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Doom

di Alessio Tambone , pubblicato il 31 Marzo 2006 nel canale CINEMA

“Sulla scia dei videogiochi passati dal monitor al grande schermo, come Tomb Raider e Resident Evil, arriva in Italia sul grande schermo Doom, film ispirato al celebre e rivoluzionario videogioco rilasciato nel 1993 dalla id Software. Nelle sale dal 17 Marzo.”

L’importanza delle scenografie

Positivo il giudizio che diamo alla scenografia realizzata da Stephen Scott. Lo scenografo è riuscito a trasmettere quel senso di claustrofobia e solidità sotterranea presente nel gioco. Per la creazione dei set Scott ha studiato a fondo diversi progetti di ingegneria del sottosuolo, dedicando gli ultime settimane di lavoro ad uno studio sul campo: ha giocato a Doom.

“Mi auguro che i fan di Doom riconoscano forme e attrezzature tecniche dei diversi ambienti” ha dichiarato Scott, confermando il desiderio di realizzare un lavoro quanto più simile al gioco di partenza. Per lo stesso motivo si è deciso di illuminare gli ambienti con le stesse luci ocra e azzurre che caratterizzano il gioco.


Grande importanza alle scenografia per un impatto
visivo corretto rispetto al videogioco originale

Per trasmettere la sensazione degli spazi stretti e bui Scott e il suo gruppo hanno costruito negli studi Barrandov una serie di set collegati tra loro, che utilizzavano dei bassi soffitti mobili: strutture sospese negli studi che era possibile spostare per consentire dei movimenti agevoli alla troupe del regista. Tutti i corridoi sono inoltre stati disegnati in modo da apparire diversi a seconda dell’angolazione da cui erano ripresi. Ad esempio, la fogna era lunga solo 25 metri, ma con i diversi trucchi di inquadratura e di montaggio, nel film è diventata molto più lunga.

Tra i tanti set costruiti per rappresentare la base su Marte citiamo Atrium, la zona che conduce all’Airlock. Atrium è stato ricostruito all’interno del Mausoleo Vitkov di Praga, una costruzione realizzata durante gli anni Trenta con circa un milione di tonnellate di roccia. Gli esperti della scenografia hanno applicato una superficie nera per modificare il colore del pavimento e hanno aggiunto diversi particolari importanti come il logo della UAC (Union Aerospace Corporation), società a capo della stazione Olduvai.