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Musei Vaticani 3D

di Alessio Tambone , pubblicato il 05 Novembre 2014 nel canale CINEMA

“Il documentario prodotto da Sky 3D e Sky Arte HD, con la collaborazione della Direzione dei Musei Vaticani, approda nei cinema per un solo giorno. Ecco il nostro giudizio, impreziosito da un'esclusiva intervista a Cosetta Lagani (direttore Sky 3D) ed Emiliano Martorana (produttore esecutivo)”

L'intervista 1/2

- click per ingrandire -

Abbiamo intervistato Cosetta Lagani, direttore di Sky 3D, ed Emiliano Martorana, produttore esecutivo del progetto. Ringraziamo entrambi per il tempo concesso, insieme alla disponibilità di Luana Solla per Nexo Digital.

Sono stati appena rilasciati i dati della giornata di ieri: 150 sale cinematografiche, 26mila spettatori per un incasso italiano di 250mila euro. Immagino sia una grande soddisfazione.

CL Siamo al primo posto negli incassi di ieri, al secondo posto Dracula Untold con 170mila. Quindi abbiamo anche un bello scarto. Per cui non le nascondo una grandissima soddisfazione da parte di Sky che punta a un prodotto così innovativo, sia nella narrazione che nel linguaggio tecnologico. E ora siamo curiosi di scoprire cosa succede con la distribuzione estera.

Nexo Digital, vostro partner nel progetto, distribuirà nei prossimi giorni il documentario in 56 paesi nel mondo. È l'Italia che va all'estero?

CL L'Italia con le sue bellezze che va all'estero ma in un modo nuovo, proponendo uno dei musei più visitati al mondo, svelato con tecnologie che finora sono state molto poco applicate su questo genere documentaristico e praticamente per niente sulla documentaristica dell'arte.

Opere pittoriche in 3D. Ai puristi e agli allergici alla curiosità tecnologica, potrebbe sembrare un'operazione quasi blasfema.

EM All'inizio era un po' la nostra paura, sottoporre questa visione alternativa ad un museo conservatore come i Musei Vaticani.

CL Proprio per questo non abbiamo distorto le Opere. Abbiamo solo ricreato prospetticamente quello che era stato già impostato su una superfice piana. Questo è importante, perché con questa tecnologia avremmo potuto stravolgere l'Opera, ma non era assolutamente la nostra intenzione.

Ho trovato il documentario eccezionale nelle parti riguardanti le opere e i commenti del Direttore Paolucci. Un po' meno nei raccordi filosofici. Come mai si è deciso di creare questi intermezzi?

CL In realtà fanno parte del viaggio. Il nostro prodotto non si pone come una visita guidata ai Musei Vaticani ma è un viaggio molto introspettivo ed emozionale tra presente e passato, tra terra e cielo. È un viaggio introspettivo fatto dall'artista, che quindi è rappresentato proprio dall'attore che compare a impersonare proprio questi momenti di vissuto, dall'estasi, alla disperazione, alla fatica.

Quindi ponete l'accento e rivendicate non tanto l'accezione documentaristica quanto quella narrativa del prodotto.

EM Anche perché noi abbiamo trascorso solo una settimana all'interno dei Musei Vaticani, posto tra l'altro veramente incredibile, soprattutto per le suggestioni al tramonto, con la luce che entra sulle statue, e le riprese in notturna. Sette giorni sono veramente pochi per raccontare i Musei Vaticani e quindi era impossibile fare un documentario.

Quello che siamo riusciti a fare è il racconto attrvaerso gli artisti di una storia dentro i Musei Vaticani. Era l'unica soluzione, altrimenti avremmo presentato un documentario veramente povero.

CL È stata una scelta narriva e di conseguenza produttiva. Piuttosto che una visita didattica, didascalica, classica dei Musei abbiamo scelto di raccontare una storia e di individuare all'interno della stessa quelle opere che erano più iconiche e adatte al racconto scelto.

EM Noi abbiamo prodotto il documentario circa un anno fa. Devo dire ogni volta che lo rivedo, anche se lo conosco veramente bene, riesco sempre a cogliere degli aspetti nuovi tra le tante informazioni ed emozioni che compongono la storia raccontata. Anche grazie alla scelta di utilizzare un linguaggio molto lineare: la tecnologia 3D è fisicamente molto pesante visto che sono due telecamere e il rig che le sorregge.

Abbiamo quindi scelto di girare comunque con un binario e il carrello, sfruttando questa visione molto lenta, immersiva. Anche se è stato più impegnativo e dispendioso in termini di tempo e di preparazione. In tutto questo, oltre alla macchina produttiva, dobbiamo riconoscere al direttore della fotografia un'impronta veramente cinematografica, che ha caratterizzato il prodotto.

Quali sono stati i tempi di realizzazione del documentario?

CL Le riprese sono durate per 7 giorni, 24 ore al giorno. Abbiamo girato senza sosta per quella settimana e poi c'è stata una post-produzione molto lunga a causa della stereoscopia e della dimensionalizzazione delle Opere. Il totale è di circa 4 mesi.

Ci sono state opere riprese, scartate in fase di montaggio a causa di un risultato non ottimale?

EM Per fortuna no, anche grazie alla lunga preparazione che è stata fatta in precedenza. Devo dire che rispetto ad altre produzioni, con i classici problemi di fuoco, fotografia e macchina da presa, il reparto di stereografia è stato molto attento tanto che nessuna delle immagini che noi abbiamo portato in sala di montaggio è stata scartata.

Ci può dare qualche elemento tecnico in più sull'attrezzatura utilizzata?

EM Abbiamo girato con delle Red Epic in 5K RAW con rig 3ality, rig performanti che ci hanno consentito di dimezzare i tempi di allestimento. Soluzioni all'avanguardia utilizzate nel cinema americano ma anche nelle produzioni europee, soprattutto nei live dei nostri partner inglesi.

CL È una produzione che è stata girata un anno e mezzo fa. Queste strumentazioni citate da Emiliano erano ancora più all'avanguardia, scelte dopo un grosso lavoro di scouting della produzione, in collaborazione con la Magnitudo, per andare alla ricerca di tecnologie all'avanguardia e personale qualificato in grado di garantire al resa del documentario.

EM Anche perché il ragionamento di investimento che abbiamo fatto, insieme a Cosetta Lagani, è stato proprio questo: entrare nei Musei Vaticani - riesce a farlo soltanto una televisione del mondo al mese - probabilmente unica volta nella vita, richiedeva la migliore tecnologia e le migliori consulenze.

CL In questo siamo stati pienamente supportati dalla Direzione dei Musei Vaticani che ci ha concesso di entrare e svelare per la prima volta in Ultra HD e 3D, nonostante nel passato avessero ricevuto molte richieste da altre case di produzione sullo stesso tipo di prodotto.

Al di là della distribuzione all'estero, che avverrà in questi giorni, quali sono i prossimi passaggi per il documentario nel mercato italiano?

CL Il documentario adesso sarà al cinema, un anno fa è andato già in onda su Sky 3D e Sky Arte HD. Dopo questo passaggio nei cinema tornerà ancora sui canali Sky, ma stiamo valutando per il prossimo anno una distribuzione home video con un partner e anche con gli shop dei Musei Vaticani.