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The Amazing Spider-Man 2: Il potere di Electro

di Redazione , pubblicato il 25 Aprile 2014 nel canale CINEMA

“In anteprima rispetto alla release americana, l'atteso Spider-Man di Marc Webb torna nelle sale con il primo sequel dei tre programmati entro il 2018. Ecco il giudizio”

Regia e tecnica

Capitolo a parte merita il regista Marc Webb, chiaramente coinvolto in tutti gli aspetti produttivi oltre che nella regia. La bravura c'è, inutile negarlo. Quello che cominciamo a non sopportare è l'esagerato ricorso alla Computer Grafica. Ok all'estensione dei set reali, ok alle acrobazie troppo pericolose - per non dire impossibili - anche per gli stunt, ok anche alle mdp virtuali fissate sulla cinta di Spider-Man mentre volteggia tra i palazzi, ok agli ampi occhi che a volte riflettono con distorsione quello che c'è davanti al viso dell'Uomo Ragno.

Tralasciando i classici dubbi di integrazione tra live action e CG - in certi passaggi lo Spider-Man digitale è clamorosamente posticcio nell'insieme della scena - a non soddisfarci sono le troppe sequenze dichiaratamente realizzate con il solo ausilio della CG. Una soluzione che se di fatto non pone limiti alla fantasia nello sviluppo della scena, dall'altro restituisce l'antipatica sensazione di una clip di intermezzo da videogioco.

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Queste produzioni dovrebbero porsi un limite nel ricorso alle soluzioni in CG. A guadagnarne sarebbe lo spettacolo e la verosimiglianza della scena, come successo nelle sequenze iniziali dell'inseguimento di Aleksei Sytsevich.

Il tutto è stato registrato dal vivo, con venticinque auto sfreccianti della polizia in giro per Manhattan e Brooklyn, con un camion della SWAT, un carro armato trainato da un enorme carro attrezzi e la squadra degli stunt aggrappata sui cofani delle auto e a sicuri fili di sostegno. Un momento ben girato, che tra l'altro ha causato la distruzione di un paio di telecamere, ma che ha portato sul grande schermo l'adrenalina da inseguimento e la potenza dei mezzi utilizzati.

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Ottima anche la ricostruzione del jet G-5 nella sequenza di apertura. Per la prima volta la sezione dell'aeromobile costruita è stata adagiata su una base in movimento in maniera simile alla tecnologia utilizzata nei simulatori di volo, collegando l'intero set a due enormi anelli che permettevano la rotazione dell'aereo per simulare i movimenti di rollio, beccheggio e imbardata. Una soluzione che ha permesso di ruotare l'aereo fino a 360°.

La stessa tecnologia è stata utilizzata con il set della camera di Peter, quando Spider-Man si arrampica sulla parete e sul soffitto per cercare di sfilarsi velocemente la tuta. Andrew Garfield è rimasto sostanzialmente in verticale, mentre la stanza e la telecamera ruotavano di 360 gradi. Una soluzione simile a quella utilizzata nel film Sua Altezza si sposa per la scena che vedeva Fred Astaire danzare sulle pareti e sul soffitto.

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Innovativa anche la sequenza chiamata "Spider Sense", un passaggio della pellicola nella quale il tempo si congela e vediamo l'Uomo Ragno girare tra la folla praticamente sospesa per cercare di salvare contemporaneamente il più alto numero di persone. Anche in questo caso la soluzione adottata senza Computer Grafica ha inciso positivamente sulla buona riuscita dela ripresa.

La produzione ha infatti reclutato ballerini e atleti, persone con un buon controllo dei muscoli in grado di restare immobili per cinque minuti durante il girato. Dopo una preparazione di settimane, utile a trovare le pose adatte per un personaggio fermo, in movimento o in procinto di cadere, si sono costruiti set che aiutassero gli attori a bilanciare il peso. Le riprese live sono state quindi integrate in post-produzione ricreando l'illusione ottica ricercata.

Segnaliamo infine - purtroppo - i tanti errori di continuità nel montaggio e le riprese fuori fuoco. Un esempio emblematico è una delle sequenze iniziali fuori dal ristorante cinese, un passaggio minore evidentemente gestito dalla seconda unità, che però diventa fastidioso quando è uno dei tanti simili errori in una grande produzione come questa.