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Il codice da Vinci

di Alessio Tambone , pubblicato il 26 Maggio 2006 nel canale CINEMA

“Atteso da mesi, odiato da tanti e idolatrato da molti. E' Il codice da Vinci, pellicola diretta da Ron Howard e tratta dall'omonimo best-seller di Dan Brown. Un successo annunciato nonostante - o a causa - le tante polemiche. Ecco il giudizio di AVMagazine”

La scenografia I

La produzione ha deciso di girare nei set naturali citati nel libro, dove possibile. Le prime scene di inseguimento sono state girate direttamente a Parigi, interessando le zone adiacenti il Louvre, gli Champs Elysées e lo lo Château de Villette vicino Versailles. Grande importanza ha rivestito il museo. La produzione è stata autorizzata ad utilizzare la Grande Galleria dopo l'orario di chiusura e nelle ore di riposo settimanale. Lo scenografo Allan Cameron (Sahara) ha dovuto comunque ricostruire nei Pinewood Studios - quelli utilizzati per girare gli interni di tutti i film di 007, per intenderci - alcuni ambienti del museo, per registrare in tranquillità le scene più pericolose.


Il Louvre, luogo di inizio del film

Il pittore di scena James Gemmill (La fabbrica di cioccolato) è stato costretto così a riprodurre 150 quadri del Louvre. Questi dipinti sono stati prima fotografati in digitale e poi ristampati. Nelle riprese ravvicinate invece i tecnici sono stati costretti ad un lavoro più certosino, per riuscire a riprodurre anche la tessitura del quadro, essenziale per mascherare la falsa riproduzione illuminata dalle luci. In questo caso le foto realizzate sono state proiettate sulle pareti, dipinte successivamente da Gemmill seguendo quindi i tratti dell'originale.

Nella fase di ricostruzione del Louvre anche l'originale pavimento della Grande Galleria ha creato non pochi problemi. Il parquet è stato riprodotto utilizzando un'impiallacciatura in legno, che è stata poi fotografata e stampata su lastre di plastica stese sul pavimento. Un lavoro davvero invidiabile, che ha riguardato tra l'altro per continuità di ripresa anche finestre e marmi inquadrati nel vero museo.