della colonna sonora è intitolato Day one ed è stata la prima composizione di Zimmer realizzata per il film. Una melodia creata al pianoforte dopo che il compositore aveva ricevuto da Nolan una busta contenente un foglio scritto a mano che descriveva una scena tra un padre e suo figlio. Niente spazio, niente viaggi interstellari.

Una composizione fatta al buio, ascoltata e accettata da Nolan, che solo in seguito ha raccontato al compositore la trama completa della pellicola.