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Doom

di Alessio Tambone , pubblicato il 31 Marzo 2006 nel canale CINEMA

“Sulla scia dei videogiochi passati dal monitor al grande schermo, come Tomb Raider e Resident Evil, arriva in Italia sul grande schermo Doom, film ispirato al celebre e rivoluzionario videogioco rilasciato nel 1993 dalla id Software. Nelle sale dal 17 Marzo.”

Le armi di Doom


In Doom le armi sono sempre in primo piano

Il consulente McAdams ha inoltre collaborato con lo scenografo Stephen Scott (Hellboy) e con il maestro d’armi Richard Hooper (Syriana) per l’ideazione delle sequenze di azione. I vari combattimenti sono stati invece curati dal coreano Dion Lam, autore anche delle coreografie della trilogia di Matrix. Richard Hooper si è dedicato alla creazione delle nuove, avveniristiche armi del futuro. Si è partiti da disegni che illustravano armi in uso oggi e poi, per successivi passaggi, si è arrivati ai risultati finali.

Per scelta di produzione e per attinenza con la serie Doom, ogni personaggio è stato caratterizzato con uno specifico tipo di arma. Ad esempio Reaper ha un arma da combattimento abbastanza standard associata ad una carabina di riserva; il sergente Sarge porta un fucile decisamente più grande e più energico; il celebre chain gun è stato invece assegnato a Destroyer, che conserva la munizioni nella sacca portata sulle spalle. Nel resto del gruppo riconosciamo invece il fucile a pompa di Goat, le carabine al plasma di Duke e Portman e le mitragliette di The Kid.


Il mitico BFG ritrovato dal sergente Sarge

Anche nel parco armi i produttori hanno deciso quindi di rendere omaggi abbastanza evidenti al gioco. In particolare la necessità dei protagonisti di andare in cerca di altre armi – anche in questo caso però riscontriamo un’idea buttata lì per caso – e l’immenso BFG, croce e delizia degli appassionati del gioco. L’arma la trova Sarge, all’improvviso, sospesa nel vuoto proprio come nel gioco.

E il BFG ha creato non pochi problemi ai tecnici. I primi disegni realizzati infatti restituivano un’arma troppo pesante e troppo voluminosa, che per esigenze di scena è stata scartata. Hooper, in sinergia con il responsabile degli effetti visivi, ha così pensato di utilizzare gli effetti digitali per arrivare ad un risultato accettabile dal punto di vista visivo e scenico.