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Doom

di Alessio Tambone , pubblicato il 31 Marzo 2006 nel canale CINEMA

“Sulla scia dei videogiochi passati dal monitor al grande schermo, come Tomb Raider e Resident Evil, arriva in Italia sul grande schermo Doom, film ispirato al celebre e rivoluzionario videogioco rilasciato nel 1993 dalla id Software. Nelle sale dal 17 Marzo.”

La regia


Poche le scene realmente coinvolgenti

Per quasi tutta la durata del film una regia ed un montaggio fin troppo docile costringono ad una visione del film senza troppe agitazioni. Questo sarebbe un commento positivo se il film fosse di un altro tipo, ma per un horror/azione ci aspettavamo decisamente qualcosa di più coinvolgente.

A dirigere la pellicola c’era Andrzej Bartkowiak, regista ex direttore della fotografia, che con i suoi precedenti lavori Romeo deve morire, Ferite mortali e Amici per la morte, aveva dimostrato un certo feeling con l’action e le arti marziali. In questo caso ci è sembrato però un po’ troppo abbottonato, troppo legato dalla paura di rischiare e sbagliare.


Buona l'idea della ripresa in soggettiva stile videogioco FPS

L’unico rischio lo gioca con la sequenza finale in soggettiva ripresa direttamente dal gioco. La caratteristica per eccellenza che ha fatto la storia di Doom viene riproposta al cinema: ottima idea, realizzata però malamente. Diversi piano sequenza buttati infelicemente alla fine dello spettacolo, parentesi indipendente di un film che nel resto del girato adotta un timbro registico decisamente differente. Ma questa è anche la scena che ci ha regalato qualche brivido e qualche emozione dovuta ai ricordi, con il protagonista (e lo spettatore) a due passi dai demoni, con la frenesia della ricarica dell’arma e un colpo sparato istintivamente ad un riflesso nello specchio. Peccato, perché l’idea era veramente buona.