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Il codice da Vinci

di Alessio Tambone , pubblicato il 26 Maggio 2006 nel canale CINEMA

“Atteso da mesi, odiato da tanti e idolatrato da molti. E' Il codice da Vinci, pellicola diretta da Ron Howard e tratta dall'omonimo best-seller di Dan Brown. Un successo annunciato nonostante - o a causa - le tante polemiche. Ecco il giudizio di AVMagazine”

Il muro di protesta

Oltre ai problemi giudiziari, libro e film hanno dovuto affrontare una lunga campagna di scomunica da parte della Chiesa e di associazioni religiose. Partiamo dall'estero. Nelle Filippine Il codice da Vinci è stato vietato ai minori di diciotto anni, mentre in India è stato completamente sospeso sotto la spinta dell'All-India Sunni Jamiyat-ul-Ulema. "Il Corano riconosce in Gesù un profeta e quello che il romanzo racconta offende sia i cristiani che i musulmani" ha dichiarato il segretario generale Maulana Mansoor Ali Khan. "I mussulmani indiani si uniscono alla protesta dei loro fratelli cristiani contro questo attacco alle nostre comuni credenze religiose".

Non meno pesante Syed Noori, presidente dell'Accademia Raza di Mumbai, un'organizzazione culturale per la difesa dell'Islam. "Se il governo non interverrà faremo tutto quello che è in nostro potere per far sì che il film non venga visto, siamo anche pronti a ricorrere alla violenza se necessario".


Particolare della copertina del Time
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Polemico anche l'ambiente cattolico. Il vescovo nigeriano Francis Arinze ha realizzato il documentario The Da Vinci Code: a masterful deception con la regia di Mario Biasetti, dichiarando "I cristiani non devono restare con le mani in mano contentandosi di perdonare e dimenticare. A volte è nostro dovere fare qualche cosa di concreto. Non sarò io a dire a tutti i cristiani quello che devono fare, ma esistono mezzi legali per ottenere che alcuni rispettino i diritti di altri. Questo è uno dei diritti umani fondamentali: devono rispettarci, rispettare il nostro credo religioso e devono rispettare il nostro fondatore, Gesù Cristo".

Questi sono gli esempi e le dichiarazioni più emblematiche. Ma ce ne sarebbero tanti altri. Dalle suore inginocchiate a pregare ai bordi del set per chiedere a Gesù Cristo il perdono per la troupe, ai manifesti pubblicitari del film fatti eliminare dalle impalcature della Chiesa di San Pantaleo a Roma, attualmente in fase di restauro. E' stata quindi una mobilitazione generale, che ha trovato la sua massima espressione nell'omelia del Venerdì Santo della Pasqua appena trascorsa, con il francescano padre Cantalamessa che dal pulpito ha predicato "Si fa un gran parlare del tradimento di Giuda e non ci si accorge che lo si sta rinnovando. Cristo viene ancora venduto, non più ai capi del sinedrio per trenta denari, ma a editori e librai per miliardi di dollari... Nessuno riuscirà a frenare questa ondata speculativa, che anzi registrerà un'impennata con l'uscita imminente di un certo film".