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Interstellar

di Redazione , pubblicato il 11 Novembre 2014 nel canale CINEMA

“L'attesa pellicola sci-fi di Christopher Nolan ha conquistato le sale cinematografiche di tutto il mondo. Ecco l'analisi di AV Magazine, con pareri sul valore artistico, suggerimenti e recensioni sui formati 70mm e digitale 4K”

Costruire lo spazio

Kip Thorne. È lui l'uomo dietro la scienza di Interstellar. Fisico teorico, ha fornito la base scientifica che ha supportato lo script, ma non solo. È diventato anche produttore esecutivo della pellicola e soprattutto ha collaborato attivamente con regista e reparto effetti speciali per portare sullo schermo gli importanti concetti fisici alla base del film.

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Per chi fosse interessato, segnaliamo tra l'altro il libro The Science of Interstellar, scritto dallo stesso Kip Thorne proprio per raccontare la lavorazione del film dal suo esclusivo punto di vista. Libro messo in commercio a partire dal 7 novembre, in contemporanea con l'uscita della pellicola.

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Thorne ha passato diverso tempo a Londra, presso la sede della Double Negative, lavorando con il supervisore agli efetti visivi Paul Franklin per portare sullo schermo le sue esclusive teorie gravitazionali - ancora dibattute - che ipotizzano gli effetti della gravità sulla luce attorno al buco nero e il (possibile?) viaggio attraberso un wormhole.

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Gli effetti e le soluzioni visive adottate sono da non perdere, ispirate all'incredibile astrofotografia proveniente dagli archivi del Royal Observatory del Regno Unito e alle immagini in alta definizione provenienti dal telescopio spaziale Hubble.

La Double Negative ha inoltre utilizzato la sterminata banca dati della NASA, contenente l'incredibile cifra di 2,5 milioni di stelle, per riprodurre un universo reale da utilizzare come fondale nelle scene ambientate nello spazio.