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Lo Hobbit - La desolazione di Smaug

di Redazione , pubblicato il 31 Dicembre 2013 nel canale CINEMA

“Prosegue il viaggio della compagnia formata da Bilbo Baggins, Gandalf e i tredici nani. Peter Jackson ci riporta nella Terra di Mezzo con il secondo capitolo cinematografico dedicato al romanzo Lo Hobbit di J.R.R. Tolkien”

Beorn e la foresta di Bosco Atro

Gli esterni della casa del cambiapelle Beorn sono stati girati a Paradise, nella parte meridionale della Nuova Zelanda. La produzione ha realizzato due set differenti, a una distanza di 200 metri utile a riprendere anche la suggestiva vista della zona circostante senza l'ausilio di estensioni aggiunte in post produzione.

Nella progettazione della casa gli artisti hanno utilizzato rimandi all'architettura delle chiese norvegesi, con doghe e intagli particolari arricchiti con immagini iconiche che hanno donato profondità alla struttura. La maggiori parte degli intagliatori utilizzati aveva origine Maori, tratto che ha influenzato in modo originale le idee di partenza su carta.

I maestosi interni sono stati invece costruiti secondo proporzione di nano in un teatro a Wellington con un set 1.8 volte più grande del reale, per ricreare senza artifici digitali il giusto rapporto tra la mole di Beorn (alto oltre tre metri) e la compagnia di viaggiatori.

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Beorn in questo film fa la sua parte. L'introduzione al personaggio di Gandalf genera la giusta curiosità nello spettatore, che scopre il cambiapelle e assiste con piacere alle scene che lo vedono protagonista. Il nostro giudizio a riguardo è però sospeso in vista del ritorno di Beorn anche nella terza pellicola, dove avrà un ruolo importante.

Laciata la casa del cambiapelle, la compagnia raggiunge la meravigliosa e oscura foresta di Bosco Atro. Il set è stato realizzato, oltre che con necessarie integrazioni digitali, con 32 giganteschi alberi intagliati nel polistiroli e alti 10 metri, montati su supporti mobili che potevano essere spostati per creare ambienti sempre diversi.

Ogni elemento del set è stato colorato con tonalità brillanti, per evocare la natura allucinatoria della foresta. In realtà questa cromia si è persa in fase di post produzione, quando le riprese sono state volontariamente desaturate.

All'interno della foresta ha luogo un'altra delle sequenze migliori della pellicola, con i più bei ragni giganti mai realizzati per il cinema. Chiaramente gli enormi animali sono frutto di modellazione e rendering in CG, integrato con le riprese live action degli attori che sul set sono stati chiusi in giganti ragnatele create con reti di plastica.

Una serie di stuntmen vestiti completamente di verde (per questo soprannominati 'Kermits') sono stati invece utilizzati come marker dei ragni: gli attori sapevano che al posto di ognuna di quelle controfigure ci sarebbe stato un gigantesco ragno in computer grafica.